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MENSILE INTERNAZIONALE
DI NAVIGAZIONE

Copertina di Nautica

Mese di pubblicazione

Editoriale del numero 548

ASPETTANDO IL 12 DICEMBRE

Prioritario salvare il futuro della portualità turistica

Assemblea Generale della nautica a Roma il 12 dicembre: Anton Albertoni non molla la presa e chiede che dopo gli elogi e l'ammirazione per un settore di prestigio dell'industria italiana e l'altolà all'inaugurazione del Nautico di Genova - per fortuna solo una nota abbastanza stonata di provincialismo che prescinde dal quadro nazionale del settore - vengano i fatti. E noi siamo solidali col Presidente che ha puntato i piedi contro le inadempienze della politica in un momento in cui - è cronaca di tutti i giorni - chi non riesce a farsi sentire non esiste.

Finalmente Ucina sta uscendo fuori dal guscio ligure e spazia a livello nazionale. Al Presidente va riconosciuta lungimiranza. Egli vuole rappresentare veramente tutti gli associati e noi pensiamo che i molti che in passato si sono lamentati di emarginazione debbano sostenerlo. Ucina ha presentato al Ministero dei Trasporti un promemoria con gli emendamenti richiesti alla Finanziaria 2007 che hanno avuto una ripercussione molto negativa sul settore, a partire dell'aumento dei canoni demaniali per le concessioni della portualità turistica.

Nella maggior parte dei casi, sono accresciuti di dieci volte, perché tutte le strutture specializzate non sono cattedrali nel deserto ma sorgono in località di grande interesse turistico. È evidente che si tratta di un aumento che impedisce un'offerta concorrenziale degli ormeggi, col risultato di accrescere il numero delle unità che poi preferiscono scegliere come stanziali i porti esteri, molto più convenienti.

Gli aumenti disincentivano, poi, gli investimenti dei capitali privati su queste infrastrutture, a meno che essi non siano accompagnati da sostanziosi ritorni immobiliari, che compensano più che ampiamente i maggiori costi. Nuovo cemento, proprio quello che gran parte dei partiti di governo non vorrebbe. O non è così?

Il problema più grave della nautica, ci siamo stancati di ricordarlo, sta, da decenni, proprio nella carenza di posti barca. I nostri concorrenti ne hanno costruito decine di migliaia, mentre in Italia dal 2002 - da quando il Demanio è passato alle Regioni - sono andate in porto solo pratiche in corso da decenni.

Ma il provvedimento è addirittura illegittimo nella parte retroattiva, riguardante concessioni con piano finanziario d'ammortamento sottoscritto con l'ente pubblico e registrato alla Corte dei Conti. La modifica, cioè l'aumento dei canoni richiesto dal Governo, è giuridicamente impossibile e l'ente di Controllo amministrativo è costretto all'immobilismo.

Frattanto il Vice ministro De Piccoli - ci è piaciuto il suo intervento al Nautico, quando lui, membro del Governo, ha richiesto un cambio di mentalità nei confronti della nautica - si è attivato per far preparare dagli uffici competenti del Ministero una serie di emendamenti alla Finanziaria 2008 in favore del settore. Anche l'Assonat ha proposto emendamenti, tra cui l'IVA al 10% per la portualità turistica.

Da parte nostra, guardando al prioritario problema della portualità, saremmo già soddisfatti se si ritornasse alla situazione normativa precedente, fosse cioè cassata l'abrogazione di quanto disposto a suo tempo per concessioni e canoni dal D.M. 343/98. Di carne al fuoco ce n'è molta e non vogliamo essere pessimisti. Sentiamo quello che ci dirà il Governo il prossimo 12 dicembre.

Questo testo, se non si riferisce al numero di Nautica correntemente in edicola, viene pubblicato esclusivamente a fini storici e le opinioni espresse potrebbero non coincidere più con quelle della Direzione e/o della Redazione di Nautica Editrice Srl