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SUPERYACHT #485 Settembre 2002
Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni
più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici,
ultime notizie e novità dal mercato

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Articolo di Fabio Petrone
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JONGERT 40 T "ISLANDIA"
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SCHEDA TECNICA
Lunghezza f.t.: m 41,60
Larghezza: m 7,88
Pescaggio min/max: m 3,50/6,80
Dislocamento a mezzo carico: t 180
Generatore: 2x30 kW Onan
Motorizzazione: 1x600 HP Caterpillar
Velocità massima a motore: 12 nodi
Velocità di crociera a motore: 10 nodi
Autonomia: 2.400 miglia
Serbatoio carburante: l 10.000
Serbatoio acqua: l 4.800
Serbatoio acque grigie: l 2.400
Serbatoio acque nere: l 2.000
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Gli annali della nautica dicono che questa Islandia è la costruzione
n° 406 firmata dai cantieri Jongert. Una produzione iniziata nel 1953
quando Jan Jongert Senior fondò un piccolo cantiere navale a Oppedoes, in
Olanda, realizzando pricipalmente piccole gru da carico e imbarcazioni a motore.
Col tempo la produzione cresce e si diversifica, con la costruzione delle prime
imbarcazioni a vela. Il 1968 è molto importante nella storia della
Jongert perché, grazie all'incontro con Herbert Dahm, fondatore della
Dahm International, l'azienda assume una valenza internazionale, con le sue
barche distribuite in tutto il mondo e l'apertura di uffici di rappresentanza a
Düsseldorf, Monte Carlo e Palma de Mallorca. Il successo è immediato
ma, solo nel 1975, con l'inizio della produzione della "Traditional Line", i cui
scafi sono realizzati su disegno di De Vries Lensch e Peter Sijm, il cantiere
inizia a firmare le barche con il suo nome, semplicemente "Jongert". Questi
yacht hanno l'impostazione tipica dei motorsailer, caratterizzati da grandi
finestrature poppiere, da spettacolari polene interamente intarsiate a mano,
dall'estrema comodità degli interni e da una cura negli allestimenti
decisamente al top, prettamente artigianale, che diviene ben presto un punto di
riferimento nel raffinato mondo delle costruzioni "semicustom". Cinque anni
dopo, nel 1980, inizia la produzione di una seconda gamma di imbarcazioni,
denominata "Modern Line", con scafi firmati da Doug Peterson, Ron Holland e
Peter Sijm, dei "cruiser-racer" come il famoso "Mephisto", varato nel 1983,
capaci di imporsi sui campi di regata più impegnativi.
Sono barche più snelle, leggere, tecniche e, quindi, performanti ma non per questo
meno eleganti e capaci di garantire standar di comfort molto elevati.
Successivamente, cessa il rapporto con la Dahm International, e da allora
è il cantiere stesso a curare la commercializzazione delle proprie
barche. La storia più recente del costruttore olandese lo vede ancora
cavalcare l'onda del successo, con la realizzazione di imbarcazioni sempre
più esclusive e apprezzate, fino al 1999 quando viene varato il primo 40
T, il "Number One", che con i suoi 40 metri di lunghezza è lo Jongert
più grande, sino ad allora mai costruito.
La barca, della "Tradition
Line" viene presentata al salone di Fort Lauderdale, in Florida, ed è in
quella occasione che un visitatore, folgorato dalla sua bellezza, ordina al
cantiere uno scafo gemello, identico nell'estetica ma profondamente diverso
nell'allestimento. "Islandia", disegnata da Tony Castro e Peter Sijm, ha una
lunghezza f.t. di m 41,60 per m 7,88 di larghezza, ed è realizzata
utilizzando acciaio per l'opera viva - il suo design prevede la presenza di una
chiglia a bulbo con una deriva in composito che ha permesso di ridurre il
pescaggio a soli 3,5 metri - e alluminio per le sovrastrutture. Tutti gli
interni sono in legno di mogano, abbinato a tappezzerie e arredamenti sulle
tonalità del beige. L'ampio salone, a centro barca, estremamente luminoso
grazie alle numerose superfici vetrate, offre una grande area con la TV e un
tavolo da pranzo in grado di ospitare 10 persone. A poppavia di esso si trovano
le tre cabine ospiti, ciascuna con bagno, e la cabina armatoriale. Quest'ultima
è una vera e propria suite, con due grandi letti gemelli e un letto
più piccolo, un soggiorno con divano a L, scrivania, guardaroba, ed
è servita da un bagno con box doccia separato. A pruavia del salone
c'è la grande cucina di bordo, con un allestimento quasi professionale,
la zona pranzo equipaggio e le cabine ad esso dedicate, ciascuna con doccia e
bagno separati. Da quest'area l'equipaggio accede direttamente al ponte, alla
sala macchine e alla zona tecnica dove si trovano tutti i sistemi necessari al
corretto funzionamento e alla manutenzione della barca. Ciò consente un
livello di privacy ottimale.
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