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BORKUMRIFF IV
Molti marinai hanno dimestichezza con il termine schooner e l'associazione con il classico armo a goletta è immediata, ma qual è l'origine di questo termine? Per parlare della Borkumriff IV non si può evitare di passare per le varie ipotesi sull'origine della parola schooner. Alcuni sostengono che sia un termine coniato negli Stati Uniti, altri che si tratti di una parola impiegata per la prima volta in Scozia, qualcuno dice in Inghilterra e qualche altro in Danimarca o in Olanda. Tra le tante ipotesi e rivendicazioni, l'origine della parola schooner che probabilmente si addice meglio alla Borkumriff IV è quella che sostiene essere una derivazione dall'aggettivo in lingua olandese schoon, che al femminile schoone significa pulita, fiera, elegante, bella e graziosa.
Quest'accezione del termine schooner sembra essere la più calzante per la Borkumriff IV, ecco perché non si può prescindere da essa per avviare un discorso su questa splendida goletta. Realizzata presso i cantieri olandesi Royal Huisman Shipyard, è stata progettata dagli architetti navali Gerard Dijkstra e John G. Alden, sulla base delle linee classiche impiegate per le golette della costa orientale americana. Trovarsi di fronte alla Borkumriff IV è un po' come ammirare un'opera d'arte, nella quale ogni particolare è frutto, insieme, di creatività e padronanza della tecnica.
Sembra una vecchia raggiante signora del mare, in realtà le apparenze celano contenuti tecnologici moderni e soluzioni costruttive d'avanguardia, che si traducono nella semplicità di gestione dell'ampio piano velico e in standard di sicurezza in altri tempi impensabili. L'armamento prevede un controfiocco, un fiocco e una trinchettina bomata, una vela Marconi con vela a cappello e una grande randa radiale sull'albero di maestra, per un totale di 1.164 mq di tela al vento. I due alberi sono realizzati in alluminio e sono interamente rastremati. Quello di maestra misura 47,31 metri mentre quello di prua quasi 40, i tre boma, invece, sono realizzati in carbonio. Tutte le manovre correnti sono dotate di rinvio in pozzetto, al fine di agevolare la conduzione della barca a un numero ridotto di personale. La Borkumriff IV, nonostante le scelte di materiali atti a contenerne il peso e a soluzioni tecniche proprie d'imbarcazioni "tirate", sfoggia un fascino squisitamente retrò sia in coperta sia nei caldi e raffinati ambienti interni. Sottocoperta si trovano ben tre saloni, dei quali uno dedicato all'equipaggio nella zona a poppavia delle cabine marinai di prua, uno a centro barca con adiacente zona pranzo e, infine, uno nella tuga a centro barca, a poppavia della quale si trova il pozzetto con la stazione di governo e una seconda tuga riservata alle attività diurne dell'equipaggio. Le sistemazioni per la notte prevedono due ampie cabine ospiti doppie con letti in piano, una suite armatore comprensiva di zona ufficio e sviluppata sull'intera larghezza dello scafo a poppavia della zona maestra più le sette cabine dedicate all'equipaggio. Naturalmente questa configurazione è quella che l'armatore ha richiesto in fase di progettazione, ma il tanto spazio a disposizione offre innumerevoli possibilità d'allestimento. La motorizzazione prevede un motore diesel MTU da 1.072 HP, accoppiato a un riduttore ZF BW 255. Secondo le indicazioni del cantiere, la Borkumriff IV può navigare a vela alla velocità massima di circa 15 nodi. I due tender previsti in coperta sono: un RIB di m 4,50 e una pilotina realizzata sul disegno di una lancia del 1935 sviluppato da G. Alden di Boston. Come si conviene a una nave importante, anche per la Borkumriff IV è previsto un barcarizzo sul lato dritto, del resto, data l'altezza del bordo libero e la poppa alta sull'acqua, per salire a bordo e scendere stando alla fonda o in porto non c'è altra soluzione. Le dotazioni di sicurezza installate a bordo della Borkumriff IV sono adeguate alle potenzialità di questa bella nave da diporto: tre impianti antincendio indipendenti, sistema di controllo integrato e computerizzato di tutte le apparecchiature di bordo e delle macchine, sensori per la rivelazione di fumo e sistema d'allarme generale per malfunzionamenti degli impianti principali. Naturalmente anche il sistema dedicato alle comunicazioni è proporzionato all'insieme, infatti, dalle apparecchiature satellitari che prevedono anche il collegamento a internet, agli impianti radio VHF e SSB, ai due radar, al GPS cartografico e al sistema integrato di navigazione c'è davvero tutto quello che si può desiderare per mollare gli ormeggi e gustarsi gli oceani. Royal Huisman Shipyard BV: Flevoweg I; P.O. Box 23; 8325 ZG Vollenhove; Holland; tel. +31 527243131; fax +31 527243800; sito web www.royalhuisman.com; e.mail yachts@royalhuisman.com.
Lunghezza f.t.: m 50,58 |
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