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SUPERYACHT #501
Gennaio 2004

Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici, ultime notizie e novità dal mercato


Sommario

Annuario
della nautica


Impressioni
di navigazione


Barche usate

Boatshow

Video Nautica

Articolo di
Angelo Colombo

ALFAMARINE 140

Alfamarine iniziò a produrre imbarcazioni nel 1955, per volontà di Marcello Fazioli, appassionato di mare e di velocità. Il cantiere di Fiumicino, in provincia di Roma (IT), avviò la realizzazione e la vendita di barche sportive, alcune delle quali condotte dallo stesso Fazioli nelle classi CIU e CU nella categoria Sport. Nel 1975 il fondatore del cantiere si liberò definitivamente degli impegni sportivi, dedicandosi esclusivamente alla realizzazione di barche da diporto veloci, innovative sia dal punto di vista tecnologico sia da quello stilistico. Marcello Fazioli affidò a Renato Sonny Levi e a Franco Harraurer la progettazione di un'imbarcazione nuova, nella quale fossero presenti tutti quei presupposti alla base della sua volontà di produrre yacht veloci e all'avanguardia. Nacque così il Bronte 40, barca con cui Alfamarine fece il primo decisivo passo verso il successo. Su questo veloce yacht furono, in epoca non sospetta, installate le eliche di superficie, un sistema di trasmissione innovativo per quei tempi e precursore delle attuali Arneson.

Nel tempo, la produzione del cantiere si è sempre distinta per l'innovazione tecnologica e per le prestazioni che i suoi scafi erano e sono tuttora capaci di esprimere. Dunque, gli obiettivi di Marcello Fazioli sono sempre stati centrati con successo e inevitabilmente il cantiere si è spinto alla ricerca di nuove strade. Proprio dalla volontà di battere piste nuove, il figlio del fondatore del cantiere, Andrea, ha deciso di tornare dopo circa dieci anni dall'ultima realizzazione di un superyacht, ad affrontare il segmento delle navi da diporto. In passato Alfamarine ha realizzato navi di questo tipo in due diverse occasioni, nel 1982 con l'Alfamarine 82 e nel 1993 con l'Alfamarine 90. Ma pur non essendo la prima volta che il cantiere romano oltrepassa il limite dei 24 metri con le sue realizzazioni, con l'Alfamarine 140 possiamo a ragione parlare di qualcosa di rivoluzionario per il cantiere, in quanto lo yacht che vi stiamo presentando porta con sé alcune particolarità che meritano la giusta attenzione. Innanzi tutto si tratta di una nave costruita secondo le norme MCA, ossia Maritime Coastguard Agency, che, a differenza di molte altre navi da diporto pur realizzate secondo questi criteri, è in possesso della certificazione MCA. Tali norme impongono standard costruttivi particolari, per i quali l'oggetto principale è la sicurezza dei passeggeri e il rischio d'incendio. Per poter rispondere a tali requisiti, il cantiere ha dovuto far ricorso a materiali tecnologici capaci, per esempio, di assicurare in ogni ambiente l'isolamento di un incendio per almeno 60 minuti.

 

SCHEDA TECNICA
Lunghezza f.t.: m 42,50
Larghezza massima: m 8,70
Pescaggio massimo: m 2,50
Capacità serbatoio carburante: litri 30.000
Capacità serbatoio acqua: litri 7.000
Velocità massima: nodi 22
Velocità di crociera: nodi 18
Dislocamento: kg 205.000
Motorizzazione: 2x2.770 HP MTU 12V 4000 M90
Classificazione: ABS A1 Yachting Service + MCA.

Per saperne di più sull'Alfamarine 140 e sui progetti futuri del cantiere è possibile contattare Alfamarine - Cantieri di Fiumicino; via della Scafa 140; 00054 Fiumicino (RM); tel. +39 06 6580355; fax +39 06 6523466; sito web www.alfamarine.it; e mail alfamarine@tin.it.

Trattandosi di una barca realizzata in alluminio e con l'intento di essere un mezzo veloce, queste prescrizioni hanno rappresentato un ostacolo. La soluzione al problema è stata possibile con il ricorso a materiali tecnologicamente avanzati, capaci di non fondere entro i limiti temporali previsti e di non appesantire eccessivamente la struttura. Inoltre, sempre per rispondere alle norme MCA, a bordo dell'Alfamarine 140 tutta l'acqua circolante negli impianti è potabile, le acque di scarico sono filtrate e trattate prima di essere depositate in casse apposite, non c'è nessun tipo di scarico a mare e altre particolarità come un generatore indipendente sul fly, sono presenti per offrire la massima sicurezza ai passeggeri anche in caso di affondamento. Grazie all'adozione di un impianto antincendio denominato "high fog", ossia in grado di produrre una nebbia molto intensa che soffoca l'incendio, per gli arredi il cantiere ha potuto utilizzare materiali non ignifughi. Non a caso a bordo dell'Alfamarine 140 c'è abbondanza di legno in tutti gli ambienti. In linea con la filosofia Alfamarine, anche per il 140' le prestazioni sono state uno degli elementi guida del progetto. L'armatore si è rivolto al cantiere in quanto questo yacht è il suo quinto Alfamarine, pertanto, voleva una barca più grande ma sempre veloce, con la quale poter frequentare i porti inglesi nei quali è indispensabile disporre del certificato MCA. Quella dell'armatore dell'Alfamarine 140', è una richiesta che ha costretto gli uomini del cantiere a lavorare alacremente per trovare soluzioni adeguate. Il progettista dello scafo, il noto arch. Bacigalupo, e lo stesso Andrea Fazioli, hanno seguito personalmente i lavori di realizzazione dello scafo che si sono svolti presso il cantiere Rossi di Marina di Pisa, per poi curare a Fiumicino gli allestimenti. Ci sarebbe ancora molto da dire sugli impianti e sulle strutture dell'Alfamarine 140, ma ora vogliamo soffermarci sulla divisione degli interni e sullo sfruttamento degli spazi esterni, dove non mancano altre originalità espressamente richieste dall'armatore. Innanzi tutto, gli interni contano ben sei cabine per gli ospiti, realizzate per rispondere all'esigenza dell'armatore di poter ospitare comodamente la numerosa famiglia con cui ama trascorrere in mare le proprie vacanze, ed eventualmente altri ospiti. Tutte le cabine sono dotate di bagno riservato e di spazio adeguato per soggiorni prolungati. Gli interni ospitano anche un bagno turco realizzato appositamente per questo yacht da un'azienda specializzata in questo tipo d'installazioni. Tra le particolarità presenti negli ampi volumi dell'Alfamarine 140, troviamo una discoteca, realizzata con impianti e accorgimenti sviluppati anche in questo caso da un'azienda specializzata. Il risultato è un locale nel quale si può godere di un'acustica assimilabile alle discoteche cittadine, con tanto di impianto luci ad hoc e pista da ballo. Per quanto riguarda gli spazi all'aperto le richieste non sono state particolari come nel caso degli interni, in quanto si tratta di un superyacht che sarà utilizzato dal suo armatore tutto l'anno e in climi non proprio temperati. Per questo motivo la quasi totalità dei ponti scoperti risulta protetta dai ponti superiori, fatta ovviamente eccezione per il sun deck e per la zona prodiera della coperta dove troviamo un altro prendisole e dei divani. Il fly ospita una vera e propria piscina riscaldata, zone prendisole, divani e due tender a poppa, oltre a dotazioni di sicurezza quali un generatore capace di alimentare gli impianti di bordo fino al totale affondamento della nave. Come abbiamo detto in apertura non si tratta di un progetto consueto per il cantiere, ma osservando la costruzione, le prestazioni, gli standard di sicurezza, la qualità degli allestimenti e l'estetica dell'insieme, possiamo dire senza timore di essere smentiti che si tratta di un superyacht originale e destinato a far parlare di sé. Ci fa piacere che L'Alfamarine 140 sia figlio di quel "made in Italy" tanto ricercato che ha così, un'ulteriore occasione per farsi apprezzare nel mondo.


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