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MENSILE INTERNAZIONALE
DI NAVIGAZIONE

Copertina di Nautica

Mese di pubblicazione

Editoriale del numero 601

ANCHE SE SEMBRA LONTANA, BISOGNA PENSARE ALLA RIPRESA

Il rovescio della medaglia

Come dice un vecchio adagio, il mondo è fatto a scale, c’è chi scende e c’è chi sale. Esso vale anche per il settore della nautica, dove, di volta in volta nuovi utenti, nuovi imprenditori sostituiscono i vecchi. Massacrante per il settore è stata la demagogica campagna politica contro le barche, usate come riferimento per controlli casuali in cerca di evasori fiscali. Hanno sparato nel mucchio e ne hanno estremizzato la spettacolarizzazione. Purtroppo nel mucchio gli evasori non potevano non esserci, ma eguale risultato si sarebbe avuto in qualsiasi altro settore su cui si fosse indagato. Comunque, si è voltato pagina. Le norme si sono fatte più pesanti, l’Agenzia delle Entrate ha ricevuto poteri di controllo e repressione mai avuti in passato e ora qualsiasi attività lavorativa, imprenditoriale o di tempo libero si pensi di svolgere si dovrà porre la massima attenzione al rispetto delle regole, perchè la capacità reddituale di ciascuno sarà passata al vaglio del redditometro (nel Nautimondo, a pagina 20, forniamo una tabella mediante la quale, in base alla tipologia, alla lunghezza e alla vetustà dell’imbarcazione, calcolare il reddito presunto). Tale strumento d’accertamento esiste già da qualche decina d’anni e non è che abbia fatto sfracelli. Come al solito, sorvegliati speciali saranno i soliti noti, però è evidente che non può essere certo il possesso di un natante a metterci in crisi sotto l’aspetto fiscale.

Per quanto riguarda le imbarcazioni - com’è noto le unità da diporto sopra i 10 metri di lunghezza e fino a 24 - ci daranno una mano i commercialisti, ma è evidente che il passo dovrà essere più ponderato, nè vale portare la barca in porti esteri, perchè con la nuova tassa di possesso introdotta dal decreto Salva Italia, farà comunque reddito. Per le navi da diporto le norme comunitarie e internazionali offrono ampio spazio d’azione ai consulenti fiscali internazionali, per adottare altre bandiere comunitarie e far scomparire qualsiasi rapporto con l’Italia.
E di ciò Francia e Croazia specialmente ci ringraziano.

Premesso che i veri diportisti, quelli che vanno in mare per passione e non per esibizionismo, sono in regola con il Fisco da sempre, da generazioni, anche nei rapporti commerciali e finanziari del settore deve iniziare una nuova era, altrimenti saremo periodicamente presi di mira sia nelle attività di tempo libero sia in quelle produttive. Ma tant’è. La crisi sta facendo chiudere migliaia di aziende della nautica, ma pian piano qualcuno le rileva o rileverà, e altre ne nascono e nasceranno, e ciò fa presupporre che dal mercato comunque emergano segnali di voglia di barca, anche se la pressione fiscale è tra le più alte al mondo (ma senza fornire servizi adeguati) e il costo della vita rispetto ai salari e agli stipendi medi è divenuto proibitivo.

C’è però una parte degli italiani che ancora può guardare alla barca, ma se ne astiene perchè il momento non è politicamente corretto. A costoro la crisi ha aperto scenari impensabili un tempo, facendo crollare i prezzi dell’usato - di questo parleremo un’altra volta, riprendendo un tema dell’Assemblea del Big Blu - e obbligando i costruttori a proporre novità interessanti a prezzi accessibili. Ma in questo momento il vero affare è comprare l’usato seminuovo dei leasing rimasti per insolvenza di proprietà delle banche. Si tratta di qualche migliaio di unità, non necessariamente grandi, per le quali gli istituti di credito sono costretti a pagare ormeggio o rimessaggio, manutenzione ecc. Le banche vorrebbero disfarsene al più presto ma il grosso ostacolo è il valore registrato sui bilanci, troppo alto per abbatterlo, una sconfitta per la dirigenza, ma anche per vendere, senza dimenticare i risvolti fiscali.

Anche molti privati offrono a prezzi da regalo molte unità minori, natanti e imbarcazioni, delle quali non possono più sopportare i costi di gestione. Esse aspettano solo nuovi possessori, ma costoro sembrano diventati rari, anzi rarissimi.
Per loro il rovescio della medaglia è positivissimo.

Lucio Petrone

Questo testo, se non si riferisce al numero di Nautica correntemente in edicola, viene pubblicato esclusivamente a fini storici e le opinioni espresse potrebbero non coincidere più con quelle della Direzione e/o della Redazione di Nautica Editrice Srl