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Articolo di
Lucio Petrone


Annuario della Nautica

IL MERCATO
DELL'IMPORTAZIONE IN ITALIA

Si tratta di un mercato che si è sviluppato meno che in altre nazioni europee, ma che resta comunque molto interessante per tutti i costruttori mondiali. Le cause del ritardo vanno ricercate in un'errata politica governativa nei riguardi del settore e dei diportisti, ma ciò nonostante le potenzialità di sviluppo rimangono elevate.

I costruttori nazionali di barche per il diporto sono ancora numerosi, anche se sono diminuiti rispetto al passato, ma questo è un fenomeno che riguarda tutti i paesi europei. A ciò hanno molto contribuito sia la crisi economica mondiale, particolarmente risentita in Italia, sia la concorrenza delle importazioni dal mercato europeo e dagli Stati Uniti. Queste ultime costituiscono una vera e propria minaccia per tutti i costruttori mondiali e specialmente per quelli della Cee.

In passato questo fenomeno è stato agevolato dal dollaro sottovalutato, che consentiva agli importatori di praticare prezzi estremamente concorrenziali. Ma ora, anche se il rapporto dei cambi è meno vantaggioso, la convenienza permane e così molti stock e surplus della produzione Usa finiscono in Europa e specie sui mercati tedesco, francese, italiano e scandinavo.

Ciò è possibile perché i costi di produzione americani risultano notevolmente più bassi di quelli europei. Infatti, sono numerosi i cantieri che producono ogni anno decine di migliaia di imbarcazioni, con conseguente abbassamento del costo unitario, mentre in Europa, e particolarmente in Italia, nei cantieri del diporto, in genere, siamo appena alle decine o massimo alle centinaia di unità.

Inoltre, molti cantieri statunitensi appartengono a grandi gruppi che producono anche motori marini, come OMC (Johnson ed Evinrude) e Brunswick (Mercury, Mercruiser, Mariner e Force) e che, quindi, hanno convenienza all'esportazione di package, cioè di barche complete di motore e, in qualche caso, di carrello per il trasporto su strada. Il prezzo del package è talmente basso da consentire ai loro dealer in Europa di offrirlo allo stesso prezzo con il quale i costruttori europei vendono scafi di pari dimensioni senza motore.

In Italia, Boston Whaler, Sea Ray, Bayliner, Maxum, Baha, Carver, Chaparral, Chris Craft, Magnum, Regal, Rinker, Silverton, Wellcraft, Cigarette, Rampage, Ocean Yacht, Crown Line, Monterey Boat e altri sono nomi affermati. Ma, in particolare, sul nostro mercato trovano molto spazio imbarcazioni da crociera con le quali è possibile praticare anche la grande traina d'altura o il drifting, come Bertram, Trojan, Hatteras ma anche Luhrs, Albemarle, Robalo, Mako, Viking, Sport Craft Fishboat e altri cantieri, anche con semicabinati e barche aperte. Invece, nella vela le importazioni dagli Usa si limitano ai catamarani Hobby Cat e ai cabinati a vela Hunter, Mac Gregor e pochi altri.

Sempre nel motore sono anche numerosi i cantieri britannici, come Fairline, Marine Project (Princess), Sunseeker, Sealine, Fletcher, Birchwood, Cougar, Hardy, che riescono ad essere competitivi nel prezzo e hanno adeguato le progettazioni allo stile mediterraneo. Ben presenti sono pure i cantieri francesi, con Arcoa, Beneteau e Gibert Marine e un'offerta articolata su pÉ che promenade e sportcruiser. La produzione norvegese e svedese è anche ben rappresentata da Draco, Fjord, Nidelv, Seaco, Skilso, Tresfjord, Windy e Storebro, tutti con barche a motore, mentre dal Medio oriente arrivano i grandi Fu Hwa, Johnson Yacht, Ta Shing e Grand Banks.

Nelle barche da crociera a vela la parte del leone la fanno i francesi con Jeantot Marine, Archambault, Beneteau, Alubat, Wauquiez, Dufour, Edel, Gibert Marine, Jeanneau, Kirie e Jullien, gli svedesi con Hallberg Rassy, Najad e Sweden Yachts, i tedeschi con Bavaria, Dehler e Folkebad, gli inglesi con Performance, Moody, Orion e Westerly.

Olanda, Belgio e Danimarca sono presenti rispettivamente con Conyplex ed Etap per la crociera e gli X-Yacht per la regata. Sempre nella vela, presenza elitaria dei finlandesi, con Nautor e Siltala.

Tali presenze, in grado di integrare al meglio tutte le esigenze di mercato per barche piccole, medie e grandi, a motore e a vela, testimoniano meglio di ogni discorso l'importanza con cui i produttori mondiali guardano al compratore italiano.


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