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SUPERYACHT #513 Gennaio 2005
Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni
più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici,
ultime notizie e novità dal mercato

Sommario

Annuario della nautica

Impressioni di navigazione

Barche usate

Boatshow

Video Nautica

Articolo di Angelo Colombo
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AZIMUT 86S OPEN CONCEPT
Anche il segmento dedicato ai superyacht, quindi a barche di
lunghezza superiore ai 24 m, vede le linee open farsi strada con
proposte di cantieri anche molto diversi tra loro. Azimut ha
sviluppato un progetto capace di distinguersi, soprattutto per
soluzioni estetiche originali e scelte capaci di tradursi in
abitabilità propria di mezzi sicuramente diversi. In questa
occasione ai nostri lettori offriremo anche una serie di dati che
abbiamo registrato a bordo di due differenti esemplari di 86S, uno
con trasmissione con eliche di superficie Arneson Drive Twin Disc
e l'altro con propulsione a idrogetto prodotta dalla Hamilton. Per
entrambe le barche provate la motorizzazione era composta da due
MTU 16V2000M91, propulsori moderni dotati di alimentazione common
rail e tre turbo compressori, capaci di erogare 2.000 HP ognuno.
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SCHEDA TECNICA
Lunghezza f.t.: m 226,21
Larghezza massima: m 6,15
Immersione: m 1,22
Dislocamento: kg 50.000
Motorizzazione: 2x2.000 HP MTU 16V2000M91
Velocità massima a medio carico: nodi 45
Velocità media: nodi 40
Capacità serbatoi carburante: litri 6.400
Capacità serbatoi acqua: litri 1.100
Materiale di costruzione: VTR e fibra di carbonio.
Per ulteriori dettagli e informazioni è possibile
contattare Azimut Benetti Spa; via M. Luther King 9-11; 10051
Avigliana (TO); Italia; tel. +39 011 93161; fax +39 011 9367270;
sito web www.azimutyachts.net.

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Abbiamo comparato le prestazioni delle due proposte dello stesso
modello, abbiamo navigato in condizioni di mare avverso e abbiamo
eseguito manovre in acque ristrette, per riuscire ad avere un
quadro chiaro delle proprietà nautiche di questo yacht con
trasmissioni differenti. I risultati dei nostri rilevamenti sono
apprezzabili nelle tabelle e nei grafici che pubblichiamo insieme
a questo articolo, per quanto riguarda le nostre considerazioni vi
anticipiamo che sono entusiastiche e vi spieghiamo il
perché. Innanzi tutto le prestazioni, in entrambi i casi
abbiamo raggiunto la velocità di quasi 45 nodi, anche se la
versione con gli Hamilton perde un pò rispetto alle eliche
di superficie, ma dobbiamo considerare che stavamo navigando con
mare 3/4 e ciò nonostante siamo riusciti a scrivere al
computer i nostri dati. Sull'onda il comportamento di questo yacht
è impeccabile, abbiamo forzato l'andatura ed eseguito degli
otto a velocità sostenuta, intorno ai 26 nodi, senza
percepire la minima esitazione o colpi anomali sullo scafo, con un
raggio di virata adeguatamente contenuto, per poi riprendere la
nostra rotta in modo rapido e deciso. Segnaliamo che la versione
con gli Hamilton riesce a poggiare lo scafo sull'onda in maniera
più morbida rispetto a quella con le eliche di superficie,
fatto probabilmente derivante dalla minore sensibilità dei
primi ai flussi poco puliti che raggiungono gli elementi deputati
a mantenere la spinta. A differenza di quanto affermato da molti,
manovrare in acque ristrette con le Arneson, coadiuvati dalle
eliche di manovra non è affatto impresa per pochi, richiede
sicuramente un minimo di confidenza ma la prontezza di risposta
non manca. Per quanto riguarda le manovre a bassa velocità
con gli idrogetti Hamilton la faccenda è decisamente
diversa, innanzi tutto in plancia è presente un joystick
dotato di testa rotante, mediante il quale il controllo è
assoluto e soprattutto estremamente intuitivo. Risultato, si
riesce a governare un 26 metri con una semplicità davvero
straordinaria. Altro punto a favore delle trasmissioni a idrogetto
è sicuramente il comfort di navigazione maggiore, la
silenziosità e la mancanza di qualsiasi vibrazione anche
minima derivata dall'assenza di elementi rotanti immersi, si fa
apprezzare sin dalle andature più basse, fermo restando che
il lavoro di insonorizzazione sviluppato dal cantiere in entrambi
i casi assicura un comfort davvero molto elevato anche alle
andature più sostenute.
Azimut per questo 86' ha ripreso le linee collaudate e molto
apprezzate che hanno distinto da subito il primogenito della linea
Azimut 68S. Presenti anche su questo super open elementi
stilistici divenuti ormai firma autografa del noto architetto
Stefano Righini, come per esempio i sei vetri quadrati presenti
sulle murate a centro barca, oppure le finestrature della
sovrsastruttura che riprendono la forma a pinna di squalo che
richiama quelle delle serie fly di Azimut, soluzione quest'ultima,
che ha la doppia funzione di snellire il profilo offrendo agli
interni un illuminazione altrimenti non ottenibile. La
sovrastruttura, anch'essa realizzata in vtr come lo scafo,
è molto ampia e ospita il salone e la moderna e completa
plancia, dalla quale la visibilità è ottimale a
qualsiasi andatura grazie al corretto posizionamento delle tre
sedute in cuoio che la completano. Quest'area si trasforma in
pochi secondi da chiusa ad aperta, grazie alla generosa apertura
presente sul cielo e comandabile elettricamente, che
all'occorrenza scompare nel cielino del pozzetto. I layout degli
interni è stato sviluppato e curato da l'architetto Carlo
Galeazzi, il quale ha preferito essenze e rivestimenti capaci di
rendere ogni ambiente luminoso e moderno. Le linee degli arredi
sono essenziali, il materiale impiegato sia per i pavimenti sia
per il mobilio è il wengé con iniserti in moquette
per i primi e in alluminio per i secondi. Il salone comprende
anche la scala di accesso alla cucina e alla zona equipaggio
presente sul ponte inferiore, dove troviamo due cabine singole con
un secondo letto ribaltabile, mensa e locale bagno completo. Ma
una volta giunti negli interni dobbiamo necessariamente
soffermarci sulla cabina armatoriale, sviluppata sull'intera
larghezza della zona maestra e dotata di sei finestre per murata
che si affacciano sul livello del mare. Abbiamo soggiornato in
questo ambiente durante la navigazione a velocità sostenuta
con mare formato, parlando con tono di voce normale ma soprattutto
riuscendo a stare tranquillamente in piedi ad ammirare lo
spettacolo offerto dalle 12 finestre quadrate presenti sulle
murate. Per gli ospiti sono presenti tre cabine, delle quali una
matrimoniale allestita a VIP nella zona prodiera e due con letti
in piano, tutte dotate di bagno privato e porta d'accesso su una
lobby comune. All'esterno l'Azimut 86S offre spazi adeguati per
godere del relax all'aperto, a cominciare dalla generosa plancia
poppiera che si rivela una vera e propria spiaggietta, dalla quale
per raggiungere il pozzetto si utilizzano due comode scale
laterali che chiudono idealmente le forme del generoso prendisole
presente in questa zona. Al centro del pozzetto troviamo un tavolo
che da una parte sfrutta il piano di seduta offerto dal bordo
prodiero del prendisole con schienali ricavati dalla
movimentazione di una porzione di questo, mentre per i restanti
lati sono previste delle sedute appositamente realizzate per
ottenere un tavolo pranzo per otto persone. La zona prodiera del
pozzetto comprende un divano a L con tavolino da caffè e
sul lato opposto un altro divanetto posto per chiglia. Tra i due
divani è presente la grande porta d'accesso al salone
realizzata in cristallo, con due ante scorrevoli a scomparsa per
una larghezza totale di m 1,40. Un accenno particolare lo dobbiamo
al grande lavoro tecnico svolto da Azimut per lo sviluppo e il
raggiungimento degli obiettivi iniziali del progetto, per il quale
erano richiesti pesi contenuti, basso dislocamento e impianti
all'avanguardia. Per ottenere tutto questo si è fatto
ricorso a tecniche di costruzione e materiali moderni come il
kevlar e la fibra di carbonio. La crociera comoda e veloce
è la sua destinazione d'uso più appropriata, ma
grazie alla facilità di condotta in qualsiasi condizione si
rivela un mezzo che fa venire la voglia di uscire in mare anche se
si ha solo il tempo di fare un bagno o per godersi un pranzo a
qualche miglio dalla costa.
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