Superyacht.eu Nautica Digitale
Share this page
Tell a friend


MENSILE INTERNAZIONALE
DI NAVIGAZIONE

Copertina di Nautica

Mese di pubblicazione

Editoriale del numero 478

CARI PARLAMENTARI, AVETE ANCHE IL NOSTRO MANDATO

Assorbito, anche se non superato, per timori di futuri episodi o sviluppi, lo shock degli eventi di fine millennio, stiamo guardando positivamente al domani da euroentusiasti, perché siamo certi che, in prospettiva, i benefici saranno massimi sia sotto l'aspetto economico che politico.

Quello che ci preoccupa, invece, restando nel nostro campo, è il domani della nautica, quello immediato. Ne abbiamo parlato, ne riparliamo e non ci stancheremo di parlarne. Basta con i pannicelli caldi dei provvedimenti tampone: occorre una politica per la nautica, come del resto per tutto il settore marittimo, sacrificato sull'altare assoluto della politica industriale. Il che sarebbe anche giustificato se non fosse per il piccolo particolare che il nostro paese è una lunga penisola nel Mediterraneo, con diverse appendici insulari. E da quando, per eventi diversi, sono scomparse le gloriose repubbliche di Genova e Venezia, lo Stivale è stato solo terra di conquista e la scusa per creare carrozzoni e cattedrali nel deserto alle spalle dei suoi abitanti.

Purtroppo, storicamente, la parte continentale del territorio ha sempre condizionato i destini nazionali, appropriandosi della gran parte delle risorse economiche. Invece, non siamo noi a scoprirlo, la nostra grande ricchezza, in pratica ancora ignorata da chi, da oltre 100 anni, si succede nel governo, sono proprio le coste, le isole e il mare, gratuitamente elargiti dal Padreterno.

Solo ultimamente, grazie al fatto che la nautica è praticata da alcuni milioni di persone che votano e a un'industria di settore che vive d'esportazione, c'è stata un'apertura. Partita dal centrodestra è stata rilanciata alla grande dal centrosinistra dalemiano - attraverso l'allora ministro dei trasporti Claudio Burlando - e ora nuovamente dal centrodestra. Il fatto importante e nuovo di questi anni è stato il crearsi di un partito trasversale favorevole al settore, che ha consentito, specie a livello di enti locali e di comuni, la valorizzazione di risorse dell'iniziativa privata, che hanno creato posti di lavoro, direttamente nell'indotto, in pratica a costo zero per lo Stato.

Questa volta, sembra che alle parole stiano seguendo i fatti. Silvio Berlusconi, in persona, ha assicurato il suo appoggio all'Ucina, l'associazione degli operatori di settore, favorendone i contatti con tutti i ministeri competenti in materia; gli onorevoli Luigi Muratori e Basilio Germanà hanno presentato, quasi in contemporanea col Salone Nautico Internazionale di Genova, la proposta di legge, che ha preso il numero 1574, già in corso di esame alla Commissione Trasporti della Camera; il 20 gennaio dovrebbe essere presentata dall'on. Mauro Cutrufo, questore del Senato, un'ulteriore proposta di legge, firmata da tutto il direttivo del Centro Parlamentare Amici del Mare e della Nautica, l'associazione che riunisce quasi 200 uomini politici, con molti nomi importanti di destra, di centro e di sinistra, della quale lo stesso Cutrufo è presidente.

Da parte sua, l'Ucina sta portando avanti le richieste contenute nel suo manifesto presentato a ottobre al Salone, mentre le due proposte di legge affrontano gran parte dei problemi sul tappeto. Tutto bene, perciò, ma noi chiediamo a quanti parteciperanno all'esame dei due provvedimenti, che pensiamo, come di regola, verranno unificati, soprattutto di non dimenticare i diportisti. Ad essi, attualmente, tra aree marine protette e tra divieti di ordinanze comunali, regionali e delle capitanerie di porto, viene praticamente resa impossibile la pratica della navigazione da diporto. Inoltre, vengono loro comminate assurde, spropositate multe milionarie, senza parlare della confisca (perdita totale) dell'unità da diporto, qualunque sia il suo valore, se per errore entrano in aree di protezione ambientale non segnalate.

Perciò, cari parlamentari, tra le molte decisioni che prenderete, ricordatevi di semplificare il problema delle ordinanze, riducendo drasticamente il numero degli enti che hanno potere di emanarle. Poi, date spazio, pur con il necessario rigore, all'iniziativa privata che vuol realizzare campi boa, costruire scivoli, punti di ormeggio e darsene, lasciando la proprietà degli escavi, quando si effettuano, ai costruttori, come impongono numerose sentenze della Magistratura passate in giudicato, perché quello degli ormeggi è il problema che blocca il futuro del diporto. Fate anche in modo di stimolare lo sviluppo della piccola nautica, che è la linfa del domani per il settore, semplificando la normativa al riguardo.

Ricordate che gli armatori costretti a lasciare i nostri porti per trasmigrare in più accoglienti darsene di altri paesi comunitari, rappresentano una perdita anche economica per la nazione

Infine, ponete un freno al proliferare di aree marine, protette, con assurdo accanimento, specialmente dalla nautica, l'unica utenza che invece andrebbe stimolata, come dimostrano le esperienze estere. Insomma, vogliamo una nautica vivibile, come per i cittadini degli altri paesi dell'Unione Europea, e non accettiamo le leggi che ci passano sopra la testa, senza concertazione con operatori e utenti. Per questo diciamo che occorre una politica per la nautica, in un quadro armonico di sviluppo, specie per le isole, che proprio dalle barche di una vastissima utenza europea potrebbero ricevere impulso per un nuovo sviluppo economico e civile. Naturalmente sempre salvaguardando il bene prezioso del nostro ambiente, cui il popolo delle barche tiene più di tutti, perché lo vive. E' bene ricordare, che in realtà l'inquinamento non è causato dalla nautica, calcolato in ambito comunitario in appena l'1°/°° dei fattori inquinanti, ma viene dagli sfoci di acque interne con scarichi industriali e agricoli e da tutto il Mediterraneo pieno di petrolio, immondizie e veleni.

L'occasione per buoni provvedimenti la offrono le proposte di legge di cui sopra, cari parlamentari, abbiate coraggio.

Questo testo, se non si riferisce al numero di Nautica correntemente in edicola, viene pubblicato esclusivamente a fini storici e le opinioni espresse potrebbero non coincidere più con quelle della Direzione e/o della Redazione di Nautica Editrice Srl