| SPONSOR :: CANTIERI NAVALI DI DONNA |
|
I MOTORI PER IL DIPORTO NON INQUINANO di Alfredo Gennaro |
IL FUORIBORDO DEL 2000E il fuoribordo diventa una macchina quasi perfetta, silenziosa, senza fumo, veloce ed affidabile, senza quasi manutenzione: le case produttrici pensano che sia giunto il momento di godere i frutti di una buona impostazione tecnologica e commerciale.Invece non è così: perché qualche attento osservatore, che non possiamo definireme ci piacerebbe, anche perché fa parte di un vasto anonimato di persone che sopravvivono sfruttando le idiozie che hanno partorito, "scopre" che i motori marini inquinano. In un mondo, cioè, dominato dalla vastità degli oceani prevalenti su un territorio dove ogni secondo una decina di migliaia di aerei, centinaia di migliaia di navi, milioni di mezzi pesanti e miliardi di automobili scaricano volumi impensabili di gas esausti, che si aggiungono a quelli degli stabilimenti e delle centrali termiche; in un mare dove finiscono tutti i rifiuti biologici di tutti gli esseri viventi della terra, dove tutte le tecnologie produttive riversano composti di risulta delle trasformazioni chimiche ed energetiche, dove le petroliere scaricano i residui delle loro cisterne e dove talvolta, per ragioni più o meno accidentali, si disperdono interi carichi di greggio, si "scopre" ad un tratto che anche i motori marini hanno la loro parte: occorre prendere subito provvedimenti, così si creano decine di commissioni di esperti per analizzare il fenomeno, gli Stati Uniti fissano per i motori marini le stesse norme che per le auto, seguiti subito dall'Europa: che tenta, sempre con apposite commissioni, ma senza successo, di misurare gli effetti della navigazione sul Lago di Costanza e che finalmente si impone due fasi di "risanamento", la seconda delle quali, che qualche paese vorrebbe addirittura anticipare, condannerebbe a morte il motore a due tempi. Chi scrive spera ancora che la saggezza finisca per trionfare e che le commissioni di esperti trovino altri argomenti, magari più redditizi, sui quali sbizzarrire le loro malate fantasie, ma non ci si può nascondere che la situazione è grave;: grave; per i costruttori, che, se le cose dovessero restare come sono in premessa, avrebbero bisogno di molto più tempo per adeguare e programmare le politiche produttive e le riconversioni talvolta importanti che ne derivano; grave; per l'utenza del diporto nautico, specie quella di bassa fascia sociale, che si troverà ad affrontare prodotti più costosi, più pesanti, più complicati, e che potrà comunque essere seriamente scoraggiata, o diversamente orientata, con le ripercussioni, anche nelle economie di quei paesi a più forte vocazione costiera, che tutti possono immaginare con facilità. |
|
Copyright © 1995-2008 Nautica Editrice S.r.l. -
V. Tevere 44, 00198 Roma, tel 068413060, fax 068543653, PI 00904971009 Nautica On Line ® è iscritta nel Registro della Stampa presso il Tribunale di Roma il 19/12/1995 al n. 620 e il 7/07/2003 al n. 302 Tutti i diritti di proprietà letteraria e artistica riservati. È vietata la riproduzione totale o parziale senza il consenso scritto dell'editore Design: Paolo Ciraci. Altri siti: nauticalweb | pagine azzurre | pagineazzurre mobile | eurometeo | eurometeo mobile | meteomed | olympic |
Homepage Mappa del sito Inserzionisti Contatti |
|