|
MENSILE INTERNAZIONALE
DI NAVIGAZIONE |
|
Editoriale del numero 590
DECRETO DEL GOVERNOPer la nautica sviluppo e non soloAncora una volta, Anton Albertoni è riuscito a inserirsi nelle decisioni di politica economica del Governo, ottenendo alcuni provvedimenti che, insieme alla importantissima sentenza della Commissione Tributaria di Genova - con la quale è stato accolto uno dei primi ricorsi contro l'accertamento a una società esercente l'attività di noleggio di navi da diporto (vedi apertura Nautimondo a pagina 21) - possono creare un nuovo clima per il settore della nautica da diporto.C'è stata anche una strigliata di Tremonti per gli eccessi nei controlli fiscali, ora Ucina deve proseguire con la stessa decisione per ottenere il completamento degli impegni presi dai politici, che responsabili degli enti e dirigenti e funzionari ministeriali devono applicare. Il pacchetto, alla cui elaborazione Albertoni e i suoi collaboratori hanno dedicato in pratica alcuni mesi nel massimo segreto, anche per parare eventuali azioni di disturbo di altri settori che chiedevano aiuto al Governo, era già in prossimità dell'arrivo quando il Presidente Ucina ha riunito la stampa specializzata a Milano, riportando il desiderio espresso dall'Agenzia delle Entrate di maggior rispetto e comprensione per il lavoro che essa svolge nell'interesse nazionale in un momento di grande difficoltà come l'attuale. Ribadendo che il nostro è prima di tutto, da sempre, un impegno di verità nei confronti dei lettori, abbiamo dovuto denunciare e l'abbiamo fatto più volte, l'eccesso di accertamenti e di regolamenti fiscali punitivi specialmente per i diportisti, che sembrava andare oltre gli obblighi d'istituto, pur legittimi. Avendo protestato invano dall'inizio del 2007 eravamo invero sconfortati, anche se il seme gettato ha poi dato sicuramente i suoi frutti, ma grande merito va questa volta a Ucina per esser riuscita a rompere il muro di silenzio politico sulla nautica. Ora c'è una nuova norma a favore del settore nel Codice del turismo e altre quattro nella competenza dei Trasporti e Finanze. Due anni fa avevamo chiesto che passasse 'a nuttata, adesso si vede qualche bagliore di luce, ma è già qualcosa. E lasciamo a Roberto Neglia, che ha seguito l'iter da vicino, il compito di illustrare sinteticamente quanto è stato ottenuto. Esame che completa nei dettagli con un articolo nel Nautimondo a pagina 226. LA SINTESI DEL DECRETOL'industria nautica italiana e tutta la filiera del turismo nautico si augurano che le recenti norme di semplificazione varate dal Governo nel Decreto Sviluppo diano finalmente la scossa al mercato. Si tratta sicuramente di un importante riconoscimento politico perseguito con tenacia dall'Associazione di categoria, ma anche di provvedimenti dai riscontri concreti.Fra le misure varate assumono un particolare rilievo le norme rivolte al rilancio della media e piccola nautica, in particolare la destinazione al diporto delle aree inutilizzate dei bacini portuali esistenti - che secondo uno studio di Ucina Confindustria Nautica possono dare fino a 40.000 posti barca nel rispetto dell'ambiente e 10.000 nuovi posti di lavoro nei servizi - e l'eliminazione della licenza edilizia per i pontili galleggianti - un'inutile duplicazione della concessione demaniale che fino a oggi ha frenato lo sviluppo di strutture a basso impatto e ha privato l'erario dei corrispondenti oneri demaniali. Il rinvio a una regolamentazione omogenea in tema di concessioni portuali turistiche, da emanarsi ad opera della Conferenza Stato-Regioni, consentirà poi di dare un assetto coerente a tutta la materia, attualmente in preda al caos dei mancati rinnovi e dei sequestri giudiziari. Ci sono poi le iniziative legate alle navi da diporto (>24 metri), che pongono rimedio a una grave lacuna del Codice della Nautica che non considerava le grandi unità di cui l'Italia è il primo produttore mondiale. La semplificazione della loro gestione amministrativa, lasciando inalterate le discipline tecniche di sicurezza e fiscali, consentirà di far tornare nel nostro Paese i grandi yacht, attraendo l'indotto di centinaia di milioni di euro l'anno generato dalla gestione e dalla manutenzione. Infine la semplificazione delle autorizzazioni per i trasporti eccezionali renderà i costi di movimentazione delle industrie nautiche italiane equiparabili a quelli delle aziende francesi e tedesche. Queste misure portate avanti dal Ministro Matteoli e condivise dal Ministro Tremonti, senza alcun aggravio per lo Stato, produrranno anche un importante gettito per l'erario. Adesso il comparto attende che siano emanati al più presto anche i provvedimenti amministrativi attesi da lungo tempo, come la circolare dell'Agenzia delle Entrate che faccia chiarezza in tema di noleggio e locazione, la revisione del Regolamento di attuazione del Codice della nautica, avviata presso il Ministero dei Trasporti, il Registro telematico per imbarcazioni e navi da diporto. Questo testo, se non si riferisce al numero di Nautica correntemente in edicola, viene pubblicato esclusivamente a fini storici e le opinioni espresse potrebbero non coincidere più con quelle della Direzione e/o della Redazione di Nautica Editrice Srl
|