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MENSILE INTERNAZIONALE
DI NAVIGAZIONE

Copertina di Nautica

Mese di pubblicazione

Editoriale del numero 537

NESSUNA MODIFICA, LA FINANZIARIA COLPISCE LA PORTUALITA' TURISTICA

UN PATTO PER LA CRESCITA

Alla fine, l'art. 16 della Legge Finanziaria dello Stato 2007 non è stato emendato nel senso richiesto dal settore nautico: escludere o quanto meno ridurre i previsti aumenti, fino a 10 volte, dei canoni demaniali applicati alla portualità turistica. E se si pensa che già oggi è difficile vendere le barche senza assicurare all'acquirente il posto barca in acqua, è facile prevedere che l'esosità dei canoni e la limitazione della durata delle concessioni a 20 anni disincentiveranno certamente gli investimenti dei privati in queste strutture, aggravandone la cronica carenza.

"Lasciateci lavorare in pace", avevamo scritto tempo addietro, forti dell'importanza riconosciuta al settore corum popoli da tutte o quasi le forze politiche. Ma quale pace. È prevalsa la richiesta iniziale del Ministero delle Finanze, completamente insensibile alle esigenze del settore e convinto di colpire i lucrosi affari dei gestori di infrastrutture, mettendo sullo stesso piano balneazione e porti. È evidente la non conoscenza delle grandi difficoltà di gestione degli approdi, che, tranne pochi casi più prestigiosi, sono sempre in passività o a rischio di fallimento. Dopo i peana genovesi, bipartisan, alla bravura dei nostri costruttori, la politica, ancora una volta, non è stata all'altezza delle aspettative. Il testo di questo art. 16 è rimasto tale e quale come era ancor prima dell'apertura del Salone Nautico di Genova, lo scorso ottobre, annullando un provvedimento agevolativo varato dallo stesso Prodi all'epoca del suo primo Governo. Il resto tutte chiacchiere.

E per modificare le norme che entreranno in vigore col nuovo anno, sempre che non si oppongano le Finanze, ci vorrà una nuova legge, con i relativi tempi, cioè anni. Ma siamo italiani, abituati ad adattarci e ci adattiamo, però non dimenticheremo la funzione di controllo e di stimolo che appartiene proprio al ruolo della stampa. Seguiremo gli eventi. Senza farsi condizionare dal momento, l'Ucina ha tenuto a Roma, per la prima volta, la sua Assemblea di fine anno, che è stata anche l'occasione di un incontro già programmato con gli associati - entusiasti dell'iniziativa centrista - e col mondo politico. L'Ucina ha così riproposto a Roma, a Palazzo Marini, in casa Camera dei deputati, il "Patto per la crescita" avviato al Salone di Genova col Vicepresidente del Consiglio D'Alema.

E per la prima volta a un'Assemblea Ucina sono stati presenti tanti uomini politici, che ne hanno anche seguito i lavori per tutta la durata. Questa volta non è stato un parlare al vento, Albertoni ha avuto davanti fior fiore di interlocutori: il Ministro all'Ambiente e Difesa del Mare Pecoraro Scanio, il Viceministro ai Trasporti De Piccoli, il Sottosegretario al Commercio Internazionale Budin, il Presidente della Commissione Trasporti della Camera Meda, tanti senatori e onorevoli tra cui Mauro Cutrufo, Presidente dell'Associazione Parlamentari Amici del Mare - che alla fine del suo intervento ha avuto una vera standing ovation - Roberto Maroni dell'intergruppo parlamentare Amiche e amici della nautica, Basilio Germanà, l'Ammiraglio Dassatti, Comandante Generale delle Capitanerie, il dr. Di Virgilio, Capo dipartimento dei Trasporti, il Presidente e i funzionari dell'ICE ecc. ecc.

Abbiamo sentito nuovamente molti apprezzamenti per il settore, tanti buoni propositi per il Regolamento d'Attuazione del Codice della nautica, per l'applicazione del Regolamento sulle navi da diporti adibite al charter, per l'avvio di tavoli di lavoro (da cui è regolarmente esclusa la stampa, n.d.r.), ma ne parleremo nel resoconto, sul prossimo numero. Per il momento ci limitiamo a dire che le notizie più interessanti le ha fornite Pecoraro Scanio, annunciando che si sta lavorando a rivedere la legge sulle aree marine protette, nel senso di renderle fruibili a tutti, con certe regole. Una bozza del provvedimento, che attualizza la materia, dovrebbe essere deliberata, dalla Difesa del Mare entro la fine di gennaio. Ma Pecoraio Scanio ha anche ribadito il dovere di portare le AMP a 52, come programmato ormai da anni, in un quadro anche di difesa del Mediterraneo, del quale fanno parte una serie di iniziative anche a livello internazionale, volte a impedire - e questo è un annuncio che ci è piaciuto molto - che le risorse di pesca del Mediterraneo siano rapinate da flotte pescherecce che vengono da lontano.

Molto bene, Ministro, invece le 52 AMP ci sembrano decisamente troppe, ma replichiamo che con buonsenso si può fare ogni cosa, sempre che si costituiscano veramente a scopi ambientali e siano usufruibili da tutti. Il Ministro ha anche detto che si può avviare una rottamazione "intelligente" dei motori marini, cioè più mirata all'effettivo vantaggio ambientale, che non al vantaggio dei venditori; che il suo non è il Ministero dei divieti, ma delle soluzioni intelligenti, tenendo anche in considerazione i parametri di Kyoto, che ci impongono scelte ambientaliste. Citando il premier britannico Blair, che ha ammonito gli imprenditori dicendo che si può pensare al futuro industriale solo in chiave rispettosa dell'ambiente. Come dargli torto?

Infine, oltre ai meriti della Finanziaria enumerati dal Viceministro De Piccoli, che scopriremo in futuro, il Ministro dell'Ambiente ne ha annunciato un altro: risolve l'annoso problema degli escavi dei fondali portuali, indicando chiaramente come si devono gestire i fanghi. Auspichiamo che tale norma sia valida anche per i canali e le darsene turistiche dell'Alto Adriatico, da anni soffocate dal fango. Poi, che dire? Bravo Albertoni!

Buon Natale e Buon Anno a tutti.

Questo testo, se non si riferisce al numero di Nautica correntemente in edicola, viene pubblicato esclusivamente a fini storici e le opinioni espresse potrebbero non coincidere più con quelle della Direzione e/o della Redazione di Nautica Editrice Srl