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Superyacht
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SUPERYACHT #513
Gennaio 2005

Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici, ultime notizie e novità dal mercato


Sommario

Annuario
della nautica


Impressioni
di navigazione


Barche usate

Boatshow

Video Nautica

Articolo di
Lino Pastorelli

BAGLIETTO OPEN "ASTARTE"

Se lo stile, che sintetizza l'essenza di un marchio in uno scafo, è definibile come l'insieme dei messaggi estetici, di design e d'innovazione, armonizzati dal talento dei progettisti e sapientemente materializzati dal know-how del cantiere, questa grande sharp blade blu e argento che taglia le onde a 40 nodi con la grazia "spietata" di un rasoio, dichiara subito la sua provenienza: Italia, Liguria, Baglietto insomma. Francesco Paszkowski ha disegnato per lo storico cantiere, che festeggia tra l'altro il 150° anniversario della nascita quest'anno, uno splendido coupé del mare, dove la sua personale interpretazione stilistica sposa la moderna funzione tecnologica della macchina, siglando un progetto che ha il merito di risultare altresì come la naturale evoluzione dei molti superyacht che il designer toscano ha realizzato per il cantiere di Varazze. L'opera viva, invece, con le sue forme anch'esse evolute, appositamente studiate per offrire il massimo rendimento proprio con la configurazione jet adottata, che vede l'utilizzo di pompe KaMeWa accoppiate alla possente motorizzazione MTU da 5.550 HP complessivi che le alimenta, sono invece progetto dell'ing.Alcide Sculati.

 

DATI TECNICI
Lunghezza f.t.: m 31,92
Larghezza: m 7,00
Pescaggio: m 1,15
Dislocamento a vuoto: t 83
Dislocamento pieno carico: t 91
Motori: 2 x MTU 12V 4000 M90 da 2775 HP cadauno
Waterjet: 2 x KAMEWA 63 S II
Combustibile: litri 10.000 + 5000 extra
Acqua: litri 2000
Velocità massima: 40 nodi
Velocità di crociera: 35 nodi
Certificazione: Croce di Malta 100-A.1.1 "Y"

Per ulteriori informazioni: Baglietto; viale San Bartolomeo 414; 19138 La Spezia; tel. +39 0187 59831; fax +39 0187 564765; sito web www.baglietto.com; e-mail: baglietto@baglietto.com

 
Oggigiorno un open mediterraneo come questo - definiamolo così pur essendo dotato di top rigido - si è parecchio evoluto rispetto ai suoi predecessori di venti- trent'anni prima, quando uno status symbol poteva anche permettersi di essere scomodo; ora gli open sono veri e propri yacht e le esigenze di velocità, assenza di rumori e vibrazioni, eleganza e funzionalità pretesi dall'armatore, vengono coniugati da ingegneri e architetti con altri aspetti assolutamente qualificanti, come la leggerezza dei materiali e la ricerca di nuove tecnologie avanzate per la costruzione, senza assolutamente perdere di vista il livello qualitativo. "Astarte", mito moderno battezzato con il nome di un mito antico, si presenta esteticamente senza compromessi: le linee fluiscono da prua a poppa ininterrotte; ovviamente, c'è un sistema di ancoraggio, anzi ce ne sono due, ma tutto opportunamente nascosto così come il tender, a scomparsa in un garage sottoponte. Il "main deck" è solo formalmente frazionato tra interno ed esterno: in realtà le quattro ante chiudibili in cristallo presenti fra salone e pozzetto, dividono occasionalmente un unico grande living che prosegue dalle zone pranzo e conversazione, presenti all'interno, verso il sun deck esterno e viceversa. Una sensazione di continuità indubbiamente avvalorata dalla presenza di un top che in realtà è una luminosa cupola in pannelli di cristallo filtrante, comunque apribile, capace di fornire un'indubbia sensazione di ariosità agli interni, mentre l'impianto di aria condizionata, definibile "tropical", ha il compito di mantenere climatizzati gli ambienti anche sotto il sole più cocente. Su questo tipo di imbarcazioni ogni layout è completamente custom: unico obbligo da rispettare, le paratie strutturali della sala macchine e della cassa stagna di prora. Operando quindi nei restanti volumi, Francesco Paszkowski e l'architetto armatoriale, M.me Chopard, hanno creato spazi e arredi dove un'impostazione abbastanza tradizionale sposa linee moderne e semplici, dai toni neutri, piuttosto "cool"; è lo stesso sobrio teak del cockpit a pavimentare il salone e a contrastare con le tonalità cupe del wengee e i tessuti luminosi dei sofà, mentre il rovere decapato, lavorato con una lieve grecatura e un sottile filetto d'acero sui perimetri, decora le aree chiare dei mobili sottocoperta. La zona notte sul ponte inferiore vede la suite armatoriale a prua, con ufficio e guardaroba in anticamera, cabina a tutto baglio e un grande bagno; stessi materiali e nuances di colore hanno le due restanti cabine, ospiti e VIP, entrambe con letti gemelli: soffitti in pelle crema, lavabi in pietra di Lens, moquette chiara e pannelli "ethno"a schermare gli oblò. In posizione baricentrica rispetto alle cabine si trova la cucina con dinette, ad uso equipaggio o per colazioni informali; la sua dotazione è completa di lavastoviglie, lava asciuga biancheria, piastra ceramica, due forni, oltre ai frigoriferi realizzati su misura e a quant'altro può servire in crociera. Per razionalizzare gli spazi e garantire un'ottimale livello di riservatezza, il progetto impone da qui l'accesso alle due cabine di comandante e marinai e alla sala macchine. Inutile dire quale esempio di funzionalità sia quest'ultima, dove troneggiano, orgogliosi signori, i due MTU da 2775 HP cadauno, omologati per esprimere la loro potenza 24 ore su 24. La plancia di comando, posta a centro barca, ha un che di spaziale: ne andrebbero sicuramente fieri i Baglietto degli annì20, fautori di ogni innovazione mutuata dall'aereonautica, se questa fosse servita a far divenire le loro barche più leggere e veloci! Fatto sta che sulla plancia la dotazione e quella delle navi da diporto omologate GMDSS, assolutamente completa: radar, GPS vari interfacciati con sistemi video touch-screen, telecamere di controllo, VHF, SSB, autopilota, bussola e tutta la strumentazione e comandi per motori e jet; la virata pùò essere impostata, a scelta, sia utilizzando il timone sia le manette ma anche agendo su un piccolo joy-stick, a nostro giudizio utilissimo soprattutto in manovra, quando la barca obbedisce a ogni piccolo impulso, praticamente traslando in ogni direzione con una semplicità quasi disarmante. In navigazione l'enorme motoscafo viaggia e vira nel massimo comfort in tutto il "range"di velocità utili, dal minimo di planata, rappresentato dai 19-20 nodi di velocità, fino alla massima di 40 nodi, sfatando la convinzione che i jet debbano viaggiar bene solo agli alti regimi. Il cantiere, la cui proprietà è passata da pochi mesi al gruppo Camuzzi, ha ora un'altra importante sfida da affrontare: un open ancora più grande, un 115', sempre in alluminio ma stavolta con trasmissione a eliche di superficie.


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