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SUPERYACHT #501 Gennaio 2004
Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni
più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici,
ultime notizie e novità dal mercato

Sommario

Annuario della nautica

Impressioni di navigazione

Barche usate

Boatshow

Video Nautica

Articolo di Lino Pastorelli
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CAMBRIA Una big class in Mediterraneo
Ho incrociato Cambria lo scorso ottobre, alle Voiles de St.Tropez,
tra decine di yacht che arrancavano faticosamente con qualche nodo
d'aria verso la boa al vento, davanti alle spiaggie di Pampelonne;
è così raro trovare queste splendide barche tutte
assieme e così deprimente vederle con le rande che
sbattono, gli equipaggi sottovento ... Poi il miracolo: otto,
dieci, quindici nodi, le vele si gonfiano, sbandano, il mare
frizza, la flotta rivive. Cambria ammaina il jib top, la falchetta
in acqua fa felici solo i fotografi!, e balza silenziosa in avanti
con la grazia ed efficienza di una lama di spada, come questi
affilati scafi di Fife sanno fare; un breve ingaggio in boa, i
comandi secchi dello skipper e sale veloce la cattedrale bianca
bianca dell'MPS: il grande cutter si allontana, davanti a tutti,
accompagnata dallo sciabordio dell'onda di prua, fantastica
visione di un antico fantasma evocato e subito svanito.
Quando nel 1927 il suo primo armatore, Sir William Berry, stabilì di
entrare nel Gotha della vela, le Big Class erano dominate dal
Britannia, lo yacht reale di Giorgio V, la rosa dei possibili
progettisti andava da C.E.Nicholson ad Alfred Mylne fino allo
scozzese William Fife e i grandi racer stavano vivendo l'ennesima
evoluzione con relativi problemi di rating. Gli armi bermudiani
soppiantavano quelli aurici, infinitamente più romantici ma
meno efficenti, e a complicare le vicende delle nuove Big Boats
subentrava il fatto di essere costruite anche rispettando i
parametri della Stazza Internazionale; questa, suddivisa in
diverse classi, indicava con unità metriche il risultato di
una ben precisa formula di stazza, non certo la lunghezza dello
scafo. Cambria, delegata alla magica matita di William Fife, e
Astra, progetto di Camper & Nicholson, erano 23 m S.I..
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SCHEDA TECNICA
Lunghezza fuori tutto: m 41,15
Larghezza: m 6,10
Pescaggio: m 4,25
Dislocamento: 112.000 kg
Progettista e costruttore: William Fife
Anno di costruzione: 1928
Materiale di costruzione: fasciame di mogano su ordinate di acciaio
Tipo di armo: cutter
Altezza albero: m 46,90
Materiale di costruzione dell'albero: in laminato di Spruce e Oregon, con rinforzi in carbonio in testa
Superficie velica: 769 mq di bolina, 1274 mq nelle andature portanti
Motore: Cummins 300 Hp mod.NT 855 M
Velocità a motore: 10 nodi
Capacità serbatoi acqua: litri 1000
Capacità serbatoi carburante: litri 1800
Per ulteriori notizie su "Cambria"
contattare Nigel Burgess, Monaco, tel.+37797978121,
www.nigelburgess.com

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Dopo la vittoria del Fife nella sua regata di esordio, nel 1928 si era
cercato con una serie di tentativi di ovviare ai pesanti handicap
imposti da nuovi regolamenti, soprattutto per l'altezza
dell'albero, indispensabile all'attrezzatura marconi. Si parlava
addirittura di riarmare "gaff", ossia di riarmare aurico il
cutter, mentre continuavano a dominare comunque le vecchie auriche
dai nomi che appartengono ormai al mito: Britannia, Lulworth,
Shamrock, White Heather, Westward. Una successiva inversione di
tendenza vede anche il re trasformare in bermudiano il suo
Britannia, ma ormai all'orizzonte appare l'ulteriore, e ultima,
frammentazione della classe, quei J Class che con il Shamrock V
fanno invano sognare a Sir Lipton il ritorno in Inghilterra della
Coppa America. Terminata la breve vita agonistica, Cambria,
venduta nel 1934 a Sir Robert Mc Alpine cambia nome in Lillias;
con la morte del suo armatore, nel 1936, passa a H.F.Giraud;
trasferito in Turchia, il nobile racer diventa nave da crociera e
dalla base di Ilicia off Cesme, vicino ad Ismir, veleggia a lungo
nel Mediterraneo orientale trasportando il jet set ottomano; erano
spesso ospiti a bordo all'epoca lo Shah Reza, re Fiesel e Kemal
Mustafa Ataturk, creatore della moderna Turchia; Savarona, il
panfilo presidenziale, dondolava spesso all'ancora a fianco di
Lillias. Dopo gli anni '60 e un paio di armatori belgi la barca
arriva all'americano Michael Sears, con cui intraprende una
circumnavigazione del globo che, interrotta alle Canarie per
disalberamento, riprende dopo il riarmo effettuato da Spencer of
Cowes, a ketch questa volta (terzarolare un'unica randa di 390 mq
in una tempesta oceanica creava effettivamente dei problemi), e
termina in Australia a Townsville, dalle parti della Great
Barrier Reef. Scoperta nel 1994 dal primo ministro australiano
Paul Keating, le linee del Fife e la sua storia, seducono
immediatamente tre velisti di gran fama: John David, Denis
ÒNeil e Iain Murray, progettista, quest'ultimo, di
Americàs cupper( Kookaburra I etc). L'impegnativo restauro
intrapreso dai cantieri di Norman Wright a Brisbane,
nell'Australia orientale, ha come obiettivo, perfettamente
raggiunto, di riportare filologicamente lo scafo all'estetica
originale pur mantenendo elevati standard di sicurezza ed
efficienza velica. Sotto la supervisione di Iain Murray viene
ripristinato il fasciame in mogano dell'Honduras, alcune tavole
devono essere rimpiazzate completamente così come diverse
ordinate in acciaio, mentre una nuova rivettatura effettuata con
6000 chiodi in acciaio inox fissa tutto lo scafo. Il motore, un
Cummins da 300 Hp montato quattro anni dopo il varo, i racer non
montavano inutili appesantimenti, è rimesso a nuovo e il
teak del ponte sostituito. Gli interni, completamente smontati,
rivelano un'ottimo stato di conservazione del mogano: ne viene
riutilizzato l'85% seguendo fedelmente il layout d'origine: unica
concessione, una cabina in più in luogo della grande suite
privata voluta da Sir William Berry mentre sul ponte sette
discreti winch, all'epoca erano una dozzina di"paid hands" a farne
le veci, permettono di regatare con solo diciannove marinai. Oltre
al nome, anche l'armo ritorna quello delle origini: la conversione
da ketch a cutter, iniziata in Australia, viene completata a Cowes
da quello stesso Spencer che nel 1975 ne aveva sdoppiato il piano
velico. Dopo la partecipazione all'Americàs Cup Jubilee nel
2001, assieme all'elite degli yacht più belli del mondo,
"Cambria" segue affascinata il circuito delle regate classiche e
si stabilisce in Costa Azzurra; da qui John David, ora unico
armatore, naviga in tutto il Mediterraneo, ripercorrendo le rotte
giovanili del cutter tra Grecia e Turchia e ritrovandone vecchie
conoscenze. Ormeggiata in rada all'isola di Khios, viene
riconosciuta dagli isolani: era uno degli ancoraggi prediletti di
Lillias. Negli interni, elegantissimi in mogano lucido, velluti
pregiati e pelle capitonnè, otto fortunati ospiti possono
alloggiare in quattro cabine vivendo le atmosfere dello yachting
annì30; in navigazione la scelta sarà se seguire
la regata sul ponte o dalla dog-house, o ancora fare conversazione
nel quadrato, dissertando sulle scelte tattiche di Pete Mandin, lo
skipper. Cambria, nonostante il piglio sportivo, e i risultati in
regata lo confermano, non disdegna di affermarsi anche in qualche
frivolezza mondana quali i vari "concours d'elegance" e "concours
de sympathie" nei festosi raduni della C“te a cui partecipa,
innalzando in testa d'albero il guidone dello Y. C. Monaco, suo
attuale club di appartenenza.
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