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SUPERYACHT #490 Febbraio 2003
Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni
più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici,
ultime notizie e novità dal mercato

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Articolo di Lino Pastorelli
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LEONARDO 98 AZIMUT
Non è certo casuale l'accostamento tra il genio rinascimentale
e l'ultima creazione del cantiere Azimut, il Leonardo 98; in una
realizzazione di questo livello hanno pari peso tanto la tecnologia e
l'esperienza quanto la sintesi tra creatività artistica e
innovazione architettonica, tutto finalizzato al piacere. Piacere non
solo di viaggiare a trenta nodi in un mondo lussuoso di rumori
attutiti e lontani, ma anche piacere di guardare linee sportive e
filanti, aggressive persino, di godere di soluzioni eleganti per ogni
sistemazione a bordo: il carattere, le prestazioni e gli spazi solari
di un bel daycruiser moltiplicate per tre! Un capolavoro, insomma, di
che inorgoglire, pur mezzo millennio dopo, anche il nostro Grande.
Molto si è lavorato, architettonicamente, per creare sul ponte
principale una prospettiva capace di esaltare i già notevoli
spazi a disposizione; la vetrata rotante in cristallo fumé, che
a poppavia chiude il salone, definisce un'area circolare inconsueta,
dove a un tavolo tondo in cristallo fanno corona le originali sedie
firmate Philippe Starck: è la sinuosa e naturale prosecuzione,
dedicata al dining, delle morbide linee del quadrato, dove nella
penombra delle veneziane in legno, la vista spazia dagli ampi divani o
dagli sgabelli del banco bar, verso prua, fino ai naturali punti di
fuga prospettici: lo schermo al plasma e, più avanti, la
luminosa postazione di pilotaggio.
Con la vetrata aperta verso il
cockpit vero e proprio - l'apertura è ovviamente elettrica -
l'intera area raggiunge la spettacolare dimensione di 120 mq; ovunque,
la sobria eleganza del rovere sabbiato, della moquette crema, degli
audaci ed essenziali accostamenti di acciaio e cristallo, della pelle
rossa. La postazione di governo principale, completamente isolabile
dal salone, è un connubio di raffinatezza e
funzionalità; si comanda la grande macchina utilizzando il
meglio della tecnologia, meccanica ed elettronica, incastonata in
legni e pelli pregiate, con quel tetto apribile che permette di
ammirare il cielo, se non bastasse l'orizzonte. In pozzetto, a fianco
del divano, due comode scale scendono alla plancia di poppa dove,
oltre ai garage dei jet-ski e al vano della passerella telescopica, si
trova il portellone di accesso alla sala macchine e ai quartieri
dell'equipaggio.
Verso prua, sotto il prendisole, quattro pannelli a
scorrimento elettrico aprono il vano del tender, nel nostro caso, un
Bombardier di oltre 5 metri.
Un'unica scala per raggiungere il flying
bridge: una cascata di cristallo integrata nel décor del
living, posta sulla dritta, di fronte al bar. Sull' "upper deck", una
bianca distesa dedicata al culto del sole, alle spalle del posto di
pilotaggio, un sofà semicircolare accoglie otto persone attorno
al tavolo ovale; a fianco una mini cucina e, verso poppa, 10 mq di
cuscineria attorno alla Jacuzzi.
La zona notte è sul ponte inferiore, con accesso a fianco della
timoneria: sul pianerottolo a metà scala, un opportuno bagno
"di servizio", poi, oltre il disimpegno ampliato da un gioco di
specchi, la cabina dell'armatore, a tutto baglio. Anche qui la stessa
raffinata eleganza priva di orpelli; scrittoio, divano, cabina
guardaroba e un grande bagno dai marmi policromi; tutto nella luce
diffusa proveniente da ben otto oblò verticali. A sinistra,
verso prua, una cabina con letti gemelli e la cabina VIP, di
dimensioni appena inferiori alla padronale.
La privacy è sacra
a bordo, ma non solo per ospiti e armatori; lo conferma una visita ai
locali dell'equipaggio: ingressi separati, dal salone e da poppa,
servizi privati e la "crew mess" adiacente alla cucina.
Razionale e
ben disposta quest'ultima, con una dotazione professionale in materia
di frigoriferi, forni, surgelatori e fornelli, con l'adozione di un
montacarichi vede risolto il problema del trasporto delle vivande
verso la sala da pranzo, sul ponte superiore. Dalla zona inferiore si
accede anche alla lavanderia e alla sala macchine, vero cuore pulsante
dello yacht. Qui, asserviti a una centrale che decide anche circa i
problemi di assetto, in relazione alla velocità e allo stato
del mare, tramite un sistema denominato Intruder, troneggiano i due
MTU da 2.000 HP ciascuno; grande cura è stata posta nella
sicurezza e nell'insonorizzazione del locale, grazie anche
all'adozione di particolari silenziatori isolati, dell'americana
Centek. Le prestazioni eccellenti non dipendono certo esclusivamente
dalla potenza installata: la nuova carena planante disegnata da Azimut
e l'attento studio su eliche, pesi e baricentro, giocano la loro parte
nella corsa pulita del Leonardo sull'acqua. Dopo il primo, presentato
al Festival de la Plaisance di Cannes lo scorso settembre, altri
Leonardo 98 sono in produzione per il 2003, anche nell'allestimento
con quattro cabine, pronti a farsi ammirare (e invidiare!) da
armatori, esteti e marinai di tutto il patinato mondo dei superyacht.
Azimut: via M. L. King, 9-11; 10051 Avigliana (TO); tel. +39 011 93161;
fax +39 011 9367270; sito web www.azimutyachts.net.
SCHEDA TECNICA
Lunghezza f.t.: m 30,19
Larghezza massima: m 7,15
Immersione sotto le eliche m 2,10
Dislocamento: kg 92.000
Motorizzazione: 2x2.000 HP MTU 16V 2000 M91
Velocità massima: 32 nodi
Velocità di crociera: 28 nodi
Capacità serbatoio carburante: litri 10.000
Capacità serbatoio acqua: litri 2.000
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