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MENSILE INTERNAZIONALE
DI NAVIGAZIONE

Copertina di Nautica

Mese di pubblicazione

Editoriale del numero 619

UNA VOGLIA DI MARE TUTT'ALTRO CHE SOPITA

Tempo di primavera

Ci addentriamo nell'autunno meteorologico, ma forse per la nautica stanno timidamente tornando le rondini. Il Salone Nautico ha mostrato un cauto ottimismo. Il fisco ha scongelato i rapporti con il settore (tassa 2013 sarà restituita, quella 2014 cancellata fino a 14 m e ridotta fino a 20 m, via il coefficiente barca dal Redditometro, stop ai controlli indiscriminati). Il governo ha dichiarato chiusa la stagione delle vessazioni Montiane (apprestandosi a varare la riforma del Codice). Alcune semplificazioni legislative e amministrative rendono la bandiera italiana più attraente. I porti hanno ritoccato i listini al ribasso e la stagione scorsa ha registrato un leggero incremento delle presenze. Sia sul mercato del nuovo, sia su quello dell'usato si trovano barche interessanti, anche nel prezzo (come il resoconto del Salone di Genova, da pag. 50, documenta approfonditamente). E forse è giunto il momento di dire basta a un clima mediatico sempre e soltanto negativo. "L'Italia non è un Paese senza futuro. È molto popolare, in patria e all'estero, la tesi del nostro inarrestabile declino: che manca, però, del sostegno dei fatti, fa torto a chi lavora, fa danno e distoglie dai veri problemi da risolvere". Inizia così il manifesto "Oltre la crisi, l'Italia deve fare l'Italia", elaborato da Symbola, la Fondazione per le qualità italiane che promuove innovazione tecnologica, ricerca, design, tradizione e territorio. Fra i settori trainanti dell'economia, in cui ci davano per spacciati a causa della concorrenza dei paesi emergenti e dove, invece, abbiamo "saputo costruire valore aggiunto", è citata anche la nautica. Nessuno lo dice, ma tra ottobre 2008 e il 2012 il fatturato estero dell'intera industria italiana – di cui il nostro comparto rappresenta la quinta voce - è cresciuto più di quello tedesco e francese (fonte Eurostat). Mentre nel 2012 siamo stati tra i soli cinque paesi al mondo, insieme a Cina, Germania, Giappone e Corea del Sud, ad avere un saldo commerciale con l'estero - per il non alimentare - superiore ai 100 miliardi di dollari. Il problema è stato, dunque, il mercato interno, ma - proprio a Genova - Nautica ha riscontrato un fenomeno che non deve più apparirci curioso: il numero degli abbonamenti sottoscritti durante la fiera è rimasto invariato, addirittura di poco maggiore, rispetto allo scorso anno, nonostante la durata ridotta. Certamente ciò è dovuto al trend positivo della rivista – in controtendenza rispetto a tutta la stampa di settore e a gran parte di quella generalista – registrato dall'Audipress negli ultimi due anni. Ma, più in generale, dimostra una voglia di mare largamente maggiore rispetto alla passata edizione, segnalando il ritorno dell'acquirente italiano. Ora ciascuno - aziende, associazione di categoria, utenza, istituzioni, editoria, comunicazione - deve fare la sua parte.
Guardando avanti.

Luca Sonnino Sorisio

Questo testo, se non si riferisce al numero di Nautica correntemente in edicola, viene pubblicato esclusivamente a fini storici e le opinioni espresse potrebbero non coincidere più con quelle della Direzione e/o della Redazione di Nautica Editrice Srl