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SUPERYACHT #494
Giugno 2003

Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici, ultime notizie e novità dal mercato


Sommario

Annuario
della nautica


Impressioni
di navigazione


Barche usate

Boatshow

Video Nautica

Intervista di Fabio Petrone all'Ing. Alessandro Cappiello, direttore generale della Rodriquez Marine System

L'INTRUDER

Fra le novità tecniche più rilevanti che vedono ora le prime applicazioni sui megayacht ma che, con tutta probabilità, ben presto potrebbero avere una rapida diffusione anche su barche di dimensioni inferiori, ci sono sicuramente gli Intruder. Sono apparati per il controllo della stabilità messi a punto dalla Rodriquez Marine System, nati per l'applicazione sulle grandi navi veloci, che però hanno dimostrato la loro validità anche se utilizzati nel diporto. Per conoscerli meglio, siamo andati negli stabilimenti di Pietra Ligure, dove l'azienda ha sede; lì abbiamo incontrato l'Ing. Alessandro Cappiello, direttore generale della Rodriquez Marine System, che ce ne ha spiegato e mostrato il funzionamento.

Prima di tutto vorrei sapere come siete giunti alla realizzazione di questo sistema, quali sono stati gli input che vi hanno spinto a progettarlo.

Come lei saprà, il Gruppo Rodriquez è conosciuto e apprezzato in tutto il mondo perché progetta e costruisce navi veloci per il trasporto passeggeri. Dapprima, negli anni 70, la Rodriquez si impose per la realizzazione di ottimi aliscafi poi, più recentemente, il successo è stato replicato con la costruzione dei così detti "fast ferry", quelle navi che tutti noi abbiamo imparato a conoscere e apprezzare, perché capaci di dettare nuove regole nel trasporto passeggeri via mare, grazie alla loro notevole velocità e all'eccezionale livello di comfort che riescono a garantire in ogni navigazione. Per arrivare a ciò Rodriquez ha sempre investito moltissimo in ricerca e, proprio con questo scopo, ha creato la Marine System, che nel tempo si è occupata non solo di impianti specifici ma ha anche sviluppato tutta una serie di tecnologie mirate ad elevare le qualità complessive di tenuta di mare per ogni nave prodotta, contribuendo alla loro diffusione e, quindi, all'affermazione del Gruppo. Gli Intruder nascono in questo contesto, ovvero per offrire maggiore stabilità alle nostre navi passeggeri. Poi, come avviene in tutte le grandi holding, la tecnologia maturata dal gruppo in un contesto, nel nostro caso quello del naviglio commerciale, è stata poi riversata anche in altri ambiti, che per noi vuol dire il diporto. È un pò quello che accade nel mondo dell'auto dove la ricerca, lo sviluppo tecnologico viene svolto principalmente nelle competizioni, nella Formula 1, ma poi a beneficiarne è tutto il settore, fino alle normali vetture che vediamo per le strade.

Ma qual è stata l'esigenza che vi ha spinto a ricercare sistemi di stabilizzazione diversi da quelli tradizionali, dai flap?

Montare dei sistemi di flap efficienti sulle nostre navi veloci presenta grandi difficoltà, dettate soprattutto dal fatto che lo specchio di poppa di un fast ferry è per gran parte impegnato da organi propulsivi e di governo particolarmente ingombranti, tanto da rendere praticamente impossibile l'installazione di qualsiasi tipo di appendice tradizionale. Per questo, assieme alla Rodriquez Engineering abbiamo iniziato a studiare sistemi alternativi, fino a giungere all'Intruder.

Cos'ha di diverso da un flap?

Semplificando il concetto, potremmo dire che si tratta di un piano, diciamo una specie di lama di metallo, che scende parallela allo specchio di poppa, fino a sporgere rispetto alle linee di carena. La presenza della lama devia i filetti fluidi, creando in tal modo un cuneo idrodinamico che genera, a sua volta, una spinta idrodinamica, dal basso verso l'alto, nelle sezioni poppiere dello scafo. In funzione della sporgenza della lama, varia la forza che viene generata sul fondo dello scafo, quindi la poppa si alza e, di conseguenza, la prua della nave scende, fino a trovare un assetto longitudinale di navigazione ottimale. Ovviamente l'Intruder può essere utilizzato anche come correttore d'assetto trasversale, differenziando l'immersione delle lamine associate a un sistema di controllo elettronico e, quindi, rappresenta anche un ottimo sistema di smorzamento del rollio su imbarcazioni veloci. L'assetto ottimale rappresenta il nostro obiettivo ma è anche la base di partenza del nostro lavoro. Infatti, prima studiamo attentamente la carena dello scafo sul quale dovremo installare il sistema, poi calcoliamo qual è il suo trim di navigazione migliore e quindi iniziamo il nostro lavoro di progettazione, mantenendo come nostro "target" proprio quel dato.

Detta così sembra molto semplice e funzionale ma, proprio a questo proposito, è più o meno efficiente di un flap tradizionale?

Secondo noi è superiore sia come correttore d'assetto longitudinale sia trasversale. Nel rollio in navigazione, ad esempio, abbiamo raccolto un sacco di dati molto confortanti. Le faccio un esempio: con mare 4 a determinate andature, senza Intruder la barca "disegnava" rollate di 6 gradi e mezzo; con i nostri sistemi questo fattore scendeva a 1,5, con oltre il 75% di sbandamento in meno. Se, poi, agli Intruder aggiungiamo anche dei sistemi di pinne stabilizzatrici, allora la barca diviene proprio ferma.

Ma questa lama, che ostacola il flusso dell'acqua, non oppone più resistenza di un flap?

No, è assolutamente più efficiente anche sotto questo aspetto. Calcoli che l'escursione della lama, anche su un grande traghetto che naviga a 30 o 40 nodi, si limita a pochi centimetri, a volte anche meno e, quindi, l'effetto frenante, che comunque è inferiore a quello della pala di un flap, è da considerarsi secondario rispetto ai benefici che se ne traggono. Poi, il nostro sistema non è proprio costituito da un unico piano. L'Intruder è in realtà composto da due "saracinesche", che scorrono all'interno di altrettante scasse realizzate con pareti di teflon. Il vertice di ciascuna lama, quello montato verso il centro della carena, è fisso, incernierato allo specchio di poppa, mentre l'altro apice è collegato a un pistone che, con movimenti continui, ne regola l'escursione. Quindi, c'è totale indipendenza fra i due piani anche per quel che riguarda la loro incidenza, proprio come nei flap e anche quando lo scafo naviga molto sbandato, magari perché ha il mare al traverso, sulla dritta, agendo principalmente sul sistema di sinistra la barca ritorna in assetto.

Presumo che il tutto sia governato dall'elettronica, almeno sulle grandi navi...

Anche sulle barche da diporto è la stessa cosa, solo che le centraline sono meno complesse. Alla Rodriquez Marine System abbiamo una sezione che si occupa solo della progettazione dei sistemi elettronici di controllo, sia dal punto di vista dell'hardware sia del software, e le posso assicurare che anche in questo specifico ambito le nostre conoscenze sono davvero all'avanguardia. Forse questo è anche l'aspetto che caratterizza maggiormente i nostri Intruder rispetto ad altri congegni simili. Anche in questo caso lo studio iniziale è stato fatto per i fast ferry, con tutte le difficoltà legate alla presenza, su quelle navi, di un numero incredibile di funzioni, di elementi e variabili da controllare. Per questo abbiamo realizzato delle centraline molto complesse e potenti, in grado di monitorare automaticamente e costantemente un pò tutta la nave, intervenendo su ciascun elemento e ottimizzandone le regolazioni per concorrere a una navigazione ottimale.

Quindi, le regolazioni avvengono praticamente in tempo reale...

Tutto è estremamente rapido, molto più che in un tradizionale sistema di flap e praticamente continuo, anche perché se così non fosse tutto il "congegno" perderebbe buona parte della sua efficacia. Il periodo di oscillazione di una barca che rolla è tutto sommato breve, pochi secondi e lo scafo passa da un picco all'altro. Se ci fosse un ritardo nelle correzioni rischieremmo di immettere regolazioni che anziché smorzare il movimento avrebbero l'effetto contrario, peggiorando addirittura il comportamento del mezzo.

E se la centralina va in tilt?

Attraverso un monitor piazzato in plancia, del tipo "touch screen", un operatore ha la possibilità di visionare ed eventualmente modificare ogni singolo parametro, correggendo eventuali anomalie del sistema.

Mi diceva che anche per le barche da diporto avete realizzato dei sistemi di controllo automatizzati...

Si. Per il momento gli Intruder sono stati montati sul primo esemplare del Leonardo 98, prodotto dal cantiere Azimut. Lì "lavorano" accoppiati a un sistema di pinne stabilizzatrici e con risultati davvero ottimi. La centralina installata a bordo è indubbiamente semplificata rispetto a quelle che montiamo sulle navi, anche per un contenimento dei costi, ma è comunque complessa e altrettanto efficiente.

C'è un pannello di controllo, più piccolo, che offre sempre la possibilità di interfacciarsi completamente con il sistema, intervenendo a piacimento o lasciando che esso provveda da solo alla gestione dei correttori di assetto.

Ma quanto costa un sistema Intruder?

Come prezzi siamo in linea o appena poco più costosi rispetto ad altri sistemi più tradizionali, ma dalla nostra abbiamo un miglior rendimento, maggiore semplicità d'uso data dalla gestione elettronica, la semplicità nell'installazione e una manutenzione ridotta all'osso.

Ma gli Intruder sono efficaci solo sulle grandi barche veloci?

No, assolutamente. Anzi, credo che il nostro sistema abbia le caratteristiche giuste per diffondersi abbastanza rapidamente anche su imbarcazioni a motore veloci più piccole.

Rodriquez Marine System - via G. Bado, 4 - Pietra Ligure (SV) - Tel +39 019 629081 - Fax +39 019 629082 - Web: www.rodriquez.it


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