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MENSILE INTERNAZIONALE
DI NAVIGAZIONE

Copertina di Nautica

Mese di pubblicazione

Editoriale del numero 539

"NAUTICA" HA BEN SEMINATO E RACCOGLIE UN'ALTRA VITTORIA

LE AREE MARINE PROTETTE SARANNO APERTE AL DIPORTO, CON REGOLE DI BUONSENSO

Come si può leggere in dettaglio nell'articolo del nostro Roberto Neglia che segue questo editoriale, il tavolo tecnico per la nautica sostenibile costituito presso il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha raggiunto l'auspicato traguardo di un protocollo tecnico che consenta una migliore fruibilità delle aree marine protette e dei parchi nazionali costieri.

Lo scopo: avviare sin dalla prossima estate un processo di revisione delle regolamentazioni e delle zonazioni per uniformare in maniera omogenea nei confronti dei diportisti le regole di accesso, attraversamento e sosta nelle diverse aree. Speriamo che questo serva anche a un miglior controllo delle gestioni, pur se dobbiamo dire che molti di questi enti hanno compreso l'assurdità di una guerra alle barche, e già si stavano attrezzando per una nautica compatibile. In parole povere, tutto ciò sta a significare che, ancora una volta, le campagne di sensibilizzazione svolte da "Nautica" nei confronti di politici, ministri e amministratori, e fatte proprie da Ucina e altri enti, hanno fatto centro.

Erano anni che scrivevamo di cattiva gestione delle AMP e dei parchi, di confusione regolamentare, del pericolo - in chiave di multe e confisca - costituito dal mancato segnalamento delle aree marine soggette a tutela, dell'impossibilità per i naviganti per diporto di godere della maggior parte dei siti significativi delle nostre coste.

Sostenevamo anche l'interesse dei gestori di richiamare le barche, che potevano essere una proficua fonte economica di sostentamento. Non siamo contrari alle aree protette e ai parchi, scrivevamo, ma vogliamo che siano individuabili nella loro perimetrazione, attraversabili e usufruibili quanto meno in quelle parti con minori esigenze di difesa, considerato che all'estero sui parchi marini c'è libera navigazione e le statistiche degli stessi gestori dimostrano che il mondo subacqueo non ne soffre.

Chiedevamo solo un pò di buon senso e dobbiamo riconoscere che il "tavolo tecnico" è andato al di là delle aspettative. E ciò è avvenuto proprio col Ministro che ha fama di dire sempre no, che sembrava il più intransigente nei confronti delle barche: Alfonso Pecoraro Scanio. Già al Salone di Genova, lo scorso ottobre, ci era piaciuta la sua volontà di accordo, senza per altro cedere le armi, anche lui persuaso della convenienza, espressa dallo stesso Presidente Romano Prodi, di non intralciare la crescita dell'unico settore che al momento delle elezioni politiche del 2006 andava alla grande, specie nelle esportazioni.

La disponibilità era stata confermata, poi, a Roma, a dicembre, in occasione della Convention Ucina a Palazzo Marini. In quella occasione era stata annunciata la prima riunione del tavolo tecnico, ora abbiamo già il frutto del suo lavoro, un documento che impegna il Ministero e gli enti di gestione ad adeguare i regolamenti delle varie AMP ai contenuti del protocollo, documento concertato che sarà recepito anche nella nuova legge su parchi e acque marine protette.

Ne diamo atto al Ministro e ricordiamo anche che a lui si deve l'unica normativa per la rottamazione dei vecchi motori fuoribordo. Ottime le iniziative per la riduzione delle emissioni di gas serra e di puntare sui biocombustibili, sul solare e altre fonti d'energia rinnovabili, che a breve ritroveremo anche nella nautica. Ricordiamo che su "Nautica" abbiamo dato ampio spazio anche al biodiesel e al metano per i motori marini, nonché ai motori a celle d'idrogeno ampiamente sperimentati dall'industria automobilistica.

Ciò per ribadire che il settore è attento a ogni progresso in questo campo e una politica ambientale di buonsenso troverà sempre la massima collaborazione sia dall'industria di settore che dall'utenza. Per la stessa ragione pensiamo che ci sia una grande concordanza di plauso sull'avere riportato il premio Nobel per la fisica Carlo Rubia a lavorare nel solare in Italia. Se ci sono investimenti ci sono anche ricerche che danno frutti preziosi.

Frattanto, la Mittel Europa ha sposato il progetto dei biocombustibili e con essa la UE e gran parte dell'industria dell'auto, che si appresta a tirar fuori nuovi modelli ibridi a basse emissioni. In ogni caso, è molto importante che il responsabile dell'Ambiente tenga presente che tranne gli esibizionisti dello status symbol, in tutti gli altri diportisti c'è un amore viscerale per il mare, le sue acque limpide non inquinate e le sue bellezze, e che la maggior parte di essi sa stare alle regole, quando esistono e sono di buonsenso, anche se non vedono di buon occhio un aumento delle AMP.

Meglio combattere veleni industriali, scarichi di petroliere e mercantili, pesca sconsiderata di tonni e di altre specie pregiate che finora sfuggono di fatto a ogni controllo per troppe compiacenze a vari livelli. Per il lavoro svolto, un bravo particolare al Direttore Generale della Tutela del Mare del Ministero dell'Ambiente, Cosentino, e a tutti i componenti del tavolo, con in testa l'Ucina.

Questo testo, se non si riferisce al numero di Nautica correntemente in edicola, viene pubblicato esclusivamente a fini storici e le opinioni espresse potrebbero non coincidere più con quelle della Direzione e/o della Redazione di Nautica Editrice Srl