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IMPRESSIONE DI NAVIGAZIONE

Articolo estratto dall'archivio di migliaia di prove di barche effettuate da Nautica in quasi 50 anni di attività

Prove di navigazione

Si ricorda che il modello oggetto di questa prova potrebbe essere fuori produzione mentre il prezzo, se presente, si riferisce al momento della pubblicazione dell'articolo sulla rivista

Per eventuali informazioni aggiornate sul modello in prova nonché su tutti gli altri modelli prodotti dal medesimo cantiere vi rimandiamo al nostro
ANNUARIO
DELLA NAUTICA


BENETTI GOLDEN BAY

Non è facile parlare di una grande barca come il 50 metri Golden Bay di Benetti, soprattutto perché si deve vincere la naturale supremazia che questi yacht così grandi impongono sugli osservatori, grazie alle loro dimensioni e alla loro rarità che li rende vagamente "intoccabili" e comunque tutti bellissimi. In realtà esistono dei precisi canoni stilistici e delle tradizioni progettuali che differenziano questi yacht fra loro; inoltre esistono delle "classi" di dimensione ormai consolidate che smitizzano un poco il generico termine "superyacht" che spesso la stampa di settore usa, secondo me, a sproposito. Sotto i 100 piedi, cioè circa 30-31 metri, molti yacht a motore sono costruiti da cantieri nautici con modalità e filosofie progettuali di barche di 22-25 metri, solamente ingrandite un poco. In questo modo troviamo sul mercato yacht di 28-30 metri spesso costruiti in vetroresina, di qualità tecnica mediocre naturalmente offuscata da una dorata apparenza di bellissime rifiniture.

Di "superyacht" possiamo iniziare a parlare quando questi sono costruiti da cantieri navali preferibilmente in metallo; una prima classe dimensionale arriva a circa 50 metri (il caso appunto del Golden Bay) in cui la media qualità migliora notevolmente: infatti, grazie al limitato numero di unità in circolazione e al loro prezzo altissimo, gli armatori richiedono una qualità costruttiva sempre più alta (per non perdere i propri soldi, naturalmente); oltre tali dimensioni il termine yacht comincia a perdersi e queste barche diventano piccole navi passeggeri, specie a causa delle restrizioni degli enti di classifica che impongono soluzioni molto "navali" per incrementare il livello di sicurezza. Golden Bay è dunque una grande barca che si inserisce nella fascia media con i suoi 50 metri. Ha una carena semidislocante che può lasciare il regime dislocante e avventurarsi nel regime misto a 18 nodi con velocità relativa di circa Vr=1,4.

Uno degli aspetti più controversi di questi yacht è lo stile esterno; esso dipende molto dagli aspetti funzionali e Golden Bay in questo non fa eccezione. Tipicamente mediterraneo, lo yacht presenta una prua relativamente bassa sull'acqua a differenza delle costruzioni nord-americane e nord-europee che, formalmente destinate a mari più duri, hanno prore più alte e svasate; dico formalmente perché in realtà molti di questi yacht navigano poi fra i Caraibi e Saint Tropez affrontando le traversate con il bel tempo; raramente i comandanti amano avventurarsi in condizioni dure; tantomeno gli armatori e le loro pavide mogli. La linea della falchetta del Golden Bay (meglio sarebbe dire "parapetto") subisce ben due abbassamenti verso poppa, cosa questa che francamente non capisco e non mi piace.Rialzare la falchetta è una operazione normale per poter "sorpassare" la sezione dedicata all'armatore quando questa è a tutta larghezza, come in questo caso. Il farlo due volte accentua ulteriormente la prua non altissima e spezza la "potenza" dello scafo. Lo stile esterno di questo yacht sembra voler nascondere la "marinità" dello scafo con una serie notevole e un poco confusa di elementi stilistici che sono in conflitto fra loro: finestrature rettangolari al ponte di coperta, padiglione "automobilistico" e arrotondato al ponte superiore che racchiude finestrature rettangolari, montanti dei ponti con angoli molto inclinati (e mal raccordati fra loro) che unitamente al roll bar molto aggressivo, tentano di dare una impressione di grande velocità; ma questo è uno yacht che va in crociera a 14 nodi non a 35! L'idea poi di usare plexiglass per delimitare lo spazio poppiero del fly la trovo poco qualificante per uno yacht che dovrebbe urlare la sua eleganza italiana nei mari del mondo.

Gli interni compensano gli esterni. Realizzati in mogano riescono a coniugare quel giusto tocco di "seriosità navale" che uno yacht così deve avere, con elementi molto ricercati e talvolta opulenti come le lavorazioni del marmo nel foyer o nei bagni, che esaltano il lusso e fanno trasparire la elevata accuratezza della esecuzione. Il lay-out di Golden Bay è assolutamente classico con il salone principale con annesso pranzo sul ponte principale dal sapore molto formale e il salone più privato al ponte superiore, dove si trova fra l'altro una bellissima libreria studio, trasformabile in cabina di emergenza: un bello spazio panoramico dove l'armatore può isolarsi dagli ospiti invadenti, dai probabili rumorosi bambini, dalla moglie e dal numeroso equipaggio che su queste barche sembra sempre spuntare con un bicchiere in mano da offrirti.