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IL TIMONE
Nell'articolo precedente, parlando della manovrabilità, evidenziavo che le qualità manovriere di una nave, oltre alle varie caratteristiche della nave, dipendono in modo particolare dal tipo e dalle dimensioni del timone. Quindi, partendo da un dato che è sempre fornito dal committente, il progettista deve ricavare le caratteristiche del timone che lo soddisfano e inoltre, una volta prefissate dette caratteristiche, deve procedere per definire quelle grandezze che influiscono da un lato sul proporzionamento strutturale del timone e dall'altro sulla potenza dell'impianto che lo dovrà governare. I due quesiti del progetto del timone coinvolgono un campo dell'idrodinamica navale assai vasto, che potrebbe essere sintetizzato brevemente con l'espressione "Il progetto idrodinamico del timone". La puntualizzazione e la successiva analisi dei fattori che entrano in gioco nel problema del timone, richiede una trattazione assai approfondita per un articolo, per cui è necessario ricorrere a una sintesi. I problemi concernenti il progetto del timone, sono stati affrontati parallelamente da specialisti in aerodinamica e da specialisti in idrodinamica. Pertanto, il progettista navale può disporre di queste ricerche da impiegare per lo sviluppo di un buon progetto. Uno dei dati principali ed utili per il progetto del timone è il raggio di evoluzione, che condiziona l'area del timone in conformità delle caratteristiche dello scafo della nave. Una volta definita l'area del timone da usare, occorre dare a quest'area una forma, delle proporzioni, delle dimensioni e una posizione precisa per ottenere il migliore compromesso idrodinamico accettabile. Per area del timone deve intendersi l'area del suo piano di simmetria relativa ad un solo lato. Anche se è veramente difficile mettere in relazione le forze e i momenti generati dal timone, con le caratteristiche di manovrabilità di una nave, la conoscenza di queste grandezze è essenziale per il progettista, in quanto da esse dipendono lo spessore del timone, il diametro dell'asse e la dimensione dell'impianto necessario alla movimentazione dello stesso, cioè l'agghiaccio. Figura 1 La generazione della componente trasversale FL è, infatti, il solo scopo dell'esistenza del timone. Il prodotto della forza P per la distanza cCP (Figura 1) tra il suo punto di applicazione e l'asse del timone dà luogo al momento torcente, mentre il prodotto di detta forza P per la distanza verticale tra il suo punto di applicazione e il cuscinetto portante, dà luogo al momento flettente. Come è noto, i suddetti due momenti sono gli elementi principali per dimensionare l'asse e l'impianto idraulico della timoneria. Figura 2 Figura 3 Figura 4 Figura 5 Figura 6
Per migliorare le qualità evolutive, si richiede l'aumento della superficie del timone rispetto alla superficie di deriva, mentre l'aumento di entrambe le superfici migliora la stabilità dinamica della carena e, quindi, la sua stabilità di rotta. Tuttavia, bisogna fare molta attenzione nel sistemare il timone e la superficie di deriva, poiché possono condizionare in maniera negativa la stabilità dinamica. Infatti, come è stato esplicato nell'articolo precedente sulla manovrabilità, quando si porta il timone a un angolo di barra a e la nave inizia a virare, si generano una serie di forze, i cui momenti ( F * h ) fanno sbandare la nave. Se viene messa la barra a dritta (Figura 4) e il momento dato da FL * hL ( la forza generata dal timone moltiplicata per la distanza verticale tra il suo centro di applicazione ed il centro di applicazione P della resistenza totale trasversale che la nave trova in virata ) è maggiore del momento FC * hC ( la forza centrifuga della nave applicata al centro di gravità G moltiplicata per la distanza verticale tra G e P), la nave sbanderà a destra; viceversa, se il momento del timone è minore del momento dato dalla forza centrifuga, la nave sbanderà a sinistra. Quindi, la superficie, la posizione e la forma del timone, condizionano in virata il momento sbandante e di conseguenza l'angolo di sbandamento. Anche una chiglia pronunciata sotto la carena con il mare di poppa creerà una forza sbandante trasversale che, se non è sufficientemente contrastata da un timone efficiente, può creare degli sbandamenti trasversali pericolosi, specialmente se la nave ha un indice di stabilità basso. Uno dei dati caratteristici del timone è il rapporto di figura a , che è definito come il rapporto tra l'altezza b del timone e la sua corda media c (Figura 5). In un timone a Spada (Figura 5 e 9) con un alto valore del rapporto di figura a = b/c si ha :
L'area a proravia dell'asse del timone è chiamata area di compensazione (Figura 5). Quest'area e quindi il grado di compensazione da assegnare al timone, cioè il rapporto tra la superficie del timone a proravia dell'asse e quella totale, deve essere tale da poter realizzare un basso momento torcente sia a marcia avanti sia indietro. Tra le sezioni dei profili per la costruzione di un timone, sono da considerare le sezioni NACA. Tra queste, la NACA 0015 realizza il miglior compromesso tra le qualità idrodinamiche e le possibilità costruttive nella realizzazione di un timone a Spada. Questo tipo di timone normalmente ha una sagoma trapezoidale, che oltre a far salire il centro di pressione, riducendo il braccio hT, ha una distribuzione del carico, nel senso dell'altezza, ellittica. Questa distribuzione realizza la minima resistenza e migliora l'andamento della curva della portanza. L'estremità bassa del timone può essere quadrata, cioè a spigolo vivo, oppure raccordata. Sperimentalmente è stato provato che un timone ad estremità quadrata, rispetto a quello con estremità raccordata, ha una portanza maggiore. Tuttavia, condizioni pratiche di progettazione, come la resistenza all'avanzamento, il peso del timone e del suo sostegno, gli oneri relativi all'impianto della timoneria, impongono di conferire alla superficie del timone le più piccole dimensioni possibili. Ci troviamo, quindi, di fronte ad un problema complesso in cui non si possono avere che soluzioni di compromesso e la cui impostazione tecnica è notevolmente complicata dall'influenza dei numerosi fattori che entrano in gioco, oltre a quelli primari del timone. |
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