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MENSILE INTERNAZIONALE
DI NAVIGAZIONE

Copertina di Nautica

Mese di pubblicazione

Editoriale del numero 412

Interessanti novità preannunciate dal Ministro Burlando

FINALMENTE UNA POLITICA NUOVA?

Avevamo chiesto al Ministro dei Trasporti e della Navigazione, On. Claudio Burlando un segnale forte e chiaro che riaccendesse l'entusiasmo dei diportisti e risollevasse le fortune del settore, mai scese così in basso come quest'anno. E Burlando, con la benedizione di D'Alema e Mussi, il segnale l'ha dato, intervenendo con chiara scelta politica sul problema dell'uso del VHF ai soli fini della sicurezza. È stata tra le sue prime dichiarazioni da ministro, impartendo precise disposizioni agli uffici competenti per consentire ai diportisti di usare il suddetto apparato solo per la sicurezza, senza obbligo di canone nei confronti delle concessionarie del servizio radiomarittimo. E tale iniziativa ha poi trovato spazio nel decreto legislativo delegato che Egli dovrebbe aver già fatto approvare dal Consiglio dei Ministri quando questo numero di "Nautica" sarà in edicola. Ci riferiamo alla delega concessa al dicastero dal precedente governo per l'attuazione della Direttiva CE 94/25 sulla costruzione e la commercializzazione delle unità da diporto in ambito comunitario.

Approfittando della delega, egli ha immediatamente dato il via ad alcune modifiche della normativa già messe a punto dalla Direzione Generale del Naviglio - tra cui alcune avanzate, a suo tempo da "Nautica" e accolte dal Ministro Fiori - ed egli spera che in agosto i diportisti ne possano beneficiare. Ma al momento, non essendo ancora stato reso noto il testo definitivo, possiamo solo preannunciare che le innovazioni riguardano, oltre il VHF, le dotazioni sicurezza (saranno necessarie solo quelle relative alla distanza dalla costa a cui si naviga: entro 300 metri nulla, entro un miglio solo i giubbotti salvagente per tutte le persone a bordo e così via) e la possibilità per i natanti di navigare oltre le 6 miglia (sempre che l'unità sia idonea in base all'omologazione o alla certificazione CE, che il pilota sia in possesso della relativa abilitazione e che a bordo siano presenti le dotazioni previste oltre le 6 miglia).

Ma ecco il maggior merito di Burlando. Il Ministro non si è limitato soltanto a quanto sopra detto, ma è immediatamente intervenuto quando si è accorto che nella bozza di decreto era previsto l'SSB per le imbarcazioni che navigavano oltre le 12 miglia e il fermo amministrativo in caso di mancanza o insufficienza dei mezzi di salvataggio delle dotazioni di sicurezza.

Anche se potremmo essere d'accordo per il fermo amministrativo in caso di mancanze gravi, per rendere più responsabili i diportisti, come avviene col ritiro della patente sulla strada, ci è piaciuto questo nuovo modo di guardare le cose di cui ha dato dimostrazione Burlando. È una visione della nautica che va contro corrente, in antitesi con la tendenza del potere amministrativo di interpretare sempre restrittivamente anche le norme che consentirebbero aperture all'utenza e al settore.

Bravo Burlando, hai dato un segnale forte e chiaro come richiedevamo.

Ma sarà il Ministro in grado di portare avanti tale tipo di politica? Sarà in grado di resistere alle pressioni del sistema volte a conservare, per quanto possibile, lo statu quo? Ha dichiarato recentemente Gianni Agnelli che un governo di sinistra può fare ciò che non potrebbe mai fare un governo di destra e ci sembra che tale constatazione calzi a pennello alla nostra situazione.

Forse Burlando potrebbe fare per la nautica ciò che non è mai stato neanche tentato da ministri che in fondo erano esponenti dello statu quo. Così non abbiamo mai avuto decisioni veramente innovative, ma sempre di compromesso.

Ha detto poi Burlando che, oltre ai provvedimenti in esame, egli intende portare sempre di più nella normativa della nautica il principio di responsabilizzare l'utente. Questa è stata musica per le nostre orecchie e noi gli chiediamo di dare riscontro, al più presto, a tale linea. Prendiamo atto del suo impegno per il coordinamento delle forze di polizia a mare, anche in presenza del disegno di legge di iniziativa del sen. Arlacchi (di cui si può leggere a parte n.d.r.) , ma nonostante tutto restiamo scettici, se non si arriverà a un unico corpo. Forse sarebbe meglio responsabilizzare l'utente mettendo in atto una specie di autocertificazione da controllare soltanto nell'evenienza di un incidente o di una richiesta di soccorso, prevedendo in quel caso un inasprimento delle pene e il rimborso totale delle spese sostenute per il soccorso dall'ente pubblico.

Poiché ormai è chiaro che con le novità volute dal Ministro diventa urgente la revisione del Regolamento di Sicurezza e in tale ambito la normativa internazionale prevede che ogni paese possa decidere come meglio crede - in Inghilterra non esiste alcuna norma per la nautica -, perciò si potrebbe operare in maniera da togliere dalle mani delle forze di polizia a mare il giocattolo delle dotazioni di sicurezza, che hanno causato l'allontanamento dalla nautica di migliaia di persone e migliaia di miliardi di spesa inutile, negli anni, per l'Erario.

Ci stanno particolarmente a cuore gli scivoli, un punto fermo nella politica della rivista - alcuni siamo riusciti anche a farli costruire - e Burlando ha detto che pensa al rilascio di apposite concessioni specialmente nell'ambito di porti pubblici. I funzionari del Demanio del suo ministero sanno già quali sono gli orientamenti di alcune regioni pilota come Toscana e Liguria e degli operatori di questo settore (che peraltro si possono leggere su questo stesso numero di "Nautica" n.d.r.). Sarebbe opportuna una politica che punti alla polverizzazione di queste ministrutture sul territorio, così da accrescerne l'offerta al turismo con barca al seguito. Attenzione, però, a che non sia stravolto lo spirito di grande utilità pubblica, che dovrebbe favorire l'associazionismo senza fini di lucro.

Vorremmo invece maggiori dettagli sul principio della gratuità della semplice sosta in ormeggio delle unità in transito, che ottimo in linea di principio, va visto nella salvaguardia del sistema e forse anche attraverso una revisione dei canoni concessori.

OK anche sulla revisione dell'art. 15 della legge 172/89 che impedisce il noleggio delle navi da diporto con bandiera italiana. Danneggia un settore che all'estero è molto attivo.

Burlando si è anche dichiarato favorevole al mantenimento del limite massimo senza patente alla potenza di 40.8 HP e 750 cc. Considerato il danno che ne é conseguito al settore per l'incertezza della normativa, anche noi siamo d'accordo.

Per concludere, diamo atto a Burlando della concretezza del suo operato all'immediato, ma gli chiediamo anche altre iniziative, da noi già individuate e in parte già allo studio del suo dicastero, che darebbero nuovo ossigeno alla nautica.

Per primo, che continui l'iter del provvedimento per la semplificazione della patente entro le sei miglia che il Ministero aveva già inoltrato per il parere al Consiglio di Stato e poi si è fermato al momento della bagarre sulla potenza massima senza patente. Poi, appena possibile, sarebbe auspicabile che concordasse col Ministero delle Finanze: la possibilità di usufruire anche per i natanti dello sconto di vetustà sulla tassa di stazionamento (attualmente c'è un trattamento diverso tra natanti già immatricolati e non); e l'estensione del pagamento della tassa stessa solo per il periodo d'uso anche per le imbarcazioni, provvedimento che farebbe certamente rientrare molte delle migliaia di unità che per risparmiare ora legittimamente stazionano nelle acque di altri paesi della Comunità. Le Finanze incasserebbero di più.

Importante anche il suo preannunciato interessamento, ad una semplificazione delle procedure amministrative relative alle patenti nautiche, con ampia autocertificazione e consegna della patente a vista, dopo il superamento dell'esame pratico.

Il Ministro ha già assicurato che penserà anche alla portualità turistica, quindi, per il momento, aspettiamo che le prime volontà preannunciate si trasformino in norme, augurandogli buon lavoro.

Questo testo, se non si riferisce al numero di Nautica correntemente in edicola, viene pubblicato esclusivamente a fini storici e le opinioni espresse potrebbero non coincidere più con quelle della Direzione e/o della Redazione di Nautica Editrice Srl