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MENSILE INTERNAZIONALE
DI NAVIGAZIONE

Copertina di Nautica

Mese di pubblicazione

Editoriale del numero 617

OSSERVANDO L'AMERICA'S CUP NELLA BAIA DI SAN FRANCISCO

È "yachting" tutto ciò?

30 anni son passati da quando "Azzurra" si presentava a Newport come primo sfidante italiano alla Coppa America nella storia dello yachting. E sottolineiamo la parola "yachting". Quello stesso anno, il 1983, vide la Coppa passare dopo 152 anni all'Australia, che con "Australia II" e le sue alette segrete aveva sorpreso tutti. Da quel momento ne son cambiate di cose. Tipologie di barche, stranezze, sfruttando buchi nel regolamento, un monoscafo di 40 metri contro un catamarano di 18 e un trimarano contro un catamarano. E poi bompressi dichiarati irregolari e via dicendo. I colpi bassi a oggi non si contano, in un'escalation continua. Ed è stato via via un peggiorare, in edizioni sempre più rocambolesche, proprio nella più antica e prestigiosa regata simbolo dello "yachting". Oggi sorge spontaneo il dubbio che questa parola si possa ancora usare. Molto è cambiato. Basta vedere gli equipaggi. A Newport, nel 1983, erano vestiti con maglietta e calzoncini, proprio come ancora oggi vediamo uscire in barca chi va a fare un bagno, una veleggiata o una regata. Tutto quello che definiamo "yachting". A San Francisco, sugli AC72, vediamo correre e saltare sulla rete equipaggi assimilabili ai supereroi della Marvel, tanti Iron Man, con caschi, corazze protettive, strumentazione elettronica al polso e bomboletta d'aria d'emergenza. Si dirà che ormai la Coppa America è la formula 1 della vela, culla di nuove tecnologie che poi saranno applicate alle barche comuni... un trionfo di carbonio e titanio, condito da foil e vele alari rigide: questo ci riserva il futuro? E poi lo spettacolo deve essere assicurato, deve essere di forte impatto. E allora sono estreme le barche, che in pratica non toccano l'acqua, estreme le velocitè, estremi i costi... tanto da far diventare la Louis Vuitton Cup una regata a tre, con gli svedesi in ritardo sui primi Round Robin per il varo della nuova barca, e ciò ci ha fatto assistere a regate con una sola barca che fa tutto il percorso da sola (sai che spettacolo! Che rimpianto le notti in bianco a vedere le battaglie di virate e strambate!). Sono, infine, estreme le proteste, quando dovrebbe essere una sfida tra "signori".
C'è allora da chiedersi: è "yachting" tutto ciò?

Luca Sonnino Sorisio

Questo testo, se non si riferisce al numero di Nautica correntemente in edicola, viene pubblicato esclusivamente a fini storici e le opinioni espresse potrebbero non coincidere più con quelle della Direzione e/o della Redazione di Nautica Editrice Srl