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SUPERYACHT #513
Gennaio 2005

Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici, ultime notizie e novità dal mercato


Sommario

Annuario
della nautica


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di navigazione


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Boatshow

Video Nautica

Articolo di
Angelo Colombo

CANADOS 110 "LADY NATINIA"

Canados ha consegnato la scorsa estate un nuovo superyacht con il quale conferma la volontà di penetrare il mercato internazionale con determinazione. La novità è il Canados 110 "Lady Natinia", realizzato per un armatore maltese già proprietario di un altro Canados.

 

SCHEDA TECNICA
Lunghezza f.t.: m 33,90
Larghezza massima: m 7,50
Immersione: m 2,10
Dislocamento: kg 120.000
Motorizzazione: 2x2.000 HP MTU16V2000M91
Trasmissione: V-Drive
Velocità massima: nodi 29
Velocità di crociera: nodi 25
Autonomia alla velocità di crociera: miglia 500
Capacità serbatoi carburante: litri 12.000
Capacità serbatoi acqua: litri 2.500
Materiale di costruzione: VTR per scafo e sovrastrutture
Carena: planante

Per ulteriori informazioni è possibile contattare Canados Group; via dell'Idroscalo 182; 00121 Osita Lido (ROMA); tel. +390656339732/+390656339969; fax +390656037581; sito web www.canadosgroup.com; e mail canadosgroup@canadosgroup.com.

 
L'incontro tra l'azienda romana e l'uomo d'affari maltese si è rivelato da subito felice, in quanto la soddisfazione avuta con il 25 m precedentemente posseduto da quest'ultimo e realizzato interamente negli stabilimenti di Ostia (RM), ha portato allo sviluppo del 110 del quale vi stiamo parlando. Si tratta di uno yacht realizzato con criteri originali e con strutture e attrezzature rispondenti alle norme MCA, in quanto l'armatore intende far svolgere a "Lady Natinia" attività di charter, come ha già fatto nel corso dell'estate scorsa dopo il varo. Come noto le regole MCA richiedono accorgimenti strutturali complessi al fine di offrire standard di sicurezza molto elevati, anche se, talune imposizioni rendono tutto più difficile per il cantiere. Canados ha accettato la sfida di produrre un altro yacht capace di offrire al suo armatore la medesima soddisfazione che lo ha portato presso il cantiere per la seconda volta. La fase preliminare di un progetto simile tende alla concretizzazione delle idee dell'armatore, che si basano sulle sue esigenze durante la navigazione o, come in questo caso, anche durante le attività di charter. Ecco che in casi un pò particolari come questo, nei quali un 33 metri deve riuscire a soddisfare esigenze in fondo molto diverse, l'ingegno si esprime con soluzioni capaci di raggiungere l'obiettivo. Tanto per fare un esempio concreto di quanto stiamo affermando, il Canados 110 è un caso quasi isolato tra gli yacht di tali dimensioni che negli interni comprende una vera e propria palestra attrezzata, nella quale si possono svolgere attività fisiche di diverso tipo. La presenza di questo ambiente si rivolge alle esigenze dell'armatore e al contempo si rivela un optional molto interessante per chi noleggia "Lady Natinia". Tra le altre particolarità che interessano principalmente gli allestimenti, osserviamo la presenza a bordo di vari sistemi di comunicazione satellitare e terrestre, per permettere all'armatore che ama lavorare anche dalla barca, di potersi collegare costantemente con il suo ufficio a terra o con uffici con i quali interagisce quotidianamente. Inutile dire che si tratta di sistemi dell'ultima generazione e capaci di dare risposta a qualsiasi tipo di esigenza di comunicazione, sia essa vocale, per immagini, via internet o in qualsiasi altra modalità. Prima di descrivere i tre ponti e mezzo che costituiscono l'intero progetto, intendiamo evidenziare le parole dell'equipaggio, tutto inglese, il quale dopo le prove in mare effettuate prima della consegna ufficiale ha espresso il suo apprezzamento agli uomini del cantiere Canados, che a loro volta ce lo hanno riferito con motivato orgoglio. Questo esemplare è il primo di una serie che vede già il successivo 110 in corso di lavorazione presso le strutture Canados, ma come abbiamo già avuto modo di dire, tra due 110 esistono sempre delle evidenti differenze, in quanto la struttura è mantenuta inalterata, ma le sovrastrutture e gli interni sono soggetti alle variazioni richieste dall'armatore. Il cantiere sta portando avanti anche la realizzazione di un interessante 95', progetto totalmente nuovo che avremo modo di presentare in futuro. Torniamo a "Lady Natinia", come abbiamo detto lo sviluppo verticale è su tre ponti e mezzo, che nell'insieme sono stati sviluppati in maniera molto razionale a cominciare dal ponte di coperta, dotato di una sovrastruttura molto avanzata verso prora ma che non appesantisce l'estetica dell'insieme grazie al suo profilo basso e slanciato. Il risultato è un layout moderno nel quale esigenze di tipo pratico sono state egregiamente risolte con soluzioni squisitamente stilistiche. Il progetto navale è stato curato dalla Marine Technology Services, mentre gli interni sono opera della matita dell'architetto londinese Dottie Turner. Il colpo d'occhio ci dice immediatamente che si tratta di un Canados, la presenza di stilemi che si ripetono è un pò come un'impronta digitale, in particolare per quanto riguarda le forme del fly e del rollbar. Il fly offre ampi spazi all'aperto per il relax, nonché lo spazio utile per un tender di dimensioni adeguate anche per le esigenze del charter, movimentabile tramite una gruetta ben dimensionata e inserita armoniosamente nel contesto estetico dell'insieme. Sempre su questo ponte troviamo la stazione di governo all'aperto, bar all'aperto con penisola, vasca idromassaggio parzialmente protetta dal rollbar, tavolo e divani. Gli amanti del relax all'aperto a bordo del Canados 110 trovano sicuramente ciò che cercano, infatti, la sovrastruttura nella zona prodiera ospita un prendisole di grandi dimensioni, al quale se ne aggiunge uno altrettanto grande anche sul cielo della stessa opportunamente protetto da un tientibene in acciaio inox dal profilo basso. Per quanto riguarda gli interni, la generosa sovrastruttura ospita un salone davvero molto ampio e diviso in due aree ben distinte ma realizzate con senso di continuità, una riservata alla zona divani e l'altra ai pranzi formali. La cabina dell'armatore è stata realizzata nella zona prodiera del ponte principale, gode dunque, dell'intera larghezza della struttura e di un panorama davvero straordinario offerto dalle finestrature perimetrali. Per raggiungere questa cabina dalla zona pranzo si percorre un corridoio laterale sulla dritta, che dà anche accesso al bagno armatoriale. Un ulteriore corridoio, ma sul lato sinistro, dalla zona pranzo permette di accedere a una cucina giorno e di scendere al ponte inferiore nell'area dedicata all'equipaggio e ai servizi. Le cabine per il personale di bordo sono tre, delle quali due doppie e una per il comandante. Per gli ospiti troviamo un'ampia cabina VIP realizzata a centro barca sul ponte inferiore, due cabine ospiti con letti in piano e una cabina prodiera adibita a palestra. Ognuna di queste cabine è dotata di locale bagno riservato e accessi indipendenti. "Lady Natinia" è la capostipite di una serie di navi da diporto che saranno molto differenti tra loro, che avranno in comune lo scafo ma non gli allestimenti e tutto ciò che concorre a fare di un guscio un superyacht.


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