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FILIPPINE: 700 ISOLE DI SOGNO Fuori dalle mete del turismo di massa, le Filippine offrono la possibilità di una vacanza unica. Un paradiso assoluto, cui danno vita settemila isole di incredibile bellezza, un popolo cordiale e accogliente ed un mare tra i più rigogliosi di vita e di colori. ![]() Testo e foto di Luca Sonnino Sorisio
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UN ALTRO GIORNO IN PARADISO![]() Passeggio sotto la luce del sole su una spiaggia corallina, eppure non sento calore, non rimango abbagliato dalla luce. Le ombre sono nette, non ci sono nubi o foschia, ma l'esposimetro della mia macchina fotografica segna egualmente scarsità di luce. Le ombre sono nette, non ci sono nubi o foschia, ma l'esposimetro della mia macchina fotografica segna egualmente scarsità di luce. Alzo lo sguardo per un attimo, ma quello che rimane impresso sulla mia retina non è l'usuale cerchio solare. Sono spettatore del raro appuntamento tra due astri: le Filippine sembra mi diano il benvenuto offrendomi un'eclisse di sole quasi totale. E questa è solo la prima di una lunga serie di incredibili meraviglie della natura. La bellezza di queste 7000 isole disseminate tra il Mare Cinese Meridionale e l'Oceano Pacifico può oscurare tante destinazioni alla moda del turismo di massa. Le Filippine sono soprattutto un vero paradiso, a cominciare dal sorriso e l'ospitalità dei suoi 59 milioni di abitanti. E' raro al mondo trovare un'altra nazione con un senso dell'ospitalità e dell'amicizia così sviluppato. Specialmente nelle campagne, tra la gente più povera, vi può venire offerto tutto quello che c'è a disposizione. I filippini hanno questa caratteristica nel sangue, dovuta forse all'incrocio di razze e abitudini che si sono sovrapposte nei secoli. Discendenti di ondate di malesi, polinesiani, cinesi e indocinesi, si sono diversificati in una miriade di gruppi etnici, con circa settanta tra lingue e dialetti. L'eredità di tre secoli e mezzo di colonizzazione spagnola ha lasciato come impronta la religione cristiana, caso unico in Estremo Oriente, e il carattere gioviale e allegro, molto vicino al nostro. Il sorriso splende sempre sui volti del popolo filippino.
E il sorriso non può che risplendere sui nostri volti
all'approccio col mare di queste isole.
Il mondo dei coralli, le spiagge bianchissime orlate di palme e
l'acqua con tutte le tonalità dell'azzurro, colpiscono
violentemente la nostra vista sorvolando con uno dei tanti voli
interni della Philippine Airlines i tratti di mare che dividono
le varie isole da quella di Luzon, dove c'è Manila. Decine
di isolette inviolate passano sotto di noi, facendo venire voglia
di visitarle tutte.
Ma godere delle spiagge, del sole, dell'ombra delle palme e
delle foreste lussureggianti non è tutto.
Le Filippine offrono molto di più sotto il pelo dell'acqua.
C'è chi dice che viaggiare in questo arcipelago senza
osservare la bellezza dei fondali sottomarini è come guardare
il Louvre... dall'esterno. Solo una chiarificazione è d'obbligo:
se si cercano esclusivamente pesci pelagici tipo tonni, squali e
carangidi o acqua limpidissima, la delusione, a parte rare eccezioni,
sarà grande. Con questo non è che non ci siano grandi
pesci, perché con un po' di fortuna in alcuni luoghi se ne
possono vedere a centinaia, comprese mante e squali-balena. Purtroppo,
specialmente nelle vicinanze delle isole abitate, è raro
incontrarne, forse a causa di una pesca intensa che a volta fa
ricorso anche ai vietatissimi esplosivi.
La quantità di plancton nell'acqua, se da un lato la intorpidisce, dall'altro permette alla vita marina di scoppiare in un'incredibile quantità di forme e colori, facendo sì che questo sia uno dei mari più rigogliosi del mondo, con oltre 400 specie di coralli differenti, tanto per fare un esempio.
Entrando nel blu appare improvvisamente l'arcobaleno, il
monocromatico si scinde, come se la luce passasse attraverso
un magico prisma d'acqua, in una moltitudine di colori. E i
colori stessi non sono stesi a caso, ma presentati in magnifici
accostamenti; le forme, a loro volta, sono eleganti e composte,
amalgamate in perfette composizioni.
Il mondo degli invertebrati regna sovrano. Dalle forme di vita
più semplici scorrono davanti alla maschera le fasi
dell'evoluzione. Spugne, Echinodermi, Celenterati, Artropodi,
Molluschi, Tunicati sono tutti rappresentati con una varietà
animale mai incontrata prima. Presto si dimenticano i grandi pesci
maldiviani o sudanesi e ci si attacca alla parete alla ricerca
di nudi-branchi variegati o ascidie che sembrano delicatamente
soffiate dagli artigiani di Venini.
I crinoidi, cugini delle stelle marine che paiono delle piume,
"fioriscono" dappertutto e nuvole di pesci piccoli e variopinti
avvolgono le formazioni madreporiche. Oltre a tutta questa ricchezza
poi, ce n'è un'altra che sta venendo oggi alla ribalta: sul
fondo di questi mari sembra che giacciano una trentina di galeoni
carichi di merci preziose. Tra il Sedicesimo e il Diciassettesimo
secolo c'era un gran traffico tra le Filippine e il Messico e questi
galeoni trasportavano oro e argento messicano, giade e avorio cinese,
porcellane Ming e gioielli indiani calcolati in miliardi di dollari.
All'inseguimento di questo sogno si stanno scatenando cercatori di
tesori e archeologi, in competizione tra loro nell'ottenere permessi
e diritti di ricerca specialmente nelle aree di Lubang, Bicol e Samar.
E' insomma un mare unico, alle porte dell'Oceano Pacifico, col solo problema di rendere difficile la scelta della meta ideale per le vacanze in un panorama così abbondante.
La vastità dell'arcipelago, con 34.000 chilometri quadrati
di barriere coralline, presenta una quantità infinita di
luoghi d'immersione, con caratteristiche anche diverse da zona a
zona. Principalmente le aree per gli sport acquatici sono Luzon,
le isole Visayas, al centro delle Filippine, la parte sud-ovest di
Mindanao, che comprende Apo Reef e le isole Cuyo e Busuanga, la parte
ovest e est dell'isola di Palawan nel mare delle Sulu, la più
selvaggia e inesplorata. Altri luoghi per l'attività sub
spuntano un po' ovunque, rendendo imbarazzante la scelta, che deve
essere fatta a anche a livello operativo: esistono due modi infatti
per godersi una vacanza indimenticabile. Il primo è fare una
crociera a bordo di una delle numerose barche, a motore o a vela, che
girano per gruppi di isole.
Per gli amanti della vela i monsoni garantiscono il divertimento e,
specialmente tra Mindoro e Palawan, insenature, baie e isolette
deserte saranno il giusto riposo dopo ogni veleggiata. Per i
subacquei accaniti ci sono molte barche superattrezzate, che
consentono di spostarsi da un luogo all'altro velocemente e con
tutti i comfort possibili. Mete predilette in questo caso sono
Apo Reef e l'atollo di Tubbataha, note in tutto il mondo per i
loro fondali.
La seconda soluzione, la più diffusa e rilassante, è
scegliere un villaggio turistico o un albergo attrezzato tra le decine
che sono a disposizione ovunque nell'arcipelago. Solitamente, ma
è bene informarsi prima, i servizi che offrono sono di ottima
qualità, con strutture complete di tutto, dalla sauna ai
campi da tennis, e ovviamente derive, catamarani e windsurf in affitto,
oltre al club subacqueo che organizza le immersioni e le escursioni
alle spiagge vicine.
Quasi tutti gli alberghi e i bungalows sono sulla spiaggia o vicino al mare e tra questi ne abbiamo visitati due tra i più interessanti.
A Palawan, nella parte settentrionale, frastagliatissima, c'è
una serie di isolette dove le rocce, alte, nere e disseminate di
macchie verdi della vegetazione, arrivano a picco sul mare. Nelle
insenature il punto di unione tra la roccia e il mare è
una spiaggia bianca corallina, un piccolo nastro che invita
all'acqua turchese che dopo pochi metri, sprofonda nel blu.
Alcune lagune, all'interno delle rocce scure, hanno l'acqua
con tutte le tonalità possibili tra l'azzurro, il verde
e il blu.
In questo paradiso selvaggio, nella piccola isola di Miniloc,
sorge un villaggio turistico, El Nido, composto da una ventina
di bungalows su palafitte. Raggiungibile solo con piccoli aerei
privati e da mezz'ora di barca, il villaggio è di una
semplicità estrema e di una organizzazione, pulizia ed
efficienza incredibili. Sulla spiaggia sono disponibili windsurf,
volendo con istruttore, e canoe con bilanciere per andare a
scoprire gli angoli più nascosti. Il centro sub organizza
tutti i giorni immersioni, insegna ai principianti e suggerisce
gite in barca ai semplici bagnanti in cerca di tranquillità.
Ogni giorno si può visitare un'isola o una spiaggia diversa,
o fare un'immersione differente.
I fondali sono buoni quasi ovunque. Particolarmente interessante per la fotografia lo scoglio Tres Marias, con le sue belle gorgonie rosse tra masse di pescetti. Comuni sono le tartarughe, ricercatissima la "blu ribbon eel", una piccola murena color azzurro elettrico e gialla, con delle buffe escrescenze sul muso. L'abbondanza si nota già passando con le piroghe tra i branchi di pesci che cominciano a saltare intorno. Di pescatori invece ce ne sono pochi, mentre la professione più comune è raccogliere i nidi di rondine, da dove proviene il nome del luogo. Provetti scalatori si arrampicano sulle alte rocce verticali cercando nelle fessure la nota ghiottoneria pagata profumatamente dai cinesi.
Formata in gran parte da isole piatte è invece l'altra
destinazione visitata, nel mezzo delle isole Visayas. Il Bohol
Beach Club risiede a Panglao, un'isoletta all'estremo sud
dell'isola di Bohol a cui è collegata con un ponte.
Le immersioni qui si fanno tutte in parete lungo la barriera
corallina che cinge completamente le isole e le interminabili
spiagge disseminate di palme. Il centro subacqueo presso
l'albergo organizza le escursioni alle isole vicine e assicura
ai sub tutta l'assistenza possibile. Inoltre vi è la
possibilità di affittare windsurf e hobie-cat. Il miglior
fondale che abbiamo visto è sicuramente "Doljo Point",
dove su una profonda caduta ondeggiano gorgonie di dimensioni
enormi, punteggiate dai crinoidi.
E giganti sono anche delle spugne piattiformi, che si alternano
con le gorgonie alla ricerca del ricco plancton sospinto dalla
corrente. Quando questa non è troppo forte, un'immersione
a "Cervera Shoal" è da non perdere: i velenosissimi
serpenti di mare abbondano in queste acque, ma sono in
realtà innocui per via della piccola bocca e anche
per la loro timidezza.
Anche a Bohol la vita del reef è ricchissima, con una particolarità in più: le conchiglie. Ce ne sono tante, comuni e rare, tanto da essere la fonte di sostentamento di un'intera isola, Balicasag, dove tutti o quasi si danno alla loro pesca, pulizia e vendita. Nei vassoi di palme intrecciate dalle scatenate venditrici non è difficile scovare un "conus gloriamaris" o una "ciprea guttata" o "aurantium", rare e a buoni prezzi, insieme a decine di altri tipi che vengono vendute a blocchi per pochi pecos. I ricci di mare invece sono raccolti con la bassa marea per farne una gustosa bevanda con le uova, mentre le oloturie, seccate al sole, vengono vendute sempre ai cinesi che le usano per la famosa zuppa. Così, nella luce dell'alba osservo questi pescatori, curvi sull'onda mentre raccolgono i frutti del mare, con le piccole canoe a due bilancieri che li seguono. Il sole, dapprima senza calore, sale piano piano sull'orizzonte, incendiandolo, andando a iniziare un altro giorno. Un altro giorno in paradiso. NOTIZIE UTILI Dove alloggiare A Manila ci sono molte possibilità, per tutti i gusti e tasche. Se si vuole la tranquillità, con uno standard alberghiero altissimo, c'è il Mandarin Hotel, a Makati, il quartiere moderno, dove sorgono tutti gli uffici e i bei negozi della città. L'indirizzo è Makati Avenue all'angolo con Paseo de Roxas. Per la vivacità, la vita notturna, gli acquisti dell'artigianato locale, l'albergo più centrale è il Manila Midtown Pedro, Gil Street, a Ermita. A Zamboanga il migliore è il Lantaka Hotel, sul mare, dove si affollano decine di "Vintas" e "lepa" in cerca di acquirenti di bellissime conchiglie. El Nido è il villaggio nella parte settentrionale di Palawan, in un arcipelago di isole incontaminate. E' formato da ventidue cottage su palafitte, di cui sette sull'acqua. Le camere sono molto semplici e senza aria condizionata. I bagni sono centralizzati, tenuti sempre in perfetta efficienza. Il luogo è raggiungibile con piccoli aerei privati da Manila o Puerto Princesa e da mezz'ora di barca. I buffet sono ricchissimi, e spessissimo si mangia in posti in posti differenti: tutta la cucina, i tavoli e le vettovaglie vengono trasportate sulle spiagge delle varie isole, per assistere a un tramonto o più semplicemente per variare il passaggio. Il Bohol Beach Club nell'isola di Panglao comprende 40 stanze con bagno, in muratura, lungo una grande spiaggia. Ha diverse attrattive come sauna, piscina e campi da tennis. Entrame le destinazioni sono fornite di attrezzature e barche per l'attività sub. Varie Non è necessario il visto per entrare nelle Filippine, né vaccinazioni. E' consigliabile solo per alcune sone la profilassi antimalarica. Come valuta c'è il peso filippino. La corrente è a 220 volt. Clima Sono principalmente i due monsoni a determinare le stagioni, una secca e una piovosa. In effetti i periodi si dividono in tre: caldo e secco da marzo a giugno, piovosissimo da luglio a ottobre per il monsone da sud-ovest, fresco e asciutto da novembre a febbraio per il monsone di nord-est. Questo in generale. Sulla cartina sono sono indicate le varie zone con i diversi monsoni. A) Esposta al monsone di sud-ovest. Secco da novembre ad aprile, piovoso nel resto dell'anno. B) Differenze meno pronunciate. Relativamente secco da novembre ad aprile. Umido il resto dell'anno. C) Piogge intense distribuite nell'arco dell'anno. Più influenzato dal monsone di sud-ovest, con tifoni dal nord. D) Non c'è una ben definita stagione secca, con forti piogge tra novembre e gennaio; eposta al monsone di nord-est. |
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