Superyacht.eu Nautica Digitale
Share this page
Tell a friend


MENSILE INTERNAZIONALE
DI NAVIGAZIONE

Copertina di Nautica

Mese di pubblicazione

Editoriale del numero 604

FINALMENTE ANCHE GLI SPORTIVI E I DIPORTISTI HANNO LA LORO VOCE

Costituita la consulta dell’utenza nautica

Rappresenta direttamente oltre 1 milione di utenti associati e almeno altri 3 milioni di appassionati che svolgono le stesse attività sportive e di tempo libero. Come si può leggere nel comunicato che pubblichiamo più avanti nel Nautimondo, il 19 giugno scorso - dopo alcuni mesi di messe a punto successive alla prima riunione tenutasi al Big Blu, il Salone Nautico di Roma - è stato sottoscritto il protocollo d’intesa che consentirà alla Consulta dell’Utenza di muovere i primi passi sul rilancio dell’economia costiera italiana, nelle quale la nautica da diporto può svolgere un ruolo sempre più importante. Se l’industria di settore può trovare spazi all’estero, nelle esportazioni, il resto della nautica nazionale deve comunque sopravvivere e… in Italia. Il momento è difficilissimo e forse non abbiamo toccato ancora il fondo. Ci troviamo davanti al crollo territoriale, imprenditoriale, sportivo e diportistico delle attività economiche. Non solo ha chiuso la gran parte dei costruttori, ma anche i servizi di settore. La scomparsa dell’utenza, che ha lasciato le barche nei rimessaggi quasi abbandonando la pratica delle varie attività sportive e di tempo libero non ha lasciato scelta. Erano attività che indicavano al mondo il grado di progresso sociale nel nostro Paese… Azzerate. È un segno dei tempi? Dobbiamo abbandonare? Per carattere non condividiamo i dubbi di Amleto. Non si deve accettare supinamente che il settore scompaia… dobbiamo difendere il valore di tutto ciò che esso rappresenta in termini di occupazione, di contributo alle economie locali e di espressione della nostra passione per l’andar per mare. È un valore antico, che negli ultimi decenni utenti e imprenditori hanno arricchito di ulteriori potenzialità di progresso sociale e culturale.

Purtroppo il settore si dibatte in enormi difficoltà, senza che vi sia un minimo d’attenzione per le sue necessità di sopravvivenza. Una parte dell’opinione pubblica è addirittura contro di esso, perchè cedendo a facile demagogia ha individuato nel proprietario di un’unità da diporto, anche la più piccola, un potenziale o sicuro evasore fiscale. L’assurdità della situazione parla da sola. Le verifica sui contribuenti sono sacrosante, ognuno deve pagare le sue giuste tasse, specialmente chi suscita l’altrui invidia esibendo una bella barca, ma non sarebbe ora di utilizzare mezzi informatici d’accertamento più scientifici ed enormemente meno onerosi per lo Stato, abbandonando le ispezioni casuali in mare e in banchina? Insistere nell’attuale politica nei confronti della nautica significa aver fatto sparire un settore che oltre a 150.000 posti di lavoro, tra diretti e indotti, fino al 2008 contribuiva al PIL con quasi 6 miliardi di euro. Non sarebbe il caso di rilanciarlo? È quanto si appresta fare la Consulta dell’Utenza Nautica, che vuole salvare il settore attraverso il rilancio economico delle coste italiane e delle acque interne e in proposito varerà una serie di iniziative che partiranno dalla base dei suoi associati ai vertici di tutti gli organismi nazionali e regionali competenti. Si tratta di un’azione sinergica a quelle già messe in atto da Ucina per i suoi associati. Solo attraverso un progetto territoriale di ampio respiro, che parta politicamente dalla nautica minore e sviluppi le attività turistiche in tutte le sue forme, rendendole meno onerose, si può ottenere il rilancio d’immagine delle nostre costiere e una formazione a tutti i livelli che dia al turismo nazionale e internazionale la qualità necessaria a contrastare la concorrenza internazionale. Non è più tempo di rinchiuderci nel nostro provincialismo. Seguiteci.

Lucio Petrone

Questo testo, se non si riferisce al numero di Nautica correntemente in edicola, viene pubblicato esclusivamente a fini storici e le opinioni espresse potrebbero non coincidere più con quelle della Direzione e/o della Redazione di Nautica Editrice Srl