_ _ _ _ _ _

   HOME   INFO   BARCHE   VIDEO   BROKER   CHARTER   METEO   SHOP   FORUM   CERCA   LINK 
America's Cup
_
 
_
OnLine
Marina Genova Aeroporto Carte Nautiche Istituto Idrografico della Marina
  SPONSOR :: S.I.A. 

Per la prima volta tutti insieme, i protagonisti della 32a sfida per la conquista della Coppa America, hanno dato spettacolo, ingaggiandosi nelle stesse acque europee che li vedranno affrontarsi nella primavera del 2007

Articolo di Paolo Venanzangeli

Pubblicato su Nautica
520 di Agosto 2005

Leggi anche

Louis Vuitton Act
Nuova era


Louis Vuitton Act 4 e 5
Fu vera gloria?


32nd America's Cup
Ed è subito Coppa


Una Coppa Europea

Vela libera...

Arrivederci Paolo!

L'ultimo saluto a Paolo

Coppa America
L'equipaggio a bordo
Il Match Race
Regolamenti
Protocollo 2003
La classe CA
Storia delle barche
Albo d'oro
Glossario

I sindacati
Luna Rossa
Mascalzone Latino
+39 Challenge
Desafío Español
Areva Challenge
Team Germany
Victory Challenge
BMW Oracle Racing
Team Shosholoza
China Team
Emirates Team NZ
Alinghi
Riepilogo

L.V. Act
Act 4 - Valencia
Act 5 - Valencia
Act 6 - Malmoe
Act 7 - Malmoe
Act 8 - Trapani
Act 9 - Trapani
Act 10 - Valencia
Act 11 - Valencia
Act 12 - Valencia
Act 13 - Valencia

LOUIS VUITTON ACT 4&5
FU VERA GLORIA?

Nella nuova era della Coppa America, tornata in Europa a impegnare i partecipanti alla sfida e gli stessi detentori, in una serie di eventi di avvicinamento, ecco il primo appuntamento corale. In una Valencia che sta creando il suo angolo dedicato alla Coppa e che, sempre di più, è consapevole di quanto questo evento possa significare, per la città e i suoi abitanti, almeno per i prossimi due anni, i dodici team si sono, per la prima volta, affrontati tutti, prima in una serie di regate in match race e poi nelle attesissime e temute regate di flotta. Regate spesso senza senso, tra i team che non hanno mai smesso di allenarsi negli ultimi dieci anni e quelli appena formati a rappresentare per la prima volta nazioni e continenti.

Al contrario di tutte le altre volte, quando sfidanti e detentore cercavano di evitarsi il più possibile, per ritrovarsi poi a combattere, totalmente ignari, almeno ufficialmente, delle caratteristiche dell'avversario, questa volta la strada fino al primo scontro, già stabilito per il 23 giugno del 2007, è un susseguirsi di regate preparatorie, una serie di Act, come hanno deciso di chiamarli, in cui gli 11 sfidanti e il detentore si affronteranno sia in scontri di match race, che in regate di flotta.

Del resto tutti questi atti preliminari, nonostante i detentori svizzeri ci abbiano provato ripetutamente, non avranno un grosso valore ai fini del punteggio della Louis Vuitton Cup, le cui vere regate cominceranno solo il 18 aprile del 2007, subito dopo la regata di flotta che si chiamerà Act 14, pur essendo solo il 13°, ma come sugli aerei questo numero non deve apparire.

Intanto, alla fine del 4° Atto sono stati ancora loro a salire sul palco della premiazione: Ernesto Bertarelli e i suoi uomini di "Alinghi". Un equipaggio internazionale, dove si parla sempre più italiano, ci sono infatti Lorenzo Mazza a far da trimmer, insieme a Claudio Celon, Enrico De Maria che è un grinder e Chicco Rapetti che è l'uomo dell'albero, oltre allo stesso Ernesto Bertarelli che è nato a Roma. E proprio lui ha dato modo di organizzare questo circo mediatico, che riesce a far diventare importante anche un evento d'allenamento, come è realmente ognuno di questi Act, che accompagneranno gli sfidanti fino alle soglie della Louis Vuitton Cup. Niente a che vedere con la vera Coppa, quando "Alinghi" tornerà ad essere il nemico, a cui sottrarre il sacro Graal.

Ma l'atmosfera sembra la stessa, i colori gli stessi, le barche appoggio, proprio quelle che stavano anche ad Auckland, Peter Reggio, il presidente del comitato è sempre lui. Quello che cambieranno sono le barche, quelle nuove che arriveranno soltanto all'ultimo. C'è da dire che l'unico che ha una vera barca nuova, il team sudafricano di "Shosholoza", matricola delle matricole, ha terminato all'ultimo posto, sempre battuto negli scontri.

Ma il detentore "Alinghi" ha dimostrato che un buon team non si improvvisa e che può permettersi di perdere anche elementi importanti, come il carismatico Russell Coutts, fuoriuscito per disaccordi con l'amico, o ex tale, Ernesto Bertarelli. Rimpiazzato con Peter Holmberg, attorniato dal solito gruppo pensante neozelandese, guidato dal tattico Brad Butterworth, con l'aggiunta del plurimedagliato olimpico tedesco Jochen Schuemann, pare proprio che il team non ne abbia sofferto troppo.

C'è da dire che le barche italiane hanno tenuto bene, dimostrando di avere raggiunto, anche in una fase come questa di totale diverso approccio alla messa a punto e alla preparazione dell'equipaggio, un grado di efficienza accettabile. "Luna Rossa" ha conquistato, nei match race, un onorevole quarto posto, preceduta soltanto dal detentore svizzero, dal redivivo team neozelandese e dal più assiduo degli sfidanti, il team dei californiani di "BMW Oracle", che non ha mai smesso di allenarsi fin dalla fine della scorsa edizione della Coppa.

Per gli altri due team azzurri, sia "Mascalzone Latino Capitalia Team" che "+39" hanno ottenuto quattro vittorie. Un bel risultato se si pensa che i gardesani sono alla loro prima esperienza e gli uomini di Vincenzo Onorato hanno iniziato per ultimi gli allenamenti. "Siamo riusciti a dimostrare che possiamo vincere". Ha sottolineato lo skipper di "Mascalzone Latino Capitalia" Vasco Vascotto. "Dopo un inizio difficile, abbiamo messo in fila quattro belle vittorie e il nostro ottavo posto in classifica generale lo consideriamo un bel risultato".

Un paio di giorni di riposo e poi le tanto attese regate di flotta. Un tipo di regata anomala per queste barche. Erano tutti preoccupati, alla conferenza stampa di presentazione del Louis Vuitton Cup Act 5. Ma ad aprire le confessioni è stato il neozelandese Grant Dalton. "Apprendo con soddisfazione quanto tutti abbiano paura per le regate di flotta". Ha detto non scherzando. "Per fortuna, eventualmente, abbiamo la seconda barca". Ha risposto Stephan Kandler di "K-Challenge". Più interessato lo spagnolo Agustin Zulueta, che ha fatto l'offerta "Il nostro team ha tre barche. Se a qualche sindacato dovesse servire, noi saremmo ben lieti di prestargliene una, a patto che la utilizzi con i nostri sponsor".

Ma alla fine è andato tutto bene e le regate sono state molto suggestive e di grande impatto spettacolare. Una grande festa dedicata a tutti i protagonisti ha concluso quindi gli atti valenciani del 2005.

L'atmosfera era la solita che si respira nel mondo della Coppa America, ben influenzata dall'estro spagnolo. I ragazzi c'erano tutti, ma i più felici sembravano proprio quelli di "Luna Rossa", perchè ormai de Coubertin ha fatto il suo tempo e solo chi vince può veramente gioire. E felice lo era naturalmente Francesco De Angelis alla premiazione, quando il suo volto inquadrato dalle telecamere è apparso sul maxischermo con gli occhi che sprizzavano felicità. "Non ho preferenze tra match race e regate di flotta, basta arrivare primi". Ha detto sorridendo e ha aggiunto: "In queste regate di flotta Luna Rossa è riuscita ad essere sempre a un buon livello e a non mollare mai, poi alla fine chiaramente il risultato viene fuori".

Del resto dei dodici concorrenti in gara, undici sfidanti e il detentore della Coppa, almeno la metà erano in grado di vincere l'Atto delle regate di flotta, con più possibilità delle regate in match race, dove la preparazione per la lotta corpo a corpo è più specifica e quindi più facilmente appannaggio dei team più consolidati.

Dopo che gli svedesi di "Victory Challenge" avevano condotto la classifica, fin dalla prima giornata, "Luna Rossa" si è vista assegnare una meritata vittoria nella quarta gara, che aveva finito in seconda posizione, dietro ai battistrada scandinavi, che però erano stati trovati con quasi 200 chili di acqua di troppo a bordo. Una zavorra non giustificata da nessun evento naturale e che, appesantendo la barca, ne aveva aumentato la lunghezza al galleggiamento e quindi la velocità critica.

Insomma "Victory", almeno in quella gara, era andata più veloce perchè era stata messa in assetto in maniera anomala. Così, quando al termine dell'udienza della protesta scaturita dalla verifica degli stazzatori, saliti a bordo appena tagliato il traguardo, il Comitato di Stazza ha deciso di squalificare la barca svedese, la vittoria della quarta gara è andata a "Luna Rossa". La barca italiana, classificandosi quarta, per un solo secondo davanti ad "Alinghi", lo ha così raggiunto in testa alla classifica e ha ottenuto poi la vittoria, perchè nel complesso dei piazzamenti aveva il miglior risultato.

Insomma, la continua e assidua presenza, nelle posizioni di testa, senza mai avere una defaillance, ha premiato il team che Marco Tronchetti Provera ha scelto per sbandierare i suoi marchi Tim e Alice, che colorano la Randa e Telecom Progetto Italia che orna lo spinnaker. Una vittoria che premia il lavoro di molti mesi, visto che il team del patron Patrizio Bertelli è arrivato a Valencia prima di tutti, all'inizio del 2004. Un sistema caro allo skipper Francesco De Angelis che, pure ad Auckland, in preparazione della sfida del 2000, era stato il primo ad andare a saggiare le acque neozelandesi, presentandosi poi alla Louis Vuitton Cup con la barca più preparata. Stavolta le barche utilizzate a Valencia, sebbene modificate secondo le nuove regole, non sono quelle che gareggeranno nella selezioni finali, ma è stata comunque un dimostrazione del livello di allenamento raggiunto dai velisti.

Alla fine, volendo proprio parlare di punteggi, "Alinghi" ha chiuso il primo Atto dell'anno con 11 vittorie e nessuna sconfitta, poi c'è "Emirates Team New Zealand" che ha ceduto il passo unicamente al defender, vincendo 10 match su 11 disputati. "BMW Oracle" si è classificato terzo, dimostrandosi uno dei team più forti, preparati e avanzati che ci siano. Quarta "Luna Rossa, che ha perso solo i match contro i tre big team, rimanendo nella parte alta della classifica. "Victory Challenge" è quinto, avendo vinto lo spareggio con "Desafío Español 2007" che lo segue quindi in classifica, davanti a "K-Challenge". "Mascalzone Latino Capitalia Team" chiude la sua prima partecipazione agli Atti in ottava posizione, più che onorevole se consideriamo che il team di Vincenzo Onorato si è iscritto tardi e quindi deve ancora lavorare su scafo e rig per trovare l'assetto giusto. Al nono posto, c'è poi "+39 Challenge", che ha perso a tavolino lo spareggio contro i "Mascalzoni" a causa di un'avaria. Una buona prestazione del pool olimpico guidato da Luca Devoti, con Iain Percy, coadiuvato anche da un ottimo Tommaso Chieffi, che ha fatto passi da gigante. Storica la partecipazione dell'United Internet Team Germany per la prima volta in lizza, guidato dallo skipper e olimpionico Danese Jesper Bank, che chiude in decima posizione davanti alle altre due matricole: China Team del patron Chaoyong Wang, con l'equipaggio al momento formato dai velisti francesi dell'ex "Le Defi" e la sudafricana "Shosholoza" unico team a non portare a casa neanche una vittoria.

Ma la vera sorpresa ce l'ha regalata "Mascalzone Latino Capitalia Team" nella seconda regata di flotta, quando, nel bordo di poppa, approfittando della rottura dello spinnaker del battistrada svedese, lo ha superato e si è portato in testa al gruppo, mantenendo e aumentando il distacco fino al traguardo. Vasco Vascotto e Flavio Favini, skipper e timoniere, dimostrano così di sentirsi perfettamente a loro agio nelle regate di gruppo. Situazione ripetuta nell'ultima prova, quando, con gli spagnoli in testa, seguiti dagli svedesi, nell'ultimo lato "Mascalzone Latino Capitalia Team" si è avvicinato da sinistra grazie a un salto di vento ed è riuscito a superare gli svedesi e, negli ultimi metri da brivido, con "Desafío Español 2007" con ancora una strambata da fare, ha trovato la spinta, forse istigato dalla presenza come 18° uomo di Massimo D'Alema, per avvicinarsi velocissimo al traguardo, staccato di soli 3 secondi dagli applauditissimi padroni di casa, conquistando così il quinto posto in classifica, dietro a "Luna Rossa", "Alinghi", "Emirates Team New Zealand" e "BMW Oracle" e davanti a "Victory Challenge", "K-Challenge", "Desafío Español", "+39 Challenge", "United Internet Team Germany", "China Team" e "Shosholoza".

Tutto ora è rimandato, almeno per quest'anno, agli Act 6 e 7, in programma in Svezia a Malmo, dal 25 al 31 agosto e dal 2 al 4 settembre e poi agli Act 8 e 9 che si svolgeranno a Trapani dal 29 settembre al 5 ottobre e dal 7 al 9 ottobre.


- - -
Copyright © 1995-2008 Nautica Editrice S.r.l. - V. Tevere 44, 00198 Roma, tel 068413060, fax 068543653, PI 00904971009
Nautica On Line ® è iscritta nel Registro della Stampa presso il Tribunale di Roma il 19/12/1995 al n. 620 e il 7/07/2003 al n. 302
Tutti i diritti di proprietà letteraria e artistica riservati. È vietata la riproduzione totale o parziale senza il consenso scritto dell'editore
Design: Paolo Ciraci. Altri siti: scubaweb | pescaweb | nauticalweb | pagine azzurre | eurometeo | eurometeo mobile | meteomed | olympic

 
  Homepage
Mappa del sito
Inserzionisti
Contatti