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NOTIZIE DAI
MARI DEL GLOBO

a cura di
Eleonora De Sabata

Pubblicato su Nautica

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AMBIENTE MARE

QUAL È LO STATO DELLA PESCA IN ITALIA? La risposta è nelle 900 pagine de "Lo Stato della pesca e acquacoltura nei mari italiani" il volume del Ministero delle Politiche Agricole che, per la prima volta in 80 anni, analizza la situazione italiana sotto il profilo ecologico, economico, sociale e giuridico. Il quadro non è roseo né dal punto di vista dei pesci (moltissime le specie sovrasfruttate), né da quello del pescatori (le cui fila, così come il reddito, si sono fortemente ridotte). La realtà che emerge dai dati - raccolti da Stefano Cataudella e Massimo Spagnolo con l'aiuto di 140 ricercatori - è quella di un settore in cui per molti decenni la pressione di pesca è stata nettamente superiore alle risorse marine. "I pescatori di oggi pagano quanto hanno fatto i loro padri e i loro nonni: i sacrifici sono inevitabili": ha ammesso il Ministro Mario Catania alla presentazione della ricerca; confermando però che essi potranno fare affidamento sul sostegno della politica nazionale e comunitaria, la cui riforma è in questi mesi in discussione a Bruxelles. Molti i nodi che rendono difficile il rilancio di quest'attività; ma puntando sulla crescita dell'acquacoltura così come sulla valorizzazione del pescato nazionale, vi sono opportunità per i pescatori di combattere i limiti imposti e la riduzione del pescato. La pesca e l'acquacoltura, si legge nel rapporto, impiegano circa 29.000 persone, di cui la metà piccoli pescatori, a bordo di circa 13.500 pescherecci. La produzione nazionale è in diminuzione costante rispetto al picco di 500.000 tonnellate prodotte negli anni Ottanta: nel 2010 è stata di 223.000 tonnellate, di cui un quarto rappresentato dalle acciughe (oltre 54.000 tonnellate, per un ricavo di 76 milioni di euro), seguite da vongole e sardine. Nell'acquacoltura la specie principale allevata è di gran lunga la trota (40.000 tonnellate), seguita da spigola (quasi 10.000), orata (quasi 9.000), storione (1.400) e anguilla (1,2 tonnellate). I ricavi totali della produzione di pesca e acquacoltura superano il miliardo di euro (1.102 milioni); il nasello è la specie più redditizia (90 milioni di euro) seguita da acciughe, gamberi rosa e pescespada. In aumento rispetto agli anni passati è il settore conserviero e dei surgelati. E' la Sicilia che, nel settore pesca, ha l'incidenza maggiore sia in termini di catture che di ricavi, con oltre il 21% del profitto lordo. Aumentato nei decenni il consumo di pesce, in Italia più che nel resto del mondo: in Italia siamo passati dai 12 ai 25 chilogrammi pro capite dal 1961 al 2005 (+108%) rispetto a un incremento nello stesso periodo del +71% dei paesi del Mediterraneo e +83% nel mondo. Il rapporto è scaricabile online sul sito del Ministero.
www.politicheagricole.it

GUIDA A DELFINI E BALENE DEL MEDITERRANEO - E' tutta da scaricare la guida preparata dall'associazione Battibaleno per identificare le varie specie di cetacei presenti nei mari italiani. Potrete così distinguere i delfini comuni (che comuni purtroppo non sono più) dalle stenelle e dai tursiopi; riconoscere i grampi, dal muso tozzo e il corpo solcato da graffi chiari; identificare il timido zifio, nel caso improbabile in cui ne incrociate la rotta; distinguere il profilo della balena da quello del capodoglio. Non mancano i consigli su come impostare la ricerca (non guardare fisso a prua ma scandagliare tutto l'orizzonte e a diverse distanze dalla barca) oltre quelli, fondamentali, su come avvicinare gli animali senza disturbarli.
http://www.battibaleno.it

NEGLI ABISSI DELLA CALABRIA - Ha un nome ostico (MoBioMarCal, che sta per Monitoraggio Biologico dei Mari Calabresi) ma è davvero spettacolare il documentario scientifico realizzato dall'ISPRA, l'Istituto per la Protezione e la Ricerca Ambientale. Per cinque anni l'équipe coordinata da Simone Canese ha esplorato i fondali calabresi creando una mappa di oltre duecento siti, secche e montagne sottomarine, fra i 50 e i 300 metri di profondità osservando e descrivendo gli animali che li popolano. Queste profondità - ancora, ma poco, illuminate e chiamate anche "twilight zone", zona crepuscolare - sono state finora poco studiate soprattutto in Mediterraneo. Qui invece si concentrano specie molto particolari che hanno ancora bisogno di luce ma rifuggono quella troppo intensa delle basse profondità. Con le indicazioni dei pescatori e le potenzialità dei sonar di ultima generazione, i ricercatori hanno scandagliato i fondali calabresi identificando secche e scarpate rocciose, poi esplorate con un ROV equipaggiato con telecamere ad alta definizione. I ricercatori hanno così potuto osservare nel loro ambiente naturale specie finora conosciute solo se recuperate accidentalmente nelle reti, ormai morte. Sotto le telecamere sono sfilate fitte foreste di corallo nero, ritenuto rarissimo in Mediterraneo, e le comunità di animali che le popolano, così come intere montagne rivestite di spugne. Sono già diverse le specie di molluschi e crostacei sconosciute alla scienza che i ricercatori stanno descrivendo grazie ai campioni prelevati dal ROV, così come specie di gorgonie e coralli neri mai segnalati per l'Italia. Il progetto è stato voluto e finanziato dalla Regione Calabria, ma grazie all'esperienza acquisita, i ricercatori sono di nuovo all'opera per esplorare i fondali della Liguria.
http://bit.ly/JnKTFC

UNA SERIE DEL NATIONAL GEOGRAPHIC SUI PESCATORI DI TONNO ROSSO - Pescatori di tonno rosso protagonisti di una serie andata in onda a inizio estate sui canali del National Geographic. Stando alle recensioni, la serie "Wiked Tuna", in onda da aprile, racconta "la storia avvincente del competitivo mondo della pesca professionale con la canna al tonno rosso di Gloucester, Massachussets, delle barche e dei loro equipaggi in caccia del più intelligente, veloce ed elusivo pesce del mare; e della ricca economia che gli ruota attorno". Seguendo le avventure in mare dei pescatori si parla però anche di quote, delle proteste degli ambientalisti, delle raccomandazioni della scienza. "Lo spettatore è avvinto dalla lotta dei pescatori non solo con il tonno, ma per la propria sopravvivenza economica. Un pesce può fare letteralmente la differenza fra il poter badare alla famiglia e finire in bancarotta" ha spiegato il responsabile del programma, Michael Cascio. Sul sito dedicato, approfondimenti e foto degli equipaggi e delle catture.
http://channel.nationalgeographic.com/channel/wicked-tuna/

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