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BIMBI A BORDO
Per i bambini, anche molto piccoli, la barca è un grande parco giochi, i rischi, statistiche alla mano, sono molto inferiori che a farli viaggiare in auto, la loro capacità di adattamento è senza dubbio migliore di quella degli adulti. In Italia sono estremamente rari i casi di lunghe navigazioni che li coinvolgano, anzi si sente spesso affermare che "vendo la barca perché abbiamo avuto un bambino". Forse questo fa parte della nostra mentalità latina, troppo apprensiva, ma è anche il frutto della poca confidenza con il mare. Chiedendo il parere di chi si è cimentato nella crociera con i bimbi, soprattutto mamme, abbiamo concluso che il responso è quasi sempre di segno positivo, se non entusiasta. Per certi aspetti è più comodo di una vacanza a terra: niente file in macchina per raggiungere la spiaggia, niente passeggino, ombrelloni, ecc. In barca hai tutto a portata di mano, inoltre il maggior grado d'intimità che comportano gli spazi ristretti della vita in mare consente di stare molto vicini ai bambini. Con un minimo di attenzione la barca si può trasformare in un grande gioco cui gli adulti possono partecipare, piuttosto che in un obbligo che impongono i grandi. Ma la navigazione con i bimbi è o no molto più impegnativa? Più che altro si devono adottare alcune accortezze. Controllare che gli oggetti in dinette siano sempre perfettamente stivati e serrati, in modo finiscano addosso ai piccoli durante la navigazione. Oppure scegliere di cucinare il più possibile con la pentola a pressione. Sia perché la chiusura ermetica evita la fuoriuscita accidentale del contenuto, sia per i tempi ridotti di tutta l'operazione. Più in generale le crociere devono essere inizialmente limitate, e comunque commisurate alla capacità dell'equipaggio, con frequenti scali a terra. Anche se c'è chi sostiene di non aver avuto alcun problema a traversare l'Atlantico. Per quanto riguarda l'attrezzatura di bordo è bene dotare le draglie di una retina, che però è molto scomoda sia per il passaggio di cime e manovre, sia per mettere un piede quando si sale a bordo. Conviene usarne una a maglie piuttosto larghe e, almeno a centro barca, lasciare liberi piccoli tratti della falchetta. Per avere un buon riparo da vento ed onde è bene scegliere una barca dotata di un'ampia cappottina a protezione del pozzetto. Una moderna poppa attrezzata è l'ideale per agevolare la risalita dall'acqua, sia dei bambini, sia degli adulti con i piccoli in braccio, meglio se dotata di una scaletta da bagno profonda, con gradini larghi (possibilmente in legno). Per quanto riguarda gli interni, attenzione che il tavolo della dinette abbia gli angoli ben arrotondati: eventualmente si può applicare qualche protezione in gommapiuma. L'organizzazione della vita di bordo varia secondo le varie fasce d'età. Nonostante le preoccupazioni che la presenza di un infante può suscitare, quella dei primi mesi è paradossalmente una delle situazioni più facili. Il bambino non necessita di una cuccetta, che invece può essere utilizzata per stivare tutto il suo corredo. Per dormire, ma anche essere trasportato in coperta e a terra, al bebè è sufficiente la navicella (la parte smontabile) della carrozzina, o il classico portenfant morbido con i manici. Un problema non irrilevante può essere quello dell'accumulo dei pannolini che, attenzione, contengono plastica, non sono biodegradabili e non possono essere lasciati neanche in mare aperto. Una certa attenzione deve essere invece rivolta alla mamma. Il peso che sopporta nel dedicarsi alle cure del neonato è tale da non poter essere caricato di ulteriori incombenze. Ciò dovrebbe valere in assoluto, ma a maggior ragione in barca. Tuttavia la breve crociera costiera, specialmente in presenza di marina attrezzati non presenta difficoltà alcuna. Con i primi passi i bambini dormono tutta la notte, ma hanno bisogno di uno spazio tutto loro. In genere la cuccetta di prua diventa la "cameretta dei ragazzi", anche se in caso di mare mosso è la meno indicata. In questa fase è necessaria un'attenzione continua, sia per vigilare sui movimenti del piccolo, sia per farlo distrarre. In generale il secondo compito è il più facile, perché per lui la barca è un immenso giocattolo: difficile conoscere la noia. Per i momenti di stanca è sufficiente ricorrere ad una piscina gonfiabile da sistemare nel pozzetto. L'unico vero pericolo resta l'esposizione al sole, per la quale bisogna fare molta attenzione. Pertanto il tendalino deve essere grande e, possibilmente, dotato di teli laterali. È anche opportuno dotarsi di più di una manica a vento per rendere fresco l'ambiente sottocoperta. Un altro elemento molto importante è quello del ritmo alimentare, che va mantenuto regolare a prescindere dalle condizioni meteo. Per il resto la vita di bordo deve svolgersi all'insegna del divertimento e della scoperta. Importantissimo far prendere da subito confidenza con l'acqua, facendo nuotare i piccoli insieme agli adulti. Appena hanno acquisito la capacità di camminare, i bambini si muovono bene a bordo e, avendo un baricentro molto basso, sono molto più stabili degli adulti, anche quando la barca rolla o beccheggia parecchio. Quello che è veramente importante è stabilire da subito il principio che l'andare per mare richiede una certa disciplina, senza però assillare i piccoli con continui richiami ed inutili preoccupazioni. In questo modo quando li si richiama all'ordine si è molto più credibili ed ascoltati. Uno dei modi più facili per ottenere questo risultato è non trattare i bambini come passeggeri, ma responsabilizzarli in particolare sui temi della sicurezza. Tema dolente è quello del giubbotto di salvataggio. Lo comprano tutti, ma riuscire a farlo mettere ai piccoli, bagno a parte, è un'atra cosa. D'altro canto è scomodo e caldo. Preparatevi all'idea di doverlo far indossare indistintamente a tutti i componenti dell'equipaggio. Difficilmente i bambini soffrono il mal di mare, il cui dondolio anzi gli concilia il sonno; comunque anche per distrarli il corredo deve cominciare ad includere giocattoli, pupazzi, libri con figure, ecc. Per i ragazzi ancora più grandi la barca può essere un'avventura in grado di farli sentire adulti, ma anche una prima esperienza traumatica, se non adeguatamente preparata. Sarebbe meglio passare prima per una scuola vela, ma spesso questo avviene dopo un primo approccio con i genitori. Dunque conviene procedere per gradi. Un ottimo stratagemma per attenuare l'impatto del primo imbarco è trasformare le loro cuccette facendole assomigliare al letto di casa. È già sufficiente sostituire i sacchi a pelo col piumino del letto e portare a bordo qualche pupazzo o un giornaletto col quale andare a dormire. I ragazzi vanno poi coinvolti da subito nella gestione della barca, divenendo assegnatari di un compito specifico li faccia sentire importanti e partecipi. Si deve inoltre concedere spazio alle richieste di autonomia, per esempio lasciando a loro disposizione il tender per esplorare la costa vicino alla barca. Se infatti la vacanza in barca ha un limite è proprio nella dipendenza dal genitore. |
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