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AMBIENTE MARE n. 441RITROVATO IL PADRE DEL «PICCOLO PRINCIPE», lo scrittore e pilota Antoine de Saint-Exupéry che si inabissò in Provenza il 31 luglio 1944 a bordo del suo aereo, un Lightning P38 colpito da un caccia tedesco. Un pescatore francese ha tro-vato nella sua rete, nel tratto di mare che va da Bandol a Marsiglia, un braccialetto e parti di un aereo. Sul braccialetto è inciso un nome, Consuelo e la scritta «Raymann and Hitchcock, New York»: rispettivamente il nome della moglie dello scrittore e l'editore che pubblicò «il Piccolo Principe».CAVALLUCCI INGLESI SEXY. Al contrario delle «cugine» tropicali, che si ritiene formino le coppie più fedeli nel mondo animale, le «cavallucce» marine inglesi sembrano avere un vorace appetito sessuale. Ricercatori e visitatori dell'acquario inglese Sea Life di Weymouth hanno potuto osservare il corteggiamento dei cavallucci e individuare con precisione i protagonisti, grazie a minuscole piastrine di riconoscimento colorate: si è così scoperto che ogni nidiata è composta dai figli di due o anche tre padri differenti. Nei cavallucci marini è il maschio che porta a termine la gestazione dei piccoli, ricevendo dalla femmina le uova fertilizzate in una speciale sacca posta sull'addome dove i piccoli maturano fino alla schiusa. UNA INSOSPETTABILE ABBONDANZA DI VITA nei mari antartici: i ricercatori-subacquei che si sono avventurati sotto i ghiacci hanno trovato una varietà di organismi dieci volte superiore alle loro aspettative. Nei due anni di campionamenti intorno alle isole Orkney meridionali hanno registrato 131 tipi differenti di larve, in una zona dove si credeva ne vivessero solo 12. «Nessuno aveva effettuato campionamenti nel corso di tutto l'anno e probabilmente nessuno aveva studiato in dettaglio le larve» spiega Lloyd Peck, che ha supervisionato il lavoro. «Il livello di biodiversità è ai livelli delle latitudini temperate e forse anche di quelle tropicali». ASTRONOMIA PER IL SURF. Era stato progettato per registrare le onde gravitazionali dei buchi neri, e potrebbe invece diventare il migliore alleato per gli amanti del surf: non poteva che nascere in Australia questo strumento che può misurare l'altezza delle onde in mare. Quando le onde si avvicinano a terra interagiscono con il fondale creando minuscole, ma proporzionali, onde sismiche che viaggiano all'interno della terra. Lo strumento creato dall'Università del Western Australia, nato per eliminare le vibrazioni per consentire rilevazioni precise ad altri strumenti, è in grado di registrare queste onde e determinare con accuratezza le dimensioni dell'onda marina che le ha generate. PREVISIONI DAL GPS? I segnali GPS riflessi dal suolo sono sempre stati considerati una forma di «inquinamento» perché mascherano i segnali veri mandati dai satelliti. I ricercatori della NASA hanno invece capito che i segnali GPS riflessi dalla superficie del mare potevano contenere informazioni utili: con un ricevitore opportunamente modificato, hanno infatti potuto calcolare l'altezza delle onde, l'intensità e la direzione del vento. Questa scoperta potrebbe rappresentare un'alternativa a basso costo alle boe oceanografiche e ai satelliti radar per le previsioni del tempo. PER NON PESCARE UCCELLI AL POSTO DI PESCI. Centinaia di migliaia di uccelli marini finiscono ogni anno allamati nei palangari, attrezzi di pesca composti da centinaia di ami infissi su lenze collegate a distanza regolare a un lungo cavo di sostegno. Una volta calati a mare, prima di inabissarsi, gli ami rimangono a galla nella scia del peschereccio per diverse decine di metri: ed è allora che gli uccelli vi si avventano sopra, si allamano e finiscono poi per morire affogati quando la lenza viene trascinata sott'acqua. Il grande albatross dell'Oceano australe è in vertiginoso declino anche per colpa di questo attrezzo di pesca. Fra le soluzioni che gli esperti stanno vagliando, l'adozione di un largo tubo di metallo entro il quale far scorrere la lenza fuori bordo, che così affonderebbe più in fretta. DECINE DI MIGLIAIA DI ASTICI, per un valore di oltre due milioni di dollari, si sono spiaggiati quest'anno lungo la costa statunitense del Maine. Molti di essi erano colpiti da infezioni batteriche. IL PIU GRANDE ORGANISMO UNICELLULARE DEL MONDO è stato scoperto dai ricercatori scozzesi a mille metri di profondità nel Nord Atlantico. Il protozoo, recuperato in luglio vicino a Rockall dalla Scottish Association for Marine Science, appartiene alla specie Syringammina fragilissima, ha un diametro di dieci centimetri e sembra sia abbondante in queste acque. IL POP-CORN DELLE ORCHE. Non saranno molto energetiche o appetitose, le piccole lontre marine dell'Alaska, per i grandi predatori marini, eppure sembra che alcune orche abbiano iniziato a cibarsene (40.000 vittime negli ultimi otto anni) e questo sta provocando una radicale e repentina trasformazione dell'ecologia costiera della regione. Le orche di solito ignorano i piccoli animali e preferiscono cibarsi di foche ed otarie che, con le loro riserve di grasso, rappresentano un cibo assai più calorico. «Per un'orca la lontra è l'equivalente del pop-corn» sostiene Paul Dayton, ecologo marino dello Scripps Institution of Oceanography di La Jolla, in California. Eppure a partire dal 1991 gli avvistamenti di attacchi si sono moltiplicati, e parallelamente il 90% delle lontre è scomparso da un tratto di costa di oltre 1000 chilometri nelle Aleutine. Responsabili non sarebbero quindi né malattie né inquinamento ma probabilmente proprio le orche, come dimostrerebbero le lontre che, nella stessa zona, vivono in acque inaccessibili alle orche. È probabilmente un piccolo gruppo delle 150 orche residenti della zona ad aver cambiato abitudini alimentari: si calcola che anche solo quattro individui, consumando ciascuno circa 2000 lontre l'anno, potrebbero aver compiuto la strage. Che ha avuto una ricaduta sull'ambiente esplosiva: aumentati a dismisura i ricci, cibo delle lontre, questi hanno raso a zero molte foreste di alghe, il kelp, che rappresenta la base della catena alimentare costiera e offre rifugio a molte specie animali. La scomparsa di questo ambiente avrà pesanti ripercussioni su tutta la catena alimentare e farà sentire i suoi effetti anche sugli uccelli marini, aquile di mare, aquile calve ed altre specie costiere. Non è chiara la ragione per cui alcune orche possano aver mutato abitudini alimentari: forse è una conseguenza del crollo delle popolazioni di foche e otarie nella regione. «Non mi sorprenderebbe affatto» afferma John Ford, fra i maggiori esperti mondiali di orche» questi animali sono predatori estremamente flessibili e innovativi».
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