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SUPERYACHT #501
Gennaio 2004

Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici, ultime notizie e novità dal mercato


Sommario

Annuario
della nautica


Impressioni
di navigazione


Barche usate

Boatshow

Video Nautica

Intervista di Fabio Petrone all'Ing. Mario Grasso della Navirex System

IL TRANSOM PLATE DELLA NAVIREX SYSTEM

Qualche tempo fa (Superyacht Giugno 2003 ndr) abbiamo presentato dei nuovi sistemi per il controllo della stabilità, gli Intruder e gli Interceptor, specificamente progettati e realizzati per installazioni su imbarcazioni a motore veloci. Alternativi ai classici flap, questi apparati sono composti da una sorta di lama di metallo, incernierata parallelamente allo specchio di poppa, che viene mossa da un sistema a uno o a due pistoni, scorrendo così verso l'alto o verso il basso. Scendendo anche di poco oltre le linee di carena, questa "lama" crea un attrito, una resistenza all'avanzamento dello scafo che cresce con l'aumentare della velocità e che genera una spinta significativa proprio sotto le sezioni poppiere, tale da sollevare la poppa della barca e, conseguentemente, abbassare la prua. I benefici di questa recente innovazione - regolazione costante dell'assetto sia in senso longitudinale ma anche trasversale, con consistenti vantaggi in termini di riduzione del rollio e del beccheggio - non si fermano però qui. Da più parti si stanno infatti conducendo nuovi studi e si stanno mettendo a punto nuovi apparati che, sulla scia di quanto già espresso nelle applicazioni su imbarcazioni veloci, possono apportare benefici anche ad altre tipologie di imbarcazioni. Una delle aziende che sembra aver già sviluppato nuove forme di utilizzo per questo tipo di appendici è la Navirex di Genova, che per bocca dell'Ing. Mario Grasso ci ha rilasciato questa interessante intervista.

Cos'è la Navirex e cosa sono i "Transom Plate"...

Navirex è una società genovese nata nel 1992 che fino ad ora ha portato a termine diversi progetti per armatori e cantieri navali sia italiani sia esteri. L'azienda è organizzata nelle due divisioni Navirex Design e Navirex System, che si occupano rispettivamente di progettazione e disegno navale in particolare di superyacht - uno dei più recenti progetti sviluppati dall'azienda genovese è la Navetta 24 Metri Semidislocante "Enneffe" presentata dal cantiere Mondomarine all'ultimo Salone Nautico di Genova ndr. -, di sistemi computerizzati in campo navale, nonché dei "neonati" sistemi per il controllo dell'assetto denominati "Transom Plate". Questi, ideati e realizzati dalla Navirex System, sono nati specificatamente per il mercato degli scafi semidislocanti, a seguito di numerosi studi e prove in vasca dove, appunto, si è potuto constatare che l'Interceptor fornisce buone prestazioni non solo sugli scafi plananti ma anche su quelli semidislocanti.

Mi può parlare di questa applicazione effettuata sulla navetta Mondomarine?

"Enneffe" è una navetta di 24 m di lunghezza fuori tutto, larga m 6,40 e con un dislocamento di 80 tonnellate a pieno carico. È motorizzata con 2 MAN D 2842 LE 404 da 1.300 HP ciascuno, che le consentono, con l'installazione dei Transom Plate, una velocità massima di 22 nodi, praticamente doppia rispetto a quelle che dovrebbero essere le sue performance di barca con carena tonda.

Lunghezza fuori tutto (m)
12
24
35
45
60
70
Lunghezza al galleggiamento (m)
10
20
30
40
50
60
Velocità massima (nodi)
8
11
14
16
18
19
L'incremento è davvero notevole...

C'è una tabella, frutto di rilevazioni statistiche e quindi approssimativa, che però offre la possibilità di ottenere un rapido riscontro per quelle che dovrebbero essere le reali performance di un simile scafo dotato di carena tonda...

Beh, se questi sono i risultati, la cosa mi sembra molto interessante...

 

L'armatore di "Enneffe" ama spesso timonare la sua barca, mantenendola a una velocità di crociera di 12/16 nodi. Quando vuole dare una forte accelerata non fa altro che inclinare il "Transom Plate" di 30/60 gradi, ancora prima di dare manetta, e la barca aumenta la velocità di 4 nodi in tre/quattro secondi, portandosi a 20 nodi senza assolutamente toccare le manette e con i motori che continuano a girare circa 2.000 giri al minuto, ancora al di sotto della velocità massima raggiungibile a 2.300 giri al minuto, quando la barca senza "Transom Plate" non supera i 16/17 nodi mentre con il suo impiego arriva a 22 nodi senza difficoltà. Questo perché con attrito minimo, il "Transom Plate" crea una portanza simile a quella creata dal "Transom Wedge" (detto anche "tegolo", è una sorta di spoiler o diedro fisso, con un'inclinazione variabile da 3 a 9 gradi; fa parte della carena ed è quindi realizzato con lo stesso materiale utilizzato per la costruzione ndr.), dando allo scafo un assetto decisamente più appruato. In caso di necessità però, ovvero in condizioni di mare molto mosso, quando un assetto con la prua molto bassa sull'acqua potrebbe rendere più difficoltosa la navigazione, la sua incidenza può essere annullata, in pratica può essere disinserito riportando la carena al suo assetto originario.

Gli Interceptor montati su barche veloci agiscono anche come correttori di assetto contro il rollio. I Transom Plate fanno lo stesso?

 

Il risultato fornito dal "Transom Plate" è anche simile a quello che si ottiene con i ben noti flap, che creano anche loro una portanza che "alza" la poppa, riducendo in sostanza il peso della nave. L'idea del "Transom Plate" non è certo nuova. È nata negli anni ottanta in Unione Sovietica, ma a parte alcune applicazioni militari non ha avuto un notevole sviluppo. L'idea è poi stata ripresa da alcune ditte europee che utilizzano il sistema "a saracinesca" o a "ghigliottina", cioè una lama che scende verticalmente sullo specchio di poppa, in genere sotto la spiaggetta, per alcuni centimetri sotto lo scafo. Altre ditte lo realizzano con un perno all'estremità con movimento "a tagliere". Il "Transom Plate" della Navirex System non è altro che un flap più corto, che può inclinarsi fino a 90 gradi, invece dei soliti 10/15, portandosi cioè in posizione verticale anche se inizia a funzionare già a 20/25 gradi. Quindi, occupa meno spazio di un flap eliminando, tra l'altro, i problemi di urto contro la banchina. Il materiale di costruzione è l'acciaio inox con pistoni adeguatamente dimensionati, e può essere applicato su scafi in composito, in acciaio ed in alluminio. Vi è poi una centralina di controllo posizionata in genere a poppa. In plancia, sul flying bridge e nelle zone di manovra, vi è un "joystick" grazie al quale possono essere alzate contemporaneamente o separatamente, le due parti di cui è composto il "Transom Plate". Un indicatore analogico, poi, fornisce chiaramente il dato con l'angolo a cui è posizionato il Transom Plate.

Ulteriori sviluppi al sistema?

Prossimo passo della Navirex System è quello di rendere l'apparato assolutamente automatico, collegandolo al GPS, al numero giri motore e infine agli stabilizzatori, per aiutarli nel loro lavoro. Rimarrà comunque sempre la possibilità di disconnetterlo dal sistema automatico o addirittura di azzerarne l'inclinazione, per gli ovvi motivi di sicurezza che ben conosce chi va per mare. L'utilizzo di questo sistema è quindi da vedere non solo sulle barche plananti, sulle quali è già stato ampliamente testato, ma anche su quelle semidislocanti, pilotine, yacht a carena tonda con velocità relative elevate; barche sulle quali si possono avere vantaggi di assetto e di velocità con incremento di diversi nodi e con una spesa iniziale contenuta che viene ammortizzata durante l'esercizio a causa della forte riduzione dei consumi.


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