Superyacht.eu Nautica Digitale
Share this page
Tell a friend


MENSILE INTERNAZIONALE
DI NAVIGAZIONE

Copertina di Nautica

Mese di pubblicazione

Editoriale del numero 608

UN FINE ANNO ASSAI TRISTE PER LA NAUTICA

Importante non perdere il contatto con l'utenza italiana

Anche se non crediamo nelle superstizioni né nelle profezie dei Maya, questo 2012 bisestile è stato veramente una catastrofe, in particolare per la nautica italiana. Mentre all'estero qualche barlume di ripresa sembra vedersi, in Italia la crisi ha pesato come non mai sul settore e a ciò molto ha contribuito la caccia alle streghe del "no boat no crime" assurdamente scatenata contro le barche, come unico mezzo per riuscire a individuare gli evasori fiscali. Povero Stato, è messo veramente male se nel momento del boom dell'informatica deve ridursi alle ispezioni casuali sulle barche per rintracciare i contribuenti fantasma o infedeli. Due risultati a suo danno però li ha ottenuti: ha cancellato dal PIL il contributo del settore, di circa 6 miliardi l'anno, più che dimezzatosi e sopravvissuto solo grazie all'esportazione (80%); ha distrutto molte decine di migliaia di posti di lavoro. Non ci sono parole sufficienti a esprimere quello che pensano gli utenti e gli operatori né lo Stato, di contro, potrà recuperare dagli onerosi controlli – migliaia in acqua e in banchina – ciò che illusoriamente promettono molti zelanti verbali. Il reale incasso finale, come in passato, tra bocciature dei giudici, ricorsi e concordati, si ridurrà a spiccioli. Flavio Briatore docet. Invece il danno, enorme, rimane, ma mentre lo Stato è abituato a perdere miliardi, tanto paga pantalone, per la gran parte delle piccole e medie aziende della nautica (per non parlare di alcune grandi) il disinteresse ha significato e significherà ancora la chiusura, a dimostrazione, una volta in più, di come tra la teoria e la pratica economica ci sia un abisso.

Alla fuga dalla barca ha contribuito sicuramente tutta una serie di ragioni, anche il disincentivante, eccessivo costo dei carburanti, ma l'insieme di tante cause recessive ha stimolato nell'utenza una nuova cultura, non quella a perdere di una volta, ma molto più riflessiva nelle spese, con la quale i costruttori devono fare i conti. A parte lo spauracchio del redditometro, sul quale "Nautica" sta pubblicando e pubblicherà articoli appositamente redatti da uno Studio genovese tra i più accreditati in materia (ora c'è anche il software di autocontrollo predisposto gratuitamente dall'Agenzia delle Entrate, bravo Befera) – il cui impatto sarà più o meno velocemente superato, l'utente che tornerà a navigare lo farà in maniera più consapevole... Come già preannuncia l'attuale mercato, pur ridotto, vorrà mezzi gestibili in maniera più economica e maggiormente evoluti sotto l'aspetto tecnologico ed ecologico. Unità magari meno evidenti, perché sarà lo zoccolo duro dei veri appassionati a muoversi per primo, quello su cui stanno puntando i nostri maggiori cantieri, Vitelli, il presidente Azimut-Benetti, in testa. L'Ucina produce ancora statistiche speranzose... Quanto meno di riuscire a conservare la leadership nel campo delle grandi barche, ma certo la politica governativa nei confronti del settore deve cambiare e, ancor più, si deve avviare una nuova filosofia produttiva. È necessario ripartire, lasciando alle spalle gli eccessi del passato, anche educando i nuovi utenti a come deve essere la nautica di oggi, quella che fa crescere nella consapevolezza e alla fine costa meno. A ciò deve però aggiungersi l'attenzione dei nostri governanti, che invece spesso è stata addirittura contraria. Gli ultimi decenni hanno dimostrato che sulla nautica è vantaggioso investire, perciò si avvii finalmente una politica per il settore, come chiede "Nautica" da sempre e ora anche attraverso la Consulta dell'utenza nautica che il 12 dicembre, ancora nella sede della Camera di Commercio di Roma e ancora organizzato dal Big Blu di Fiera Roma, terrà un nuovo incontro col mondo nautico e politico.

Lucio Petrone

Questo testo, se non si riferisce al numero di Nautica correntemente in edicola, viene pubblicato esclusivamente a fini storici e le opinioni espresse potrebbero non coincidere più con quelle della Direzione e/o della Redazione di Nautica Editrice Srl