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Newsletter 236
Anno XVII - 5 Maggio 2011

236

L'industria nautica italiana si prepara al rilancio grazie alle norme di semplificazione varate dal Governo su richiesta dell'associazione di categoria, che finalmente trasmettono serenità a mercati e utenti.

"Adesso siano emanati al più presto anche i provvedimenti amministrativi attesi da lungo tempo", commenta il presidente Albertoni.

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UCINA CONFINDUSTRIA NAUTICA

Nel DL sviluppo una politica per il comparto

La nautica italiana accoglie con soddisfazione le misure a favore del comparto contenute nel Decreto Sviluppo varato quest'oggi dal Consiglio dei Ministri, ma prima ancora esprime apprezzamento per questo nuovo, importante e inequivocabile indirizzo politico.

Si tratta di un risultato frutto di un sistematico e costruttivo confronto di Ucina Confindustria Nautica con i vari Ministeri competenti: il dicastero delle Infrastrutture e Trasporti, innanzitutto, quello dell'Economia e delle Finanze, ma anche Semplificazione normativa e Turismo.

"Avere una barca - piccolissima, media o grande che sia - non deve più essere una colpa, né una fatica improba, esattamente come accade in tutti i paesi maggiormente sviluppati" - commenta a caldo il presidente di Ucina, Anton Francesco Albertoni - ben vengano dunque un taglio alla burocrazia e le semplificazioni per creare posti barca a basso costo.

"Accogliendo le valutazioni che hanno dimostrato l'impatto economico e occupazionale per i territori costieri, il Governo ha finalmente tracciato una politica per la nautica dopo due anni difficilissimi" - aggiunge Albertoni - "ora ci aspettiamo che il segnale sia subito raccolto anche dai vari settori dell'amministrazione chiamati a completare quei provvedimenti che il comparto attende da molto tempo".

Fra le misure varate assumono un particolare rilievo le norme rivolte al rilancio della media e piccola nautica, in particolare la destinazione al diporto delle aree inutilizzate dei bacini portuali esistenti - per ricavare 40.000 posti barca nel rispetto dell'ambiente e 10.000 nuovi posti di lavoro nei servizi - e l'eliminazione della licenza edilizia per i pontili galleggianti - un'inutile duplicazione della concessione demaniale che fino a oggi ha frenato lo sviluppo di strutture a basso impatto e ha privato l'erario dei corrispondenti oneri demaniali.

Il rinvio a una regolamentazione omogenea in tema di concessioni portuali turistiche, da emanarsi ad opera della Conferenza Stato-Regioni, consentirà poi di dare un assetto coerente a tutta la materia.

Ci sono poi le iniziative legate alle navi da diporto (> 24 m), che pongono rimedio a una grave lacuna del Codice della Nautica che non considerava le grandi unità di cui l'Italia è il primo produttore mondiale. La semplificazione della loro gestione amministrativa, lasciando inalterate le discipline tecniche di sicurezza e fiscali, consentirà di far tornare nel nostro Paese i grandi yacht, attraendo l'indotto di centinaia di milioni di euro l'anno generato da gestione e manutenzione.

Infine la semplificazione delle autorizzazioni per i trasporti eccezionali, che per i cantieri sono la regola, renderà i costi di movimentazione delle industrie nautiche italiane equiparabili a quelli delle aziende francesi e tedesche.

Tutte queste misure portate avanti dal Ministro Matteoli e condivise dal Ministro Tremonti, senza alcun aggravio per lo Stato, produrranno un importante gettito per l'erario.

"La nautica è fiera di poter contribuire con il proprio sviluppo anche al risanamento dei conti del Paese", ha concluso Albertoni. Ora avanti tutta con i provvedimenti amministrativi per i quali Ucina Confindustria Nautica si batte da tempo e che sono ancora in sospeso: circolare su noleggio e locazione, riconoscimento dei titoli marittimi italiani a livello europeo, nuovo esame nazionale della patente nautica, registro elettronico per le immatricolazioni, intesa Stato-Regioni sulle concessioni demaniali.

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