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MENSILE INTERNAZIONALE
DI NAVIGAZIONE

Copertina di Nautica

Mese di pubblicazione

Editoriale del numero 646

UN ATTACCO CHE FA RIFLETTERE

Conad contro i diportisti?

Il loro motto è "persone oltre le cose". Per questo ci ha stupito doppiamente l'amministratore delegato di CONAD, Francesco Pugliese, quando, con una certa leggerezza, è intervenuto nella trasmissione "Agorà" di Rai 3 per dire che il Governo poteva anche risparmiarsi gli aiuti alla nautica (di cui parliamo in Nautimondo a pag. 15), lasciando intendere che tanto quella è gente ricca. Ci siamo allora chiesti se i 10.000 padri e madri di famiglia che hanno perso il lavoro solo a causa della Tassa Monti e della persecuzione fiscale attuata dal suo Gabinetto - a cui si è aggiunta la crisi che comincia a essere alle spalle - sarebbero d'accordo. Anche loro, a ragion veduta, dovrebbero essere considerati persone. Probabilmente è un mondo che Pugliese non conosce e quindi può ignorare. È stato in Barilla, pasta, Yomo, caseario, Conad Carni, manzi & co., e poi è diventato amministratore delegato dello stesso Consorzio composto da oltre tremila dettaglianti. Effettivamente nulla, neanche lontanamente, a che vedere con il mare. Resta dunque un enigma il perché Rai 3 gli abbia chiesto di commentare l'intervento di UCINA Confindustria Nautica sui recenti provvedimenti ottenuti nella Legge di Stabilità. Ma considerato che questi sono stati approvati da tutti i Gruppi parlamentari, con la sola astensione dei 5 Stelle, viene da pensare che sia stato difficile per la redazione di "Agorà" trovare qualcuno disposto al controcanto. Rimane la stranezza di una simile posizione per un manager colto, che sul consumo - in generale - ha le idee chiare: "la tassazione lo riduce", ha spiegato durante la stessa apparizione televisiva. A quanto sembra, però, il ragionamento ai suoi occhi vale solo per quello afferente alla Conad e non a tutti i consumi. A parte la constatazione che anche uno dei maggiori protagonisti dell'industria nazionale sembra cadere nella sindrome NIMBY (non nel mio giardino, ma in questo caso potremmo dire orto), mettendosi a fare del populismo radical-chic, perché ci interessa tanto cosa pensa questo signore? Perché dopo aver convinto la politica a rimediare agli errori del passato - riconosciamo che il lavoro di UCINA in questi ultimi anni è stato importante - la prossima sfida è far aprire gli occhi alla cosiddetta "società civile". Che non è affatto detto che sia migliore della comunità del Palazzo. Anzi. Per cominciare, nel nostro piccolo, ricordiamo al Signor Pugliese che ci sono 180.000 addetti della nautica e oltre un milione di famiglie di appassionati di mare in questo Paese, per i quali da sempre la nostra rivista è stata una sorta di rappresentante. Tra l'altro, hanno molti supermercati fra cui scegliere. Ma il risultato più grande si avrà se ciascun diportista si impegnerà a divulgare il valore della nautica fra amici e conoscenti che del settore non sanno nulla. Utopia? Forse, ma l'anno va iniziato sempre con buoni propositi.
Anche UCINA e Nautica Italiana, che abbiamo recentemente incontrato (l'intervista a Ucina è stata pubblicata nel numero di dicembre 2015, mentre quella a Nautica Italiana si trova in questo numero a pag. 13) ci auguriamo supportino questi buoni propositi volti a cambiare l'approccio culturale degli italiani nei confronti della nautica, perché la strada è ancora lunga. E se le due associazioni mettessero da parte i personalismi e lavorassero a braccetto sarebbe meno in salita.

Paolo Sonnino Sorisio

Questo testo, se non si riferisce al numero di Nautica correntemente in edicola, viene pubblicato esclusivamente a fini storici e le opinioni espresse potrebbero non coincidere più con quelle della Direzione e/o della Redazione di Nautica Editrice Srl