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Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni
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Intervista di Fabio Petrone all'Ing. Alessandro Cappiello, direttore generale della Rodriquez Marine System |
L'INTRUDER
Fra le novità tecniche più rilevanti che vedono ora le prime applicazioni sui megayacht ma che, con tutta probabilità, ben presto potrebbero avere una rapida diffusione anche su barche di dimensioni inferiori, ci sono sicuramente gli Intruder. Sono apparati per il controllo della stabilità messi a punto dalla Rodriquez Marine System, nati per l'applicazione sulle grandi navi veloci, che però hanno dimostrato la loro validità anche se utilizzati nel diporto. Per conoscerli meglio, siamo andati negli stabilimenti di Pietra Ligure, dove l'azienda ha sede; lì abbiamo incontrato l'Ing. Alessandro Cappiello, direttore generale della Rodriquez Marine System, che ce ne ha spiegato e mostrato il funzionamento. Prima di tutto vorrei sapere come siete giunti alla realizzazione di questo sistema, quali sono stati gli input che vi hanno spinto a progettarlo.
Ma qual è stata l'esigenza che vi ha spinto a ricercare sistemi di stabilizzazione diversi da quelli tradizionali, dai flap? Montare dei sistemi di flap efficienti sulle nostre navi veloci presenta grandi difficoltà, dettate soprattutto dal fatto che lo specchio di poppa di un fast ferry è per gran parte impegnato da organi propulsivi e di governo particolarmente ingombranti, tanto da rendere praticamente impossibile l'installazione di qualsiasi tipo di appendice tradizionale. Per questo, assieme alla Rodriquez Engineering abbiamo iniziato a studiare sistemi alternativi, fino a giungere all'Intruder. Cos'ha di diverso da un flap? Semplificando il concetto, potremmo dire che si tratta di un piano, diciamo una specie di lama di metallo, che scende parallela allo specchio di poppa, fino a sporgere rispetto alle linee di carena. La presenza della lama devia i filetti fluidi, creando in tal modo un cuneo idrodinamico che genera, a sua volta, una spinta idrodinamica, dal basso verso l'alto, nelle sezioni poppiere dello scafo. In funzione della sporgenza della lama, varia la forza che viene generata sul fondo dello scafo, quindi la poppa si alza e, di conseguenza, la prua della nave scende, fino a trovare un assetto longitudinale di navigazione ottimale. Ovviamente l'Intruder può essere utilizzato anche come correttore d'assetto trasversale, differenziando l'immersione delle lamine associate a un sistema di controllo elettronico e, quindi, rappresenta anche un ottimo sistema di smorzamento del rollio su imbarcazioni veloci. L'assetto ottimale rappresenta il nostro obiettivo ma è anche la base di partenza del nostro lavoro. Infatti, prima studiamo attentamente la carena dello scafo sul quale dovremo installare il sistema, poi calcoliamo qual è il suo trim di navigazione migliore e quindi iniziamo il nostro lavoro di progettazione, mantenendo come nostro "target" proprio quel dato. Detta così sembra molto semplice e funzionale ma, proprio a questo proposito, è più o meno efficiente di un flap tradizionale? Secondo noi è superiore sia come correttore d'assetto longitudinale sia trasversale. Nel rollio in navigazione, ad esempio, abbiamo raccolto un sacco di dati molto confortanti. Le faccio un esempio: con mare 4 a determinate andature, senza Intruder la barca "disegnava" rollate di 6 gradi e mezzo; con i nostri sistemi questo fattore scendeva a 1,5, con oltre il 75% di sbandamento in meno. Se, poi, agli Intruder aggiungiamo anche dei sistemi di pinne stabilizzatrici, allora la barca diviene proprio ferma. Ma questa lama, che ostacola il flusso dell'acqua, non oppone più resistenza di un flap? No, è assolutamente più efficiente anche sotto questo aspetto. Calcoli che l'escursione della lama, anche su un grande traghetto che naviga a 30 o 40 nodi, si limita a pochi centimetri, a volte anche meno e, quindi, l'effetto frenante, che comunque è inferiore a quello della pala di un flap, è da considerarsi secondario rispetto ai benefici che se ne traggono. Poi, il nostro sistema non è proprio costituito da un unico piano. L'Intruder è in realtà composto da due "saracinesche", che scorrono all'interno di altrettante scasse realizzate con pareti di teflon. Il vertice di ciascuna lama, quello montato verso il centro della carena, è fisso, incernierato allo specchio di poppa, mentre l'altro apice è collegato a un pistone che, con movimenti continui, ne regola l'escursione. Quindi, c'è totale indipendenza fra i due piani anche per quel che riguarda la loro incidenza, proprio come nei flap e anche quando lo scafo naviga molto sbandato, magari perché ha il mare al traverso, sulla dritta, agendo principalmente sul sistema di sinistra la barca ritorna in assetto. Presumo che il tutto sia governato dall'elettronica, almeno sulle grandi navi...
Quindi, le regolazioni avvengono praticamente in tempo reale... Tutto è estremamente rapido, molto più che in un tradizionale sistema di flap e praticamente continuo, anche perché se così non fosse tutto il "congegno" perderebbe buona parte della sua efficacia. Il periodo di oscillazione di una barca che rolla è tutto sommato breve, pochi secondi e lo scafo passa da un picco all'altro. Se ci fosse un ritardo nelle correzioni rischieremmo di immettere regolazioni che anziché smorzare il movimento avrebbero l'effetto contrario, peggiorando addirittura il comportamento del mezzo. E se la centralina va in tilt? Attraverso un monitor piazzato in plancia, del tipo "touch screen", un operatore ha la possibilità di visionare ed eventualmente modificare ogni singolo parametro, correggendo eventuali anomalie del sistema. Mi diceva che anche per le barche da diporto avete realizzato dei sistemi di controllo automatizzati... Si. Per il momento gli Intruder sono stati montati sul primo esemplare del Leonardo 98, prodotto dal cantiere Azimut. Lì "lavorano" accoppiati a un sistema di pinne stabilizzatrici e con risultati davvero ottimi. La centralina installata a bordo è indubbiamente semplificata rispetto a quelle che montiamo sulle navi, anche per un contenimento dei costi, ma è comunque complessa e altrettanto efficiente. C'è un pannello di controllo, più piccolo, che offre sempre la possibilità di interfacciarsi completamente con il sistema, intervenendo a piacimento o lasciando che esso provveda da solo alla gestione dei correttori di assetto. Ma quanto costa un sistema Intruder? Come prezzi siamo in linea o appena poco più costosi rispetto ad altri sistemi più tradizionali, ma dalla nostra abbiamo un miglior rendimento, maggiore semplicità d'uso data dalla gestione elettronica, la semplicità nell'installazione e una manutenzione ridotta all'osso. Ma gli Intruder sono efficaci solo sulle grandi barche veloci? No, assolutamente. Anzi, credo che il nostro sistema abbia le caratteristiche giuste per diffondersi abbastanza rapidamente anche su imbarcazioni a motore veloci più piccole. Rodriquez Marine System - via G. Bado, 4 - Pietra Ligure (SV) - Tel +39 019 629081 - Fax +39 019 629082 - Web: www.rodriquez.it |
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