Superyacht.eu Nautica Digitale
Share this page
Tell a friend


MENSILE INTERNAZIONALE
DI NAVIGAZIONE

Copertina di Nautica

Mese di pubblicazione

Editoriale del numero 523

Il Nautico al servizio di tutto il settore

DI TRANSIZIONE MA POSITIVO

È stato un buon Salone? Tutto sommato è stato positivo. Anche se poi gli affari non sono stati così importanti come qualcuno trionfalmente ha annunciato. Molto si era già impostato o addirittura concluso a Cannes, lo scorso settembre.

È andata abbastanza bene la grande nautica, cui si rivolge un sempre maggior numero di grossi finanziatori, tesi ad acquisire il meglio e spesso orientati verso produzioni di 50 e più metri. Sempre significativo è il crescente favore che incontrano le navette, ma, sul lato opposto, anche nelle piccole barche le vendite sono state numerose. Chi lo desidera veramente, con alcune migliaia di euro può certamente acquistare una prima barchetta.

Se, poi, ha la disponibilità di qualche decina di migliaia di euro, può aspirare anche a un piccolo semicabinato. Buoni affari, abbastanza, nei gommoni, mentre non ci sembra che le moto d'acqua abbiano risentito della patente obbligatoria imposta ormai a fine stagione. Gli importatori di queste ultime sperano che il provvedimento li metta al riparo dalle follie estive, sia degli utenti che dei vertici politici dei ministeri, mentre il mercato diventa più concentrato, sono meno case a dividersi la torta. Un giudizio complessivo?

È stato un altro Nautico di transizione, in attesa dei maggiori spazi espositivi del 2006-2008. La stagione era cominciata male, ma si è ripresa con l'approssimarsi dell'estate, man mano che la rete di vendita esauriva le giacenze. Non ci sembra, neanche, che l'offerta di barche americane in stock, pur col dollaro a 1,20 euro, abbia ridotto le vendite del prodotto italiano ed europeo. Solo le fishing machine, o comunque le unità specializzate per la pesca sportiva made in Usa, hanno una nicchia di mercato in cui sono predominanti, con acquirenti disposti anche a spendere più del normale per farle proprie.

La vela continua ad andare, anche se con meno visibilità. C'è più prodotto e, quindi, l'aumento della concorrenza sta un pò polverizzando il mercato, con danno per tutti. Sono ora più numerosi i costruttori italiani di vela, mentre i colossi francesi continuano a vendere convenienza. Tutti vendono con il leasing.

Tale forma di finanziamento ha salvato il mercato in questi ultimi anni e ora il leasing italiano sta dimostrando la sua convenienza, in particolare per le barche a motore. Molti utenti comunitari ne stanno usufruendo. Ma, in molti si chiedono, perché proprio le unità non immatricolate, quelle da sostenere, non possono usufruire anch'esse delle agevolazioni del finanziamento? È evidente che non va bene la stessa formula adottata per le imbarcazioni, perché mancano due presupposti indispensabili: la navigazione all'estero e il titolo di proprietà. Si trovi, allora, una nuova formula, perché c'è tanta richiesta. Anche il Registro dei superyacht adibiti esclusivamente al charter sta partendo, pur se con qualche difficoltà.

Sempre parlando di prezzi, è evidente il desiderio di buona parte dell'imprenditoria nautica di contenerli. Salgono solo dove il nome è importante, di qualità superiore o di moda. Del resto è la classica legge della domanda e dell'offerta, quando la prima è superiore alla seconda, il costo può solo salire. Ma se facessimo un confronto prezzi tra gli anni '70-'80' e oggi, rapportato al reale potere di acquisto della moneta, in molti casi scopriremmo che alcuni oggetti, prima più artigianali poi di serie, oggi costano più o meno come allora, nonostante l'Euro.

È il caso, ad esempio, dei motori acquistabili in package. Lo spettro d'offerta dell'attuale mercato è molto ampio. C'è di tutto e di più, grazie anche all'azione di calmiere che svolge l'usato. Sta dimostrandosi molto longevo anche quello in vetroresina ed è in grado di soddisfare molte esigenze. Parecchi armatori tendono a supervalutarlo, forse influenzati dalle valutazioni accordate dai costruttori nel ritiro per il nuovo.

Ma quelli non sono prezzi reali e molte barche ritirate rimangono ai cantieri, perché fuori mercato: costano troppo. Più semplice, anche se con meno garanzie, l'acquisto dai privati. Con essi è più facile concludere buoni affari, specie quando decidono di finirla con le spese di gestione e di vendere. L'importante è servirsi di consulenti esperti ed esaminare la carena della barca a terra, com'è possibile, ad esempio, a Nautilia, la mostra dell'usato ad Aprilia Marittima, in svolgimento proprio in questi giorni.

Marciando per alcuni decenni a ricasco dei francesi, che prendono le iniziative più efficaci per favorire la loro industria nautica, abbiamo perso centinaia, migliaia di miliardi. Ed è proprio il colmo, se si pensa che, poi, gli italiani hanno la fama dei furbi. Ma i nostri politici sono troppo distratti dall'assurda bagarre quotidiana per poter essere lungimiranti.

Ci sono due segnali, però, che ci fanno ben sperare e vengono da tre amministrazioni vitali per il nostro settore. Le loro recenti iniziative, come si può leggere nel resoconto delle manifestazioni collaterali di Genova, sembrano effettivamente ispirate a contribuire allo sviluppo della nautica.

Anche l'indirizzo in merito di aree marine protette sembra uscire dal maoismo per accettare un dialogo sereno che consenta a tutti, anche ai naviganti per diporto, pur con precise regole, di goderne. Persone nuove e più giovani, molto concrete come Antonio Viola, direttore regionale per la Liguria dell'Agenzia delle Entrate, Aldo Cosentino, direttore generale per la Conservazione della natura del Ministero dell'Ambiente, Massimo Provinciali, direttore generale della Navigazione per il Trasporto Marittimo e Interno sono il migliore esempio di una Pubblica Amministrazione realmente al servizio del cittadino: chiarezza e concretezza.

Le Capitanerie di porto sembrano finalmente accettare, stimolate dal vulcanico ammiraglio ispettore Luciano Dassatti, un reale rapporto con il pubblico, c'è solo da sperare che siano in grado di coprire con funzionari di livello adeguato tutti i loro uffici e sportelli. Li segue dappresso la Guardia di Finanza, col generale Paolo Poletti, che finalmente, anche per il dialogo aperto in passato con "Nautica", preferisce, nel rapporto fiscale con l'utenza e gli operatori, un profilo più logico e adatto ai tempi.

Funziona molto bene il settore delle manifestazioni collaterali, dove il lungimirante e concreto Lorenzo Pollicardo e il suo staff ne sfornano decine al giorno. L'unica difficoltà è il poterle seguire. Tutte è impossibile, anche perché, ormai, la logistica della Fiera è troppo vasta e stancante, e ancor più lo diventerà con i nuovi spazi che di anno in anno andrà ad acquisire.

Non è possibile una maggior concentrazione? Trecentoventimila i visitatori complessivi, quindi buono anche il ricavo del biglietto d'ingresso, che però diventa abbastanza importante quando deve sostenerlo un nucleo familiare. Funziona l'Ucina, funziona la Fiera, liberata con la trasformazione in SpA da molti condizionamenti, incomincia a funzionare il Comune di Genova, pure se i posteggi sono ancora carenti, e positivo è anche il contributo della Regione governata da Claudio Burlando.

Tutto bene perciò, e in vista del prossimo Satec a Santa Margherita, quando si dovrà scegliere il nuovo presidente Ucina, già incominciano a circolare nomi di possibili successori, tra cui entrambi gli attuali vicepresidenti, mentre Norberto Ferretti, almeno per il momento, sembra glissare l'argomento, pensando eventualmente al presidente di un brand del suo Gruppo.

Ma ci sono anche coloro che per conservare Vitelli per un altro biennio o anche più, sarebbero pronti ad approvare immediatamente un'ulteriore modifica dello Statuto. E se si affidasse a Vitelli un futuro ministero del Mare?

Ci ha lasciato, invece, molto perplessi l'assoluto silenzio, anche da parte di Vitelli, su un evento estremamente grave per il futuro del settore, da noi peraltro segnalato con il precedente editoriale di "Nautica": la decisione della Corte dei Conti di non registrare più le concessioni per nuovi porti turistici, se la richiesta iniziale non sia stata comunicata attraverso la Comunità europea a tutti gli imprenditori UE, come avviene già per gli appalti. Così, dal 13 maggio, tutto si è bloccato e le pratiche in itinere, anche quelle ormai giunte a conclusione delle conferenze dei servizi, dovranno ricominciare dall'inizio tutta la procedura. Solo Italia Navigando si è mossa, in difesa di tutti oltre che delle sue pratiche, per ottenere un provvedimento generale di moratoria, che facesse slittare in avanti la drastica chiusura della Corte dei Conti. È intervenuta sul Ministero dei Trasporti, sulla Presidenza del Consiglio, ma, al momento in cui scriviamo, non è riuscita a far inserire un pur minimo articolo, in proposito, su uno dei numerosi decreti legge in corso di approvazione in Parlamento.

Se il tentativo non riuscisse, per qualche anno non si avranno nuove concessioni e nuovi posti barca, il che sarà un vantaggio per chi ne possiede, ma certamente un danno gravissimo per industria e utenza.

Questo testo, se non si riferisce al numero di Nautica correntemente in edicola, viene pubblicato esclusivamente a fini storici e le opinioni espresse potrebbero non coincidere più con quelle della Direzione e/o della Redazione di Nautica Editrice Srl