6 MIGLIA PER LA C,
1 MIGLIO PER LA D,
Una nostra proposta
Ci sono però altre misure, da prendersi in sede di decisione
comunitaria, per evitare conseguenze più importanti. Sembra quasi
che si voglia uccidere il fuoribordo, da sempre caratteristico della
nautica di iniziazione, dove il basso costo e la semplicità delle
piccole potenze a due tempi favoriscono ed orientano economie povere
come quella mediterranea: né è pensabile che una
trasformazione del due tempi con tecnologie complicate (possibili ed
efficaci solo per potenze elevate) o la evoluzione verso il quattro
tempi (più pesante e più costoso) possa risolvere il
problema.
Di conseguenza porteremo avanti unazione tesa allaffermazione di tre principi:
1. la sopravvivenza del fuoribordo tradizionale
2. la esclusione delle potenze minime dalla regolamentazione
3. la salvaguardia delle economie mediterranee di forte sviluppo marino ma di limitata forza economica.
La nostra proposta
Tenuto conto delle risultanze del Convegno di Genova sulla Direttiva;
delle osservazioni raccolte dall'utenza e dagli operatori; della
valutazione pratica degli scompensi e delle disparità che possono
instaurarsi con il pregresso, tenuto anche conto delle note allegate e
delle considerazioni tecniche che ne scaturiscono si formula la seguente
proposta,
2- Premesso che la Direttiva dovrebbe occuparsi della regolamentazione
di tutti i motori marini: non si vede perché, in analogia con
quanto fatto per le auto e le moto, una regolamentazione ambientale non
debba riguardare anche la nautica professionale e commerciale.
a) Tenuto conto delle considerazioni tecniche espresse nelle valutazioni
generali, ed in analogia a quanto la Direttiva 94/25 fa con le
unità inferiori a 2,5 metri, i motori marini inferiori a 10 kW
non saranno sottoposti ad alcuna limitazione concernente emissioni di
gas e rumore, sempreché omologati secondo le norme sinora
vigenti.
b) Tenuto conto della dispersione e della distanza della navigazione, le
emissioni di rumore non potranno essere superiori in valore a quelle
automobilistiche, rapportate però ad una distanza di 100 metri
anziché ai 7,5 metri previsti per la misura auto e moto. Misurati
a 25 metri, i valori dovrebbero essere contenuti in 85 dB(A). Zone
protette con tolleranze più strette potranno essere stabilite
limitando il regime di utilizzo entro fasce costiere determinate.
c) Tenuto conto di quanto dalle direttive europee stabilito per le auto
e per le moto; del rapporto numerico e del tempo di utilizzo e della
diversità di concentrazione esistente in utilizzo fra i mezzi
nautici e quelli terrestri; della estrema dispersione dei prodotti della
combustione possibile in acque aperte: le emissioni gassose dei motori
marini non potranno essere superiori a 100 volte quelle ammesse per le
auto, se a motore diesel o a benzina 4 tempi, e per le moto, se a
benzina 2 tempi, opportunamente rapportati alle stesse unità di
misura e misurate sommando HN ed NOx. Eventuali zone protette potranno
essere stabilite con divieto di navigazione in acque interne o con
limitazioni più strette in aree delimitate.
In sintesi
1. ...
2. Regolamentazione emissioni gas e rumore destinata a tutti i motori marini
a) Esenzione dei motori marini <10 kW
b) Limiti di rumore come per le auto o le moto ma riferiti ad una
distanza di 100 metri, fissati cioè ad 85 dB(A) misurati a 25
metri. Zone protette
c) Emissioni gassose non superiori a 100 volte quelle per motori
dello stesso ciclo per auto e moto, misurate in analogia. Somma di NOx e
HN. Zone protette.
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