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Per la prima volta tutti insieme, i protagonisti della 32a sfida
per la conquista della Coppa America, hanno dato spettacolo,
ingaggiandosi nelle stesse acque europee che li vedranno
affrontarsi nella primavera del 2007
Articolo di Paolo Venanzangeli
Pubblicato su Nautica 520 di Agosto 2005
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Act 11 - Valencia
Act 12 - Valencia
Act 13 - Valencia

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LOUIS VUITTON ACT 4&5 FU VERA GLORIA?
Nella nuova era della Coppa America, tornata in Europa a impegnare
i partecipanti alla sfida e gli stessi detentori, in una serie di
eventi di avvicinamento, ecco il primo appuntamento corale. In una
Valencia che sta creando il suo angolo dedicato alla Coppa e che,
sempre di più, è consapevole di quanto questo evento
possa significare, per la città e i suoi abitanti, almeno
per i prossimi due anni, i dodici team si sono, per la prima
volta, affrontati tutti, prima in una serie di regate in match
race e poi nelle attesissime e temute regate di flotta. Regate
spesso senza senso, tra i team che non hanno mai smesso di
allenarsi negli ultimi dieci anni e quelli appena formati a
rappresentare per la prima volta nazioni e continenti.
Al contrario di tutte le altre volte, quando sfidanti e detentore
cercavano di evitarsi il più possibile, per ritrovarsi poi
a combattere, totalmente ignari, almeno ufficialmente, delle
caratteristiche dell'avversario, questa volta la strada fino al
primo scontro, già stabilito per il 23 giugno del 2007,
è un susseguirsi di regate preparatorie, una serie di Act,
come hanno deciso di chiamarli, in cui gli 11 sfidanti e il
detentore si affronteranno sia in scontri di match race, che in
regate di flotta.
Del resto tutti questi atti preliminari,
nonostante i detentori svizzeri ci abbiano provato ripetutamente,
non avranno un grosso valore ai fini del punteggio della Louis
Vuitton Cup, le cui vere regate cominceranno solo il 18 aprile del
2007, subito dopo la regata di flotta che si chiamerà Act
14, pur essendo solo il 13°, ma come sugli aerei questo
numero non deve apparire.
Intanto, alla fine del 4° Atto sono
stati ancora loro a salire sul palco della premiazione: Ernesto
Bertarelli e i suoi uomini di "Alinghi". Un equipaggio
internazionale, dove si parla sempre più italiano, ci sono
infatti Lorenzo Mazza a far da trimmer, insieme a Claudio Celon,
Enrico De Maria che è un grinder e Chicco Rapetti che
è l'uomo dell'albero, oltre allo stesso Ernesto Bertarelli
che è nato a Roma. E proprio lui ha dato modo di
organizzare questo circo mediatico, che riesce a far diventare
importante anche un evento d'allenamento, come è realmente
ognuno di questi Act, che accompagneranno gli sfidanti fino alle
soglie della Louis Vuitton Cup. Niente a che vedere con la vera
Coppa, quando "Alinghi" tornerà ad essere il nemico, a cui
sottrarre il sacro Graal.
Ma l'atmosfera sembra la stessa, i
colori gli stessi, le barche appoggio, proprio quelle che stavano
anche ad Auckland, Peter Reggio, il presidente del comitato
è sempre lui. Quello che cambieranno sono le barche, quelle
nuove che arriveranno soltanto all'ultimo. C'è da dire che
l'unico che ha una vera barca nuova, il team sudafricano di
"Shosholoza", matricola delle matricole, ha terminato all'ultimo
posto, sempre battuto negli scontri.
Ma il detentore "Alinghi" ha
dimostrato che un buon team non si improvvisa e che può
permettersi di perdere anche elementi importanti, come il
carismatico Russell Coutts, fuoriuscito per disaccordi con
l'amico, o ex tale, Ernesto Bertarelli. Rimpiazzato con Peter
Holmberg, attorniato dal solito gruppo pensante neozelandese,
guidato dal tattico Brad Butterworth, con l'aggiunta del
plurimedagliato olimpico tedesco Jochen Schuemann, pare proprio
che il team non ne abbia sofferto troppo.
C'è da dire che
le barche italiane hanno tenuto bene, dimostrando di avere
raggiunto, anche in una fase come questa di totale diverso
approccio alla messa a punto e alla preparazione dell'equipaggio,
un grado di efficienza accettabile. "Luna Rossa" ha conquistato,
nei match race, un onorevole quarto posto, preceduta soltanto dal
detentore svizzero, dal redivivo team neozelandese e dal
più assiduo degli sfidanti, il team dei californiani di
"BMW Oracle", che non ha mai smesso di allenarsi fin dalla fine
della scorsa edizione della Coppa.
Per gli altri due team azzurri,
sia "Mascalzone Latino Capitalia Team" che "+39" hanno ottenuto
quattro vittorie. Un bel risultato se si pensa che i gardesani
sono alla loro prima esperienza e gli uomini di Vincenzo Onorato
hanno iniziato per ultimi gli allenamenti. "Siamo riusciti a
dimostrare che possiamo vincere". Ha sottolineato lo skipper di
"Mascalzone Latino Capitalia" Vasco Vascotto. "Dopo un inizio
difficile, abbiamo messo in fila quattro belle vittorie e il
nostro ottavo posto in classifica generale lo consideriamo un bel risultato".
Un paio di giorni di riposo e poi le tanto attese
regate di flotta. Un tipo di regata anomala per queste barche.
Erano tutti preoccupati, alla conferenza stampa di presentazione
del Louis Vuitton Cup Act 5. Ma ad aprire le confessioni è
stato il neozelandese Grant Dalton. "Apprendo con soddisfazione
quanto tutti abbiano paura per le regate di flotta". Ha detto non
scherzando. "Per fortuna, eventualmente, abbiamo la seconda
barca". Ha risposto Stephan Kandler di "K-Challenge". Più
interessato lo spagnolo Agustin Zulueta, che ha fatto l'offerta
"Il nostro team ha tre barche. Se a qualche sindacato dovesse
servire, noi saremmo ben lieti di prestargliene una, a patto che
la utilizzi con i nostri sponsor".
Ma alla fine è andato
tutto bene e le regate sono state molto suggestive e di grande
impatto spettacolare. Una grande festa dedicata a tutti i
protagonisti ha concluso quindi gli atti valenciani del 2005.
L'atmosfera era la solita che si respira nel mondo della Coppa
America, ben influenzata dall'estro spagnolo. I ragazzi c'erano
tutti, ma i più felici sembravano proprio quelli di "Luna
Rossa", perchè ormai de Coubertin ha fatto il suo tempo e
solo chi vince può veramente gioire. E felice lo era
naturalmente Francesco De Angelis alla premiazione, quando il suo
volto inquadrato dalle telecamere è apparso sul maxischermo
con gli occhi che sprizzavano felicità. "Non ho preferenze
tra match race e regate di flotta, basta arrivare primi". Ha detto
sorridendo e ha aggiunto: "In queste regate di flotta Luna Rossa
è riuscita ad essere sempre a un buon livello e a non
mollare mai, poi alla fine chiaramente il risultato viene fuori".
Del resto dei dodici concorrenti in gara, undici sfidanti e il
detentore della Coppa, almeno la metà erano in grado di
vincere l'Atto delle regate di flotta, con più
possibilità delle regate in match race, dove la
preparazione per la lotta corpo a corpo è più
specifica e quindi più facilmente appannaggio dei team
più consolidati.
Dopo che gli svedesi di "Victory
Challenge" avevano condotto la classifica, fin dalla prima
giornata, "Luna Rossa" si è vista assegnare una meritata
vittoria nella quarta gara, che aveva finito in seconda posizione,
dietro ai battistrada scandinavi, che però erano stati
trovati con quasi 200 chili di acqua di troppo a bordo. Una
zavorra non giustificata da nessun evento naturale e che,
appesantendo la barca, ne aveva aumentato la lunghezza al
galleggiamento e quindi la velocità critica.
Insomma "Victory", almeno in quella gara, era andata più veloce
perchè era stata messa in assetto in maniera anomala.
Così, quando al termine dell'udienza della protesta
scaturita dalla verifica degli stazzatori, saliti a bordo appena
tagliato il traguardo, il Comitato di Stazza ha deciso di
squalificare la barca svedese, la vittoria della quarta gara
è andata a "Luna Rossa". La barca italiana, classificandosi
quarta, per un solo secondo davanti ad "Alinghi", lo ha
così raggiunto in testa alla classifica e ha ottenuto poi
la vittoria, perchè nel complesso dei piazzamenti aveva il
miglior risultato.
Insomma, la continua e assidua presenza, nelle
posizioni di testa, senza mai avere una defaillance, ha premiato
il team che Marco Tronchetti Provera ha scelto per sbandierare i
suoi marchi Tim e Alice, che colorano la Randa e Telecom Progetto
Italia che orna lo spinnaker. Una vittoria che premia il lavoro di
molti mesi, visto che il team del patron Patrizio Bertelli
è arrivato a Valencia prima di tutti, all'inizio del 2004.
Un sistema caro allo skipper Francesco De Angelis che, pure ad
Auckland, in preparazione della sfida del 2000, era stato il primo
ad andare a saggiare le acque neozelandesi, presentandosi poi alla
Louis Vuitton Cup con la barca più preparata.
Stavolta le barche utilizzate a Valencia, sebbene modificate secondo le nuove
regole, non sono quelle che gareggeranno nella selezioni finali,
ma è stata comunque un dimostrazione del livello di
allenamento raggiunto dai velisti.
Alla fine, volendo proprio
parlare di punteggi, "Alinghi" ha chiuso il primo Atto dell'anno
con 11 vittorie e nessuna sconfitta, poi c'è "Emirates Team
New Zealand" che ha ceduto il passo unicamente al defender,
vincendo 10 match su 11 disputati. "BMW Oracle" si è
classificato terzo, dimostrandosi uno dei team più forti,
preparati e avanzati che ci siano. Quarta "Luna Rossa, che ha
perso solo i match contro i tre big team, rimanendo nella parte
alta della classifica. "Victory Challenge" è quinto, avendo
vinto lo spareggio con "Desafío Español 2007" che lo
segue quindi in classifica, davanti a "K-Challenge". "Mascalzone
Latino Capitalia Team" chiude la sua prima partecipazione agli
Atti in ottava posizione, più che onorevole se consideriamo
che il team di Vincenzo Onorato si è iscritto tardi e
quindi deve ancora lavorare su scafo e rig per trovare l'assetto
giusto. Al nono posto, c'è poi "+39 Challenge", che ha
perso a tavolino lo spareggio contro i "Mascalzoni" a causa di
un'avaria. Una buona prestazione del pool olimpico guidato da Luca
Devoti, con Iain Percy, coadiuvato anche da un ottimo Tommaso
Chieffi, che ha fatto passi da gigante. Storica la partecipazione
dell'United Internet Team Germany per la prima volta in lizza,
guidato dallo skipper e olimpionico Danese Jesper Bank, che chiude
in decima posizione davanti alle altre due matricole: China Team
del patron Chaoyong Wang, con l'equipaggio al momento formato dai
velisti francesi dell'ex "Le Defi" e la sudafricana "Shosholoza"
unico team a non portare a casa neanche una vittoria.
Ma la vera sorpresa ce l'ha regalata "Mascalzone Latino Capitalia Team" nella
seconda regata di flotta, quando, nel bordo di poppa,
approfittando della rottura dello spinnaker del battistrada
svedese, lo ha superato e si è portato in testa al gruppo,
mantenendo e aumentando il distacco fino al traguardo. Vasco
Vascotto e Flavio Favini, skipper e timoniere, dimostrano
così di sentirsi perfettamente a loro agio nelle regate di
gruppo. Situazione ripetuta nell'ultima prova, quando, con gli
spagnoli in testa, seguiti dagli svedesi, nell'ultimo lato
"Mascalzone Latino Capitalia Team" si è avvicinato da
sinistra grazie a un salto di vento ed è riuscito a
superare gli svedesi e, negli ultimi metri da brivido, con
"Desafío Español 2007" con ancora una strambata da
fare, ha trovato la spinta, forse istigato dalla presenza come
18° uomo di Massimo D'Alema, per avvicinarsi velocissimo al
traguardo, staccato di soli 3 secondi dagli applauditissimi
padroni di casa, conquistando così il quinto posto in
classifica, dietro a "Luna Rossa", "Alinghi", "Emirates Team New
Zealand" e "BMW Oracle" e davanti a "Victory Challenge", "K-Challenge",
"Desafío Español", "+39 Challenge",
"United Internet Team Germany", "China Team" e "Shosholoza".
Tutto ora è rimandato, almeno per quest'anno, agli Act 6 e 7, in
programma in Svezia a Malmo, dal 25 al 31 agosto e dal 2 al 4
settembre e poi agli Act 8 e 9 che si svolgeranno a Trapani dal 29
settembre al 5 ottobre e dal 7 al 9 ottobre.
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