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MENSILE INTERNAZIONALE
DI NAVIGAZIONE

Copertina di Nautica

Mese di pubblicazione

Editoriale del numero 451

Con una città più attenta alle esigenze del Salone Nautico e in attesa di novità normative

BARCHE PER TUTTI

C'è molta attesa per il 39esimo Salone Nautico Internazionale di Genova. All'insegna del tutto esaurito, nonostante ulteriori spazi acquisiti, la rassegna si prospetta ricca delle novità del mercato globale, anche se è predominante la produzione nazionale. E, nella conferenza stampa di presentazione del Nautico, il presidente dell'Ucina, Paolo Vitelli, ormai al nono mese di proficuo lavoro, ha comunicato alcuni dati che illustrano da soli l'importanza raggiunta dalla manifestazione: 270.000 mq di spazio espositivo (5.000 in più rispetto allo scorso anno) e circa 1500 espositori (1.400 nel '97). Inoltre, le aziende italiane nel '98 hanno esportato per 900 miliardi di lire, con un incremento del 22,8% rispetto al '97, mentre il mercato interno è risultato di quasi 240 miliardi. Vitelli ha sottolineato lo squilibrio di questa situazione, la scarsezza delle vendite in Italia, causata essenzialmente da un errata politica fiscale e ha citato ad esempio la scelta di molti diportisti di acquistare le nuove barche attraverso le banche francesi, per avvalersi delle agevolazioni del leasing di quel paese. E noi aggiungeremmo che, anche se le disposizioni di legge transalpine sulla sicurezza sono forse più esigenti delle nostre, quei diportisti, perfettamente in regola con la normativa fiscale italiana, in tal modo, cercano solo di liberarsi dai fastidiosi controlli ancora svolti nelle nostre acque.

Poiché, concordiamo con Vitelli, siamo ormai giunti al limite massimo delle esportazioni e alle aziende manca il supporto del mercato interno, vitale in ogni attività produttiva, il Governo deve realmente impegnarsi a rimuovere le ultime resistenze demagogiche verso il settore. Quello nautico ha gli stessi diritti e doveri degli altri comparti produttivi italiani, ma nei suoi confronti si stabiliscono solo doveri e non se ne difendono i diritti. Sotto sotto, sono ancora troppi i politici italiani che per ragioni ideologiche, si vergognano di prendere posizione a favore della nautica, anche se poi passano l'estate in barca. E non staremo a ripete l'immagine di stile e qualità che le nostre barche danno al Paese, senza necessità degli assistenzialismi miliardari erogati ad altri settori.

Ma, tradizionalmente, il Nautico di Genova è anche il momento di confronto con le autorità politiche e amministrative.

Per quanto riguarda le iniziative preannunciate dal ministro dei Trasporti e della Navigazione, Tiziano Treu, per il momento la legge Finanziaria per il 2000 non prevede la richiesta abolizione della tassa di stazionamento e del cosiddetto bollo sulla patente nautica. La mannaia del rigoroso risparmio è caduta anche sulle richieste di Treu, pur avendo, in un primo momento, il ministro delle Finanze Visco manifestato una certa disponibilità. Ma non è detta l'ultima parola. Treu non demorde e potrebbe essere possibile un colpo a sorpresa all'apertura o durante lo svolgimento del salone.

Marcia invece molto bene la portualità turistica, grazie alle iniziative avviate a suo tempo dall'allora ministro Burlando e portate avanti da Treu - come si può leggere in un articolo del Nautimondo che precede questo editoriale - anche se si sente la necessità di una legge sulla portualità che recepisca alcune innovazioni fondamentali.

E qui si apre uno spiraglio di speranza. Ricordate le legge del sen. Germanà e di altri sulla nautica da diporto? Ne abbiamo pubblicato il testo sul n. 437, settembre '98, di "Nautica". Il senatore ci ha comunicato che il disegno di legge, che porta il n. 3458 del Senato, è stato posto all'ordine del giorno dell'VIII Commissione, Lavori Pubblici, Comunicazioni (l'equivalente della Commissione Trasporti della Camera) dopo il 20 ottobre. Perciò, proprio nei giorni conclusivi del Salone se ne potrebbe iniziare l'esame. Esso giunge al momento opportuno, nel caso preveda già delle modifiche allo stazionamento (da adeguare eventualmente alle richieste di Treu) e rappresenterebbe il contenitore ideale per tutte le urgenze normative riguardanti la nautica, cosiderata anche la disponibilità del presentatore. Per quanto invece riguarda le autorità locali, abbiamo scritto in passato che Genova non meritava il Nautico perché si limitava a trarne i frutti senza investire su di esso. Lo ripresero i giornali genovesi, fu una critica salutare. Ora sembra ci sia più attenzione per le problematiche dei visitatori, per diminuire le difficoltà di parcheggio, per agevolare la conoscenza dei tesori culturali della città, ma si traccheggia ancora troppo su una piena disponibilità di tutti gli spazi dell'area, mercato dei fiori compreso. E giustamente il presidente della Fiera di Genova, Luigino Montarsolo, ha affermato in conferenza stampa, dopo avere illustrato le migliorie introdotte per questa edizione "La visibilità internazionale che questa grande vetrina assicura a Genova e alla Fiera è unica... Quest'anno, nel caso del Salone, mi pare di poter dire che lo sforzo da parte dell'Amministrazione civica, degli enti cittadini e degli operatori economici sia adeguato ai flussi generati dalla manifestazione".

Già abbiamo illustrato sul precedente numero di "Nautica" il piano coordinato predisposto per i parcheggi e la possibilità da essi di raggiungere gratuitamente il Salone con mezzi pubblici, taxi collettivi e battello. Ottimo, finalmente! Fiera e Ucina insieme possono fare grandi cose. L'importante è non deludere poi la gente, specie chi viene da lontano.

Questo testo, se non si riferisce al numero di Nautica correntemente in edicola, viene pubblicato esclusivamente a fini storici e le opinioni espresse potrebbero non coincidere più con quelle della Direzione e/o della Redazione di Nautica Editrice Srl