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MENSILE INTERNAZIONALE
DI NAVIGAZIONE

Copertina di Nautica

Mese di pubblicazione

Editoriale del numero 545

In attesa dei Saloni Nautici di Settembre

CONTINUA IL MIRACOLO DELL'INDUSTRIA NAUTICA

Il buon tempo, l'alta pressione livellata su tutta l'area mediterranea, almeno fino al momento in cui scriviamo queste note, agevolano la pratica della nautica sulle nostre coste, ma pesa notevolmente sul budget delle vacanze in barca l'alto costo della benzina e della nafta. La Sardegna diventa così lontana, né attira la prospettiva di dover subire, obtorto collo, il sopruso di imposte incostituzionali decise unilateralmente da quella Regione. E uno dei tanti ricatti cui è sottoposto un Governo Prodi quotidianamente in balia delle troppe componenti della sua maggioranza. Un altro suggerimento per vacanze in barca stanziali, senza allontanarsi cioè dal porto di residenza, viene dall'incombere dei parchi e delle aree marine protette, dai quali, a scanso di problemi è bene stare alla larga, anche se ciò riduce sensibilmente le possibilità di turismo nautico. Nonostante le promesse del Ministro dell'Ambiente, le attese modifiche ai vari regolamenti degli enti parco per una maggiore fruizione da parte dei diportisti ancora non si sono viste, mentre sono improvvisamente cresciuti i controlli a mare da parte di Guardia di Finanza e Guardia Costiera.

È evidente la volontà dei ministri competenti di aumentare la pressione sulla nautica, un errore che in passato ha fatto già allontanare dalle nostre acque qualche decina di migliaia di imbarcazioni, poi non più rientrate. La Finanza, accogliendo anche il nostro invito, da qualche anno svolgeva i suoi controlli in banchina, nei porti, ora, non crediamo per sua volontà, ha ripreso a farli in mare. Auspichiamo che almeno rimanga salvo il rapporto con le agenzie delle entrate, specie di quella genovese, finora anche per merito di Ucina, molto collaborative nell'illustrare all'utenza gli adempimenti collegati a ogni nuova normativa fiscale.

Frattanto, sono nel mirino gli acquisti di carburante agevolato e giustamente la Guardia di Finanza sta cercando di individuare i furbi che ne comprano senza averne diritto. Allo stesso modo si indaga sui contratti di charter fasulli, dove l'armatore noleggia esclusivamente a sé stesso. Non si tratta però di una falange, ma solo di qualche caso che spesso rientra, perché è stata rispettata la normativa vigente. Sono cose che succedono in tutti i settori della vita quotidiana di una nazione, specie quando il sistema fiscale è opprimente, ma solo nei confronti della nautica se ne evidenzia quello che si vorrebbe strumentalizzare per dargli una valenza politica.

Con buona pace di qualcuno, in tutto il mondo l'unica fascia di barche che tira è quella medio-grande e noi che ne siamo i massimi costruttori, ne trarremo a breve e a lungo termine il maggior vantaggio, anche per il PIL del nostro paese. Ciò nonostante, perdiamo tutto l'indotto a queste collegato, proprio per l'atteggiamento ostile verso i loro armatori, che un governo di centrosinistra non poteva non evidenziare per accontentare la parte più estrema del suo elettorato. A questo punto, siamo costretti a dichiararci fortunati perché Prodi, che ben conosce il valore economico del settore, ha finora ammortizzato molti strali, ma questa avversione è latente. Considerato l'insieme dell'offerta turistica del paese, potremmo richiamare nei nostri porti - che tuttavia sono assolutamente insufficienti, specie per le grandi barche e anche questa è una spina - superyacht da tutto il mondo, ma nonostante l'impegno dell'Ucina, il registro internazionale, speciale per le navi da diporto impiegate esclusivamente nel charter, vede finora iscritte pochissime unità. Proprio in questi giorni il RINA, la nostra maggiore società di certificazione, ha fatto sapere di essere riuscita a fare chiarezza nelle procedure d'iscrizione, e a ottenere tempi rapidi, ma chi rinuncerà alla serenità della Costa Azzurra? Tanto per fare un esempio, pensate a Venezia che sciupa il suo retroporto, invece di sfruttare le sue antichissime tradizioni marinare per divenenire la migliore base d'assistenza e riparazioni in alto Adriatico per i nuovi emiri dell'Est Europeo. E non c'è neanche bisogno d'entrare in Laguna, c'è tutta l'area del petrolchimico di Marghera, terra di conquista per gli interessi più vari.

Le normative UE fortunatamente proteggono gli armatori dalle insaziabili velleità fiscali dei vari paesi comunitari e i francesi della costa mediterranea, ma anche le isole spagnole, lottano tra di loro per aggiudicarsi il più e il meglio di questa grande flotta internazionale, incassando assistendola miliardi di euro.

Ma che vale recriminare se ancora si mugugna sul leasing italiano? In proposito, la lentezza della nostra ripresa economica penalizza non solo chi avventatamente si carica di troppe rate, ma anche la solvenza di numerosi contratti di leasing.

Insistiamo sulla necessità di consentire la costruzione di porti turistici da parte dell'iniziativa privata e non possiamo che accogliere con favore la notizia che Italia Navigando sta per riprendere la sua attività di supporto allo sviluppo dei posti barca e che la struttura già costituita si venderà solo al termine del compito di interesse generale che gli era stato affidato inizialmente. Non facciamo, come sembra essere alla fine per Alitalia, che diventi uno spezzatino.

Questo testo, se non si riferisce al numero di Nautica correntemente in edicola, viene pubblicato esclusivamente a fini storici e le opinioni espresse potrebbero non coincidere più con quelle della Direzione e/o della Redazione di Nautica Editrice Srl