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SUPERYACHT #494
Giugno 2003

Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici, ultime notizie e novità dal mercato


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della nautica


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Articolo di
Fabio Petrone

AKHIR 140 CANTIERI DI PISA

Jean-Michel Frank fu l'architetto francese che con le sue opere, soprattutto del decennio che va dal 1930 al 1940, reinventò completamente il mondo delle arti decorative. Lavorando a Parigi, la sua città, ma anche a New York e in Sud America, Frank si ispirò al Neoclassicismo e all'astrazione delle arti primitive, apportando alla sua epoca uno stile assolutamente originale, la cui eleganza gli fece conquistare ampi consensi presso una clientela ricca ed elitaria. Il suo nome divenne così un imprescindibile riferimento per molti collezionisti di arredi del secolo passato. I principi decorativi che elaborò sono ancor oggi i fondamenti di uno stile minimalista molto in voga nell'interior design, che vediamo applicati sempre più spesso laddove si voglia conferire agli ambienti un'eleganza assoluta, in un'atmosfera comunque sobria e funzionale.

A quel tipo di decor si sono ispirati anche agli architetti che hanno elaborato gli interni del più grande motoryacht costruito dai Cantieri di Pisa, l'Akhir 140, un gruppo di lavoro composto dall'ufficio stilistico del cantiere e da Frédéric Mechiche, interior designer incaricato dallo stesso armatore della barca.

 

SCHEDA TECNICA
Lunghezza f.t. m 42,10
larghezza m 8,30
immersione massima m 1,90
dislocamento medio 190.000 kg
riserva carburante l 35.000
riserva acqua l 5.000
posti letto 12
equipaggio 7/9 persone
motorizzazione 2x3.700 HP MTU
velocità massima nodi 28
velocità di crociera nodi 25.

Per ulteriori informazioni:
Cantieri di Pisa - via Aurelia Sud km 334, 56121 Pisa - Tel +39 050 220551 - Fax +39 050 500799 - E-mail: info@cantieridipisa.it

Per gran parte del mobilio è stato scelto l'utilizzo di essenze dalle tonalità mai troppo scure, per conferire maggiore luminosità agli ambienti. Quindi, largo uso di teak sabbiato, talvolta contrastato dalla presenza di elementi scuri, come i tavoli utilizzati per la zona pranzo e per il living, realizzati in pero tinto nero, o come i corrimani interni e i pavimenti di alcune aree, come per la lobby presente nel "main deck" e per la timoneria, che sono sempre neri ma in teak. Frédéric Mechiche ha anche deciso di allestire tutti i bagni utilizzando il travertino sia per le pavimentazioni sia per i lavabi, mentre tutte le cabine doccia sono state impreziosite da rivestimenti a mosaico, realizzati sempre in travertino naturale. L'intervento dell'équipe dei designer non si è però limitato ai materiali utilizzati per l'arredo ma ha interessato realmente tutti gli aspetti che caratterizzano e compongono gli interni dello scafo, dall'impiantistica ai complementi di arredo, dalle stoffe delle tappezzerie al tipo di illuminazione utilizzabile in ciascun ambiente, ecc.. Ad esempio, sempre parlando dei bagni, tutte le rubinetterie sono di fabbricazione tedesca, della linea Tara prodotta dalla Dornbracht; tutti i faretti installati a soffitto sono stati realizzati appositamente, su disegno elaborato dal cantiere, sia per un fattore puramente estetico sia per conferire un livello di illuminazione quanto più equilibrato fra luce artificiale e naturale; per ciò che concerne gli interruttori sono stati scelti quelli dell'azienda francese Meljac, belli ed affidabili; il pavimento dei due saloni è rivestito da una stuoia realizzata intrecciando alghe marine, rifinita con bordi in lino e canapa; per i tessuti dei rivestimenti sono state utilizzate esclusivamente fibre naturali, quali stoffe in puro lino e seta, mentre per i tendaggi la scelta è caduta sulla rafia, adottata nel salone, e ancora sul cotone, per le cabine; i cielini dei soffitti, come i comodini e i tavoli delle due cabine matrimoniali ospiti sono in pelle. Questi e molti altri sono quindi gli aspetti che caratterizzano e rendono particolarmente interessante questa nuova ammiraglia che, fra l'altro, è anche la prima barca sviluppata su tre ponti mai realizzata dai Cantieri di Pisa. Iniziamo a scoprire questo superyacht partendo dal "lower deck" dove, favorito dagli ampi volumi concessi dallo scafo ma grazie anche a un attento lavoro in fase progettuale, il lay-out prevede la presenza di ben cinque cabine, tutte estremamente vivibili, dedicate agli ospiti. Due di esse, quelle verso poppa, sono dotate di letti matrimoniali, altre due, a mezza nave, hanno letti singoli in piano, mentre la quinta, a pruavia, è una sontuosa VIP, particolarmente ampia visto che si sviluppa per l'intera larghezza dello scafo. Ciascuno di questi vani è servito da un locale bagno dedicato, consono per spaziosità e livello di allestimento. La suite armatoriale, invece, è stata collocata a pruavia del ponte principale, sfruttando pienamente l'intera larghezza concessa dalla tuga in quell'area. Molto ampio è anche il locale bagno che la serve, con una vasca idromassaggio centrale che divide idealmente il vano in due aree gemelle, ciascuna dotata di servizi. Completano il lay-out del "main deck" la cucina e un grande salone, suddiviso in zona pranzo e living, quest'ultima attigua e idealmente collegata al pozzetto dello scafo. Un secondo salone, che potremmo definire panoramico, impegna buona parte del terzo ponte, lasciando comunque sufficiente spazio sia all'alloggio del comandante sia al cockpit da dove si governa la barca. Ancora più in alto c'è il "sun deck" che mette a disposizione una vasta area interamente dedicata ai bagni di sole e, in genere, al relax. Per quel che concerne gli alloggi equipaggio, questi sono situati all'estrema prua del ponte inferiore e constano di quattro cabine, di una comoda dinette pranzo servita da un angolo cottura, più un'area tecnica che include la lavanderia. Per ciò che riguarda gli esterni, sviluppati mantenendo l'inconfondibile "family feeling" del cantiere, segnaliamo la presenza a poppa di un comodo garage, contenente il tender e la relativa gru di movimentazione, il cui portellone, una volta aperto, diviene un'ampia piattaforma da bagno, perfettamente accessibile dal ponte principale grazie alla presenza di due scale, una interna e l'altra esterna. Infine le performance: grazie alla possente spinta di due motori MTU 16V4000, ciascuno da 3.700 HP, questo imponente Akhir 140 Element raggiunge la velocità massima di 28 nodi, 25 nodi di crociera, garantendo un'autonomia di ben 2.000 miglia alla velocità di 12 nodi.


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