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I MOTORI PER IL DIPORTO NON INQUINANO

di Alfredo Gennaro

IL TRIONFO DELLA STUPIDITÀ!

L'Europa poteva essere una spensierata isola di libertà, un esempio di qualità della vita, di utilizzo felice del mare: e invece hanno vinto loro, i burocrati. La allucinante direttiva che regola le emissioni di rumore e di scarico per i motori marini, solo quelli da diporto, quando la nostra rivista uscirà, e se non riusciremo a fermare questa pazzia suicida, sarà passata, e forse approvata, al Parlamento Europeo. La cieca arroganza degli ignoranti prevale sul buonsenso e sulla conoscenza; la copertura di inconfessabili interessi prevale sulla trasparenza delle cose semplici, evidenti.

Bisogna che tutti noi, persone oneste del diporto nautico, ricordiamo a memoria futura questo delitto, ordito nel silenzio e realizzato alle nostre spalle in nome di una causa che serve solo a coprire altri scopi, altri interessi, che non riusciamo ad individuare se ci allontaniamo dal livello personale: perché, all'infuori di chi l'ha proposta, tutti perdiamo qualcosa, non solo i costruttori di motori.

Quando si uccide il seme non si può aspettare di veder crescere la pianta: la Direttiva sui motori uccide la nautica mediterranea. Chi scrive darebbe molto per essere solo un pessimista piuttosto che una inascoltata Cassandra: ma la impressione è che i risultati negativi saranno troppo lontani per poterli correggere, e forse solo imputare ai veri colpevoli. Avevamo chiesto che almeno fossero escluse le piccole potenze; avevamo proposto dei limiti più ragionevoli, e tecnicamente più accettabili, per le emissioni; i fabbricanti di motori europei si sono rivoltati; abbiamo fatto presente che in USA la EPA aveva escluso solo il diporto dalle regole valide per tutti i motori marini.

Ma la stupidità ha prevalso.

Perché il diporto nautico non inquina, e perché non si può, per evitare le malefatte di pochi individuabili imbecilli, colpire la libertà fondamentale di andar per mare di tutti.

Perché non si può scoraggiare la volontà di essere meno inquinanti, condannando chi vuole sostituire il suo vecchio motore ad adempimenti che lo obbligano a rinunciare.

Perché non si può proporre una iniziazione alla piccola nautica cominciando da un fuoribordo "portatile" che pesa più di 40 kg.

Perché non si può pensare di andare in giro cento ore all'anno con motori puliti e silenziosi, mentre la Guardia Costiera che ti controlla, i pescherecci, i traghetti che ti trasportano, le barche dei gitanti o delle scuole, le unità della protezione civile, possono in tutte le ore di tutti i giorni dell'anno emettere impunemente (perché non rientrano nella Direttiva) quanto fumo, quanto olio e quanto rumore possono.

Questo il quadro futuro nel quale i motori dovranno tentare di sopravvivere. Come?

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