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Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni
più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici,
ultime notizie e novità dal mercato
Intervista di Fabio Petrone all'Ing. Mario Grasso della Navirex System |
IL TRANSOM PLATE DELLA NAVIREX SYSTEM
Qualche tempo fa (Superyacht Giugno 2003 ndr)
abbiamo presentato dei nuovi sistemi per il controllo della
stabilità, gli Intruder e gli Interceptor,
specificamente progettati e realizzati per installazioni su
imbarcazioni a motore veloci. Alternativi ai classici flap,
questi apparati sono composti da una sorta di lama di metallo,
incernierata parallelamente allo specchio di poppa, che viene
mossa da un sistema a uno o a due pistoni, scorrendo
così verso l'alto o verso il basso. Scendendo anche di
poco oltre le linee di carena, questa "lama" crea un attrito,
una resistenza all'avanzamento dello scafo che cresce con
l'aumentare della velocità e che genera una spinta
significativa proprio sotto le sezioni poppiere, tale da
sollevare la poppa della barca e, conseguentemente, abbassare
la prua. I benefici di questa recente innovazione -
regolazione costante dell'assetto sia in senso longitudinale
ma anche trasversale, con consistenti vantaggi in termini di
riduzione del rollio e del beccheggio - non si fermano
però qui. Da più parti si stanno infatti
conducendo nuovi studi e si stanno mettendo a punto nuovi
apparati che, sulla scia di quanto già espresso nelle
applicazioni su imbarcazioni veloci, possono apportare
benefici anche ad altre tipologie di imbarcazioni. Una delle
aziende che sembra aver già sviluppato nuove forme di
utilizzo per questo tipo di appendici è la Navirex di
Genova, che per bocca dell'Ing. Mario Grasso ci ha rilasciato
questa interessante intervista.
Cos'è la Navirex e cosa sono i "Transom Plate"... Navirex è una società genovese nata nel 1992 che fino ad ora ha portato a termine diversi progetti per armatori e cantieri navali sia italiani sia esteri. L'azienda è organizzata nelle due divisioni Navirex Design e Navirex System, che si occupano rispettivamente di progettazione e disegno navale in particolare di superyacht - uno dei più recenti progetti sviluppati dall'azienda genovese è la Navetta 24 Metri Semidislocante "Enneffe" presentata dal cantiere Mondomarine all'ultimo Salone Nautico di Genova ndr. -, di sistemi computerizzati in campo navale, nonché dei "neonati" sistemi per il controllo dell'assetto denominati "Transom Plate". Questi, ideati e realizzati dalla Navirex System, sono nati specificatamente per il mercato degli scafi semidislocanti, a seguito di numerosi studi e prove in vasca dove, appunto, si è potuto constatare che l'Interceptor fornisce buone prestazioni non solo sugli scafi plananti ma anche su quelli semidislocanti.
"Enneffe" è una navetta di 24 m di lunghezza fuori tutto, larga m 6,40 e con un dislocamento di 80 tonnellate a pieno carico. È motorizzata con 2 MAN D 2842 LE 404 da 1.300 HP ciascuno, che le consentono, con l'installazione dei Transom Plate, una velocità massima di 22 nodi, praticamente doppia rispetto a quelle che dovrebbero essere le sue performance di barca con carena tonda.
C'è una tabella, frutto di rilevazioni statistiche e quindi approssimativa, che però offre la possibilità di ottenere un rapido riscontro per quelle che dovrebbero essere le reali performance di un simile scafo dotato di carena tonda... Beh, se questi sono i risultati, la cosa mi sembra molto interessante...
Gli Interceptor montati su barche veloci agiscono anche come correttori di assetto contro il rollio. I Transom Plate fanno lo stesso?
Ulteriori sviluppi al sistema? Prossimo passo della Navirex System è quello di rendere l'apparato assolutamente automatico, collegandolo al GPS, al numero giri motore e infine agli stabilizzatori, per aiutarli nel loro lavoro. Rimarrà comunque sempre la possibilità di disconnetterlo dal sistema automatico o addirittura di azzerarne l'inclinazione, per gli ovvi motivi di sicurezza che ben conosce chi va per mare. L'utilizzo di questo sistema è quindi da vedere non solo sulle barche plananti, sulle quali è già stato ampliamente testato, ma anche su quelle semidislocanti, pilotine, yacht a carena tonda con velocità relative elevate; barche sulle quali si possono avere vantaggi di assetto e di velocità con incremento di diversi nodi e con una spesa iniziale contenuta che viene ammortizzata durante l'esercizio a causa della forte riduzione dei consumi. |
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