
CHARTER A RODI
Ben nota anche al tempo dei romani, che ai tempi di Tiberio
volevano farne una nuova Capri, è sempre stata contesa per
la sua leggiadria e per la sua posizione strategica
Articolo di Paolo Venanzangeli
Pubblicato su Nautica 412 di agosto 1996

|
|

COLOSSO TURISTICO
È la linea di demarcazione tra oriente ed occidente e delle
due influenze ha assorbito tutto. È un miscuglio delle
civiltà che l'hanno conquistata, dalla romana alla
bizantina e poi turca araba e veneziana. Non ultima la
colonizzazione italiana, tesa ad ampliare fino alle soglie
dell'Asia, il territorio nazionale. E proprio questa quella che,
nell'approdare a Rodi sentirete più viva. Con la solita
storia di «greci ed italiani, stessa faccia stessa
razza», qui più che altrove, gli italiani sono ben
accolti e qualche anziano proverà ancora a parlare nella
lingua che gli hanno insegnato a scuola, tanti anni fa. Comunque
sia, anche quello è servito a fare di Rodi l'isola
più aperta al turismo e quindi più ricca del Dodecanneso.
Del resto è una situazione che Rodi ha sempre vissuto, fin
da quando era la porta commerciale dell'oriente ed i suoi abitanti
costruirono il mitico colosso: 32 metri di stratua di bronzo, una
delle sette meraviglie del mondo, forse a cavallo dell'entrata del
porto del Mandraki. L'opera di Charis restò in piedi per
poco tempo, un terremoto, nel 200 avanti Cristo, la spezzò
all'altezza delle ginocchia e fu lasciato in acqua fino a quando,
80 anni più tardi venne recuperato da un mercante ebreo,
che lo fuse e se lo portò via. Rodi rimase una potenza
economica e marinara fino al 43 avanti Cristo, poi Cassio la
conquistò e la distrusse. Il codice marinaro di Rodi era
apprezzato universalmente, tanto che venne assorbito in quello
veneziano e quindi tramandato fino ai nostri tempi. Con la
dominazione romana, fu meta di artisti che la ornarono di opere
architettoniche e di statue, tanto che Plinio ve ne contò
più di 2000. Ma molto fu distrutto dal sacco di Bruto. Poi
i bizantini furono sostituiti dai saraceni, che la saccheggiarono.
A riportarla agli antichi splendori ci pensarono i veneziani e
poi i genovesi, quindi i Cavalieri di San Giovanni che divennero
i signori dell'isola, costruirono un castello fortificato e
radunarono una flotta di veloci galee, con cui assalivano i
mercantili turchi lungo la costa. Fecero anche altre
fortificazioni in isole vicine, dove resistettero ad assedi
lunghissimi, fin quando Solimano con un esercito di 100.000
uomini, in cinque mesi di assedio ebbe ragione di 600 cavalieri e
1200 alleati, riservando loro l'onore delle armi. I cavalieri si
spostarono a Malta e ne crearono l'ordine.
Così ora Rodi può essere paragonata a Roma, ovunque
si scava, un pezzo importante di storia viene alla luce. Le case
delle cittadine sono sobrie, specie a Lindos la loro
caratteristica struttura a cubi bianchi, con decorazioni tardo
bizantine, pur se costruite nel '600, le rende molto comode.
Volendo possono essere anche affittate per una vacanza terrigena.
L'interno dell'isola va comunque visitato per gustare l'atmosfera
così cara a tanti turisti di tutti i tempi. Del resto il
clima prettamente mediterraneo, consente le solite coltivazioni
che rendono così saporito il cibo locale.
Da vedere certamente il monastero di Laerma, il più
importante dell'isola e quello di Skiadi, nel territorio degli
spiriti maligni. Il porto più importante è
naturalmente il Mandraki, il porto della capitale, quello del
colosso e dei cavalieri.
Avvicinandosi da Ovest e da Nord, si nota subito la città
che si estende sulla bassa lingua di terra. È necessario a
questo punto tenersi ben distanti da capo Zonari per i bassifondi
e la secca che protegge l'entrata. Il bacino di Mandraki, dove
viene ospitatto il diporto, è facilmente identificabile per
il piccolo forte con il faro, la cupola, il campanile e tre mulini
a vento che formano il lato Est del porto. Sempre molto affollato,
ha la banchina Est riservata alle barche del charter. Spesso si
è quindi costretti ad attaccarsi ad altre barche in
banchina, così da formare due o tre file; per fortuna il
fondale è fangoso e buon tenitore. Per evitare
l'affollamento si può ormeggiare sul lato esterno della
diga, con cima a terra, ma il continuo transito dei traghetti
rende la posizione poco tranquilla. In compenso c'è tutto,
compreso un buon cantiere con gru di alaggio fino a 40 tonnellate.
La città è caotica e rumorosa, è divisa in
due parti distinte: quella vecchia riparata dalle mura costruite
dai cavalieri e quella nuova quasi tutta dovuta all'occupazione
italiana, come del resto è italiano il tanto criticato
restauro delle torri, delle mura e dei castelli in stile troppo
fantasioso. Andando verso Lindos, è facile prendere delle
forti raffiche quando il Meltemi soffia deciso; se il percorso
è al contrario, conviene partire la mattina molto presto
per approfittare delle ore in cui il vento si affievolisce e
muore. Il castello di Lindos è ben visibile dall'esterno,
anche di notte. Il fondale è sabbioso e buon tenitore, la
baia è aperta ad Est e con il Meltemi forte ci sono
frequenti raffiche. Lo stupendo paese è quel che resta
dell'antica capitale dell'isola, prima della costruzione di Rodi,
ed è continua meta di gite turistiche. La punta più
meridionale dell'isola è Capo Prano Nisi, collegato a terra
da una bassa striscia di terra che da lontano lo fa sembrare
un'isola. Sul lato Nord c'è un buon ridosso in una
insenatura con fondo fino a 4 metri, sabbioso e buon tenitore. Ci
sono ridossi alternativi lungo la costa Est: Capo Vigli, Capo
Istros e la baia di Lardos, tutti ottimi per il Meltemi. A Nord,
in alternativa al Mandraki, quando spira Sud o Sud-Est e l'entrata
al porto principale può essere pericolosa, c'è la
baia di Trianda, con fondale sabbioso e buon tenitore. Sulla costa
occidentale, ad un miglio da Capo Kopria, c'è la baia di
Lagonia, buon ridosso da Ovest e Sud e punto di partenza per la
vicina isola di Khalkia. Questa, insieme ad Alimnia, rappresenta
una facile meta con località molto pittoresche. La prima
è abitata, ma la baia di Emborio ha un fondale poco
tenitore ed inoltre con venti da Sud c'è una forte risacca.
Meglio la baia di Alimnia, riparata da tutti i venti, con fondali
di sabbia ed alghe buon tenitore. L'isola però è
disabitata anche se ci sono case ed un forte da cui si domina
tutto l'arcipelago circostante.
ALTRE AGENZIE DA CONTATTARE: 7 Seas Admiral - Yacht Charter Agua Srl Albatros Rimini Srl Albatross S.r.l. Alisei srl All Services Srl Amistà Arawak Sailing Club Area Charter Armstrong Global Arrembaggio Avra Sailing Blue Marine Yachting Bluenose Yachting S.r.l. Bombardieri Yacht Charter BtoSail Centro Nautico Italiano Charter Italy Charterando Club del Mare CNI Europa Crociera Totale srl Dreamsailing Easy Vela Episail Equinoxe Viaggi Equinoxe Viaggi Eritros Srl Fasulo Marco Italia Fenikia International Feram Yachting ForSailing Full Sail Srl Gulliver Yachts I.B.T. Skipper Charter Il Gluf di Saredo Marcello Il Mare Il Nadir Yacht & Travel Intercharter International Mackenzie Layline Luigi Marchi Crociere M-Yachts Maratticus Marenauta D.O.O. Marisalento Marozzini Travel Med One Media Ship Charter Mondovela Srl Motorvela Mulas & Charter Nautica Charter Srl Navalia Srl Navigare Srl Nel Blu Oceano Vela & Civitavecchia Mare Oltremare Onda e Vento Organizzazione Mare Orizzontiblu Orza Srl Ottonodi S@iling Charter Sail Italia Srl Sailing Days Sea & Sea srl Sea Charter Viaggi e Vacanze Sea Land Yacht Charter Snc Seatizen Yacht Charter Settemari Yacht Solomare di Milanese Nautica Sottoraffica S.r.l. South Seas & Tuttomare SP Yachts Tst Vela Vacanze Tur Nova Tuttomare Sea Service Srl Utopia Vela Charter Velamare Charter Venerdi Vela West Coast International Yachting 77 Srl Yachting International Zefiro Yacht Charter Argonauti Yacht Charters Avvisi ai Naviganti Srl Beppe Dalla Nora Boreal Tour Centro Velico Horca Myseria Dolphin Yachts Eritros Bologna Italteam Shipping Srl Mare Blu Marineria Mawi s.n.c. Yachting & Sport
Cerca altre agenzie e destinazioni
|