
SUPERYACHT #509 September 2004
Article selected from our quarterly magazine dedicated to the largest
and most luxurious boats with information, interviews, technical
articles, images and yachting news

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Articolo di Fabio Petrone
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FEADSHIP "UTOPIA"

ONIRICA REALTA'
Quello dei tempi di consegna, per una barca di grandi dimensioni,
è forse l'unico problema che "assilla" chi decida di
acquistare un superyacht di quelli grandi per davvero. Basti
pensare che, da quando si firma il contratto al momento della
consegna, per avere una barca di 70/80 metri occorrono circa tre
anni, a meno di casi eccezionali. L'eccezionalità di
questa Feadship, "hull 667", realizzata nei cantieri olandesi De
Vries, sta forse proprio in questo: è una di quelle
barche, che tanti sognano ma che pochi possono comprare, ad
essere già stata costruita anche se mai utilizzata. Un
armatore che la ordina ma che poi, purtroppo, scompare quando
manca ormai poco alla sua consegna ed ecco "Utopia", pronta alla
boa, per chi volesse acquistarla a 75.000.000 di Euro, con tanto
di bandiera delle isole Cayman e normativa "MCA" ottemperata, a
corollario delle varie classificazioni di eccellenza di cui gode
lo scafo.
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SCHEDA TECNICA
Lunghezza f.t. m 71,60
larghezza m 11,40
pescaggio m 3,59
velocità massima nodi 16
velocità di crociera nodi 12
autonomia alla velocità di crociera miglia 5.000
riserva carburante l 157.000
riserva acqua l 37.600
riserva carburante elicottero l 3.800
riserva benzina l 950
motorizzazione 2x2.000 HP Caterpillar 3516B DI-TA Mk1
Per ulteriori informazioni
Feadship Holland: Zijlweg 148C; p.o. box 5238; 2000
GE Haarlem; The Netherlands; tel. +31 (0) 23 524 70
00; fax +31 (0) 23 524 86 39; e-mail info@feadship.nl; web site: www.feadship.nl.
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Abbiamo visitato questo gigante d'acciaio con
sovrastrutture in alluminio, durante un nostro recente viaggio in
Olanda, dove la barca stava ricevendo le ultime attenzioni prima
di essere immessa sul mercato. All'inizio, quello di "Utopia"
doveva essere il progetto di uno yacht di 58 metri ma poi, spinto
dalla voglia di avere una barca dai contenuti di livello
assoluto, il committente avallò la sua crescita fino ai
234'11" di lunghezza definitivi, pari a 71,60 metri, portando il
marchio a cimentarsi nella più complessa e grande
costruzione mai realizzata. Ben sei i suoi ponti che per essere
descritti dettagliatamente necessiterebbero di ben altro spazio.
Ci limiteremo, quindi, a descrivere ciò che durante il
nostro giro a bordo ci ha maggiormente colpito. Innanzi tutto, la
barca conferma pienamente la fama di questo marchio olandese in
termini di qualità, riscontrabile praticamente ovunque.
Lavorazioni accuratissime, assemblaggi micrometrici, un livello
di finitura da lasciare a bocca aperta, riscontrabile nel singolo
dettaglio di questa costruzione, comunque imponente e complessa.
Nell'estetica "Utopia" riprende alcune soluzioni già
espresse con successo dallo studio De Voogt Naval Architects,
autore del design dello scafo, con "Wedge Too", sempre per
Feadship. Linee arrotondate concesse alle forme dei ponti
superiori, verso prua, poi quante più superfici vetrate
incastonate fra un "deck" e l'altro, capaci di caratterizzare gli
esterni, "snellendo" le forme e fornendo, al contempo, un
notevole livello di luminosità agli interni. Di grande
"appeal" è la prua, ben alta e molto slanciata sull'acqua,
mentre la poppa, decisamente più bassa, nella vista
laterale si integra con successo con le forme dei ponti superiori
che, proprio a poppavia, sono interamente dedicati alla vita
all'aria aperta. Gli interni sono invece ad opera
dell'"équipe" di designer Redman, Whiteley e Dixon, che
all'armatore hanno riservato l'intero sviluppo del "middle deck".
Qui troviamo infatti la cabina a esso riservata, caratterizzata
dalla spettacolare vista concessa dalle finestrature verso prua e
dalla presenza di una terrazza con tanto di piscina "Jacuzzi",
servita da comode sedute/prendisole. Una seconda "Jacuzzi",
stavolta una "semplice" vasca idromassaggio, si trova nel bagno
padronale "ensuite", dove si trovano anche un box doccia
separato, due lavelli e, in un ulteriore vano, i servizi. Appena
verso poppa, troviamo sulla sinistra una grande cabina armadio,
seguita dalla palestra a specchi, dotata di un piccolo vano di
servizio con cucinino mentre, a dritta, c'è un grande vano
attrezzato come studio per l'armatore. A caratterizzare la
porzione centrale di questo ponte, come d'altronde accade per gli
altri "deck", ci sono le scale d'accesso: davvero grande quella
padronale, più piccola quella riservata all'equipaggio,
posizionata a sinistra. Verso poppa si apre infine lo "sky
lounge", un salone con tanto di camino, divani contrapposti,
tavolo da gioco e angolo bar, direttamente affacciato sul ponte
esterno, dove trovano spazio un grande tavolo da pranzo per 14
ospiti, "sun bed" ecc.
Un livello sopra si estende il "wheelhouse deck" dove, oltre a
una spettacolare stazione di governo, è stata collocata
anche la cabina del comandante, il suo ufficio e una serie di
locali di servizio, compresa una sala dalla quale si gestiscono i
vari e sofisticati sitemi audio/video di bordo. La porzione
scoperta del ponte, verso poppa, è in realtà
un'area dedicata ad accogliere la sosta di un elicottero,
allestita con un particolare sistema di derivazione militare, per
il bloccaggio rapido e in piena sicurezza dello stesso, anche
quando le condizioni meteo non sono favorevoli.
Ancora più in alto, in parte protetto da un top in
composito, si estende il "sun deck", allestito con l'ennesima
"Jacuzzi", il bar, i relativi mobili di servizio con grill,
lavello ecc., prendisole e sedute varie.
Per gli ospiti sono state realizzate tre importanti cabine VIP,
presenti sul ponte principale assieme a una "guest lobby", una
grande dispensa e due cucine con celle frigorifere e un
allestimento professionale ridondante di accessori. Sullo stesso
livello, verso poppa, abbiamo trovato la sala da pranzo di
rappresentanza e il salone principale, entrambi a tutta larghezza
e ben correlati fra loro anche in materia di décor. Dal
"main lounge" si accede direttamente al pozzetto, ben
dimensionato per accogliere con disinvoltura l'ennesimo tavolo da
pranzo per 14 commensali, raccordato alla plancia poppiera grazie
una doppia scala ricavata nello specchio di poppa. Altre due
cabine ospiti, stavolta con letti affiancati ma sempre con bagno
"ensuite", sono state collocate nel ponte inferiore, per il resto
dedicato ad accogliere gli alloggi dell'equipaggio - ben 6 cabine
doppie e due triple - locali tecnici, dispense ecc.. Da lasciare
letteralmente basiti è la sala macchine, posizionata
sempre sul "lower deck", da mezza nave verso poppa, "monumentale"
per dimensioni, sofisticata ma al contempo talmente ben
organizzata da sembrare "elementare" nella gestione non solo dei
propulsori ma anche di tutti gli apparati accessori in essa
presenti. Un insieme quasi asettico supervisionato da un
ufficiale di macchina che opera da un vano collocato in posizione
dominante, una vera e propria "cabina di regia" insonorizzata e
allestita con quanto di meglio mette a disposizione la
tecnologia. Ancora verso poppa ci sono due garage per altrettanti
tender da 8,5 metri di lunghezza, separati da un vano per il
controllo dei sistemi antincendio, e poi ancora tanto spazio per
il ricovero di moto d'acqua, dinghy e quant'altro.
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