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CHARTER Sono le isole più care ai vacanzieri statunitensi. Paradiso fiscale e naturale, offrono tutto quello che ci si può aspettare da un arcipelago esotico ma totalmente americanizzato
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Pubblicato su Nautica 402 di ottobre 1995 |
PARADISO NELLA CORRENTE
Il 12 ottobre 1492, l'azione che cambiò il volto del mondo avvenne proprio in una di queste isole, naturalmente la più esterna. Il comandante Cristoforo Colombo aveva evidentemente tenuto una rotta piuttosto alta, rispetto a quella che gli alisei consigliano ai traversatori attuali, che approdano abitualmente una decina di gradi più in basso, ad Antigua o a Guadalupe. Ora San Salvador è solo un vanto storico dell'arcipelago, con un migliaio di abitanti, ma non è certamente una delle mete preferite dal turismo. Il centro di tutto è naturalmente la capitale Nassau, sull'isola di New Providence, una delle più grandi delle 661 esistenti, di cui soltanto una trentina abitate, circondate da più di duemila scogli e scoglietti. Del resto già Colombo ed i suoi si resero conto di trovarsi davanti ad un paradiso terrestre, abitato da gente mite ed ospitale, ma già nelle invasioni spagnole successive, si pensò a decimarne la popolazione degli indiani Arawak che furono deportati quasi tutti a Cuba. Nel seicento arrivarono quindi gli inglesi, alla ricerca di libertà, di qui il nome di Eleuthera ( libertà in greco), dato ad una delle isole. Ma i veri padroni della zona furono per secoli i pirati, che qui trovavano rifugio e buoni nascondigli per i loro tesori, attualmente molto ricercati e a volte anche trovati. L'aria di paese fuorilegge rimase anche in seguito, quando i gangster americani pensarono di farne un baluardo contro il proibizionismo. Ora le isole sono un vero e proprio paradiso fiscale, un grande duty free, dove è possibile acquistare di tutto, senza essere oberati dalle tasse, contornato da una incredibile organizzazione vacanziera che va dai villaggi turistici, tra i più tradizionali e rinomati della terra, agli alberghi cari a OO7 che qui ha passato un paio delle sue più splendide avventure. La località ha sempre attirato le più grandi celebrità che, spesso, hanno costruito qui dimore eccezionali. Prima erano i re come quello di Bulgaria, di Jugoslavia e d'Inghilterra a farne la loro meta preferita, poi iniziarono i grandi finanzieri come Onassis, Niarchos, Howard Hughes, seguiti dagi attori, come Yul Brinner, Curd Jurgens e Sydney Poitier. Così per il turista americano, le Bahamas rappresentano una tappa obbligata del suo peregrinare alla ricerca di mete eccezionali. Del resto il clima è eccezionalmente favorevole, sia d'estate, quando la temperatura oscilla tra i 25 e i trenta gradi che d'inverno, quando è leggermente inferiore ed oltre tutto non sono presenti le fastidiose pioggerelline pomeridiane, tipiche del tropico. Così anche dal punto di vista della navigazione le isole rappresentano un vero paradiso. Le mete sono molteplici e tutte estremamente stimolanti. Basta stabilire cosa si desidera. Le possibilità sono molteplici e vanno, dalla crociera in barca a vela, alla ricerca magari di mete solitarie ed incontaminate, alla crociera a motore da un porto esclusivo all'altro, con serate ai casinò e nei locali dei grandi spettacoli, alla battuta di pesca d'altura. Queste sono le "Isole nella corrente" del grande Hemingway, qui si pesca il grande marlin ed il pesce vela, qui ci sono, ad esempio, gli Exuma Cays una fila ininterrotta di piccole isole, atolli, scogli e barriera pura, che si allunga fino ai margini del Mar dei Caraibi. Non a caso le Bahamas rappresentano la più grande conformazione corallina, seconda soltanto a quella australiana. Il tutto ambientato su una piattaforma immensa che mantiene il fondale sempre piuttosto basso e ben visibile. Per una vacanza nella corrente, due sono le possibilità più concrete: partendo da Marsh Harbour ad Abaco, una delle isole più settentrionali, si potranno affrontare itinerari molto tranquilli, con mare sempre calmo e venti delicati. Partendo da Nassau o da Eleuthera, chi ha voglia di una vacanza più avventurosa, potrà raggiungere anche gli Exumas ed immegersi nella solitudine più assoluta. L'altra alternativa è quella di abbinare un periodo in barca ad una settimana in un villaggio, magari quello di Paradise Island, separata solo da un ponte levatoio dalla vita notturna di Nassau, vicino al famoso Ocean Club, l'hotel che offre sessanta stanze esclusive ed un campo da golf considerato uno dei migliori del mondo. Oppure in un resort solitario, su una delle isole più suggestive. Ad esempio quello di Spanish Cay a poche miglia da Abaco, con un piccolo marina a disposizione degli ospiti, o quello di Harbour Island che si raggiunge comodamente con un ferry dall'aeroporto di Eleuthera, o ancora a Cat Island che, con i suoi 70 metri, è l'isola più alta delle Bahamas, o ancora ad Exuma, alla base dei Cays, a portata di mano per essere esplorati. Intorno o la solitudine più assoluta o i club più esclusivi, dove per essere ammessi non è necessario soltanto avere un grosso conto in banca. D'altra parte le spiagge bianchissime, le palme generose, l'atmosfera incantevole, il suono delle steel band, attira tutti e specialmente quelli che più di altri se lo possono permettere. Ma nonostante tutto, la vita non è cara, anche gli stessi aberghi, i ristoranti o il cibo in generale (non potrete fare a meno di gustare i grandi molluschi delle conchiglie Lambis, fritti), non costa molto, per non parlare poi di ciò che si può acquistare a Bay Street, la strada dello shopping di Nassau. Quasi una Hong Kong caraibica, dove però alla immensa baia si sostituiscono il mare azzurro e le spiagge candide. Per non parlare poi della presenza dell'incredibile numero di banche: una ogni 500 abitanti, il che può dare la misura del livello di affari di cui il piccolo stato è il centro. Per chi ama la vita notturna poi, sia i casinò, compreso quello con le conigliette croupier, che i teatri, in cui vengono in trasferta molti degli spettacoli di Las Vegas, possono offrire tutto ciò a cui gli americani più esigenti sono abituati.
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