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YACHT CONTROLLER

Articolo di
Angelo Masia

Pubblicato su Nautica 495 di luglio 2003

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da barca

ORMEGGIARE E MANOVRARE
IN TUTTA SICUREZZA

Da sempre, specie per le unità dotate di strutture importanti, la manovra di ormeggio costituisce un momento dei più delicati, soprattutto quando a bordo vi è una sola persona ad eseguirla. La visibilità dalla plancia è, infatti, ridotta sensibilmente, al punto di non poter distinguere a sufficienza ostacoli e spazi di manovra. Inoltre, e non di rado, l'errato azionamento delle leve di comando dei motori, anche se per brevissimo tempo, può produrre effetti dalle conseguenze disastrose per i materiali e, purtroppo, talvolta anche per le persone (è capitato di vedere inesperti componenti dell'equipaggio tentare di evitare, a imbarcazioni dal peso di svariate tonnellate, l'urto in banchina o contro altre imbarcazioni, con il semplice, quanto spesso insufficiente, aiuto delle mani...).

Altra situazione a rischio di incolumità è quella che vede l'incaricato alla manovra correre da prua a poppa e viceversa, per controllare che non vi siano ostacoli sul cammino del mezzo, per poi correre ancora più forsennatamente, se viene rilevato un pericolo all'ultimo momento, ai comandi per effettuare rapide correzioni di manovra per evitare danni, oppure sdraiarsi di colpo a prua nel tentativo di prendere il gavitello che, nella maggioranza dei casi, sembra volersi prendere gioco di noi. Non sono rari i casi in cui, durante questi spostamenti rapidi, si va ad urtare contro... qualcosa. Anche quando a manovrare vi sono più persone, esistono spesso difficoltà di comunicazione fra chi è ai comandi e chi invia le indicazioni per le eventuali correzioni. Tutto questo non può prescindere dal concetto di "sicurezza". E a questa non si possono fare sconti.

L'intuizione di una "vulcanica" azienda, la Micro Device S.r.l., ha definitivamente posto grandi limiti alla pericolosità delle manovre di ormeggio, con lo studio e la realizzazione di un semplice e ingegnoso sistema costituito da un radiocomando per barche con comandi elettronici dei motori: "Yacht Controller". L'insieme del congegno è costituito da una centralina (ricevitore), collegata ai comandi dei motori, e da un telecomando (trasmettitore), disponibile in varie versioni a seconda delle esigenze (eventuale presenza di elica di prua e di poppa, verricello ancora ecc.).

Anche se le dimensioni e le masse in ballo sono ben diverse, la manovra ottenibile con lo Yacht Controller si può paragonare a quella normalmente svolta dagli addetti allo spostamento dei carrelli elettrici portabagagli nelle stazioni ferroviarie, ove la visibilità attorno al mezzo è totale. In realtà, sulla barca, l'addetto alla manovra prende posto nelle zone estreme (prua o poppa) dell'imbarcazione e, gas al minimo, comanda il movimento delle eliche (folle, avanti, indietro a seconda degli spostamenti che vuole ottenere). E' così in grado, disponendo della massima visibilità, di manovrare in totale autonomia e, soprattutto, in condizioni di massima sicurezza. L'installazione dello Yacht Controller, su qualsiasi motore con comandi elettronici, è caratterizzata da un'estrema facilità e rapidità di esecuzione; il manuale in dotazione descrive, in dettaglio e con la massima chiarezza, le varie fasi dell'intervento.

L'apparecchiatura, durante l'utilizzo, garantisce totale operatività ai comandi esistenti per la conduzione manuale in contemporanea. A maggior sicurezza, nel caso di un eventuale difetto di funzionamento o di interruzione del dialogo fra trasmettitore e ricevitore, viene emesso un allarme acustico. Il modulo di trasmissione codificato elimina ogni possibilità di interferenza con altri sistemi in azione nella stessa zona. In due parole: praticità e sicurezza veramente maiuscole.

Alcune caratteristiche tecniche del prodotto: alimentazione del trasmettitore con 2 pile ministilo da 1,5 V tipo AAA (LR06); led di trasmissione e di avviso batterie scariche; potenza di trasmissione pari a 10 mW (100-150 metri max); alimentazione ricevitore a 12 VDC o 24 VDC con tolleranza, in più o meno, del 5%; contenitori in ABS con grado di protezione IP65; dimensioni del trasmettitore mm 100x50x20; dimensioni del ricevitore mm 100x170x55; uscite per controllo di due motori a comandi elettronici, avanti/indietro, ed elica di prua destra/sinistra; comando per elica di poppa o verricello salpa ancora, sono optional.

Per ulteriori informazioni: Micro Device S.r.l. (ditta produttrice), via Bellini 31/33, 20095 Cusano Milanino (MI), tel. 02 6131001, fax 02 66400086. Oppure a: Micro Blue Wave S.r.l. (distributore), via del Castillo 17, 18038 Portosole San Remo (IM), tel. 0184 501688, fax 0184 599594, cell. 335 6897754, sito web www.microbluewave.it.

Yacht Controller
A sinistra, l'insieme del sistema Yacht Controller a confronto con un pacchetto di sigarette. L'immagine mostra il ridotto ingombro dei componenti che sono, a partire da destra verso sinistra: il trasmettitore, il ricevitore e il cavo di connessione fra ricevitore e i comandi dei motori. A destra, un primo piano del trasmettitore che ne evidenzia la chiarezza della grafica.

Yacht Controller
Le due foto mostrano come manovrare con lo Yacht Controller. E' ciò che tutti, vorrebbero poter fare quando si trovano costretti al posto di pilotaggio e trovano mille difficoltà a... indovinare il giusto percorso. Ora può non essere più un sogno ad occhi aperti, ma una realtà. L'uomo alla manovra, con l'utilizzo del minuscolo trasmettitore, è in condizione di vedere perfettamente dove sta andando il mezzo, e di apportare correzioni millimetriche. L'arrivo in banchina può essere gestito fino a prendere la bitta d'ormeggio con estrema facilità e sicurezza.

Yacht Controller
Nella foto a sinistra è mostrato uno scomodo quanto disperato tentativo di agganciare il gavitello con il mezzo marinaio (è il sistema classico, usato da sempre) cercando di inviare indicazioni a voce al pilota, non sempre precise o udibili a distanza. In quella di destra: trasmettitore in una mano e mezzo marinaio nell’altra, l’imbarcazione viene docilmente condotta fin sopra il gavitello, tanto da rendere quasi inutile l’ausilio del gancio d’accosto.


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