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SUPERYACHT #517 Maggio 2005
Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni
più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici,
ultime notizie e novità dal mercato

Sommario

Annuario della nautica

Impressioni di navigazione

Barche usate

Boatshow

Video Nautica

Articolo di Angelo Colombo Foto di Ivor Wilkins e Martin Fine
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ALLOY YACHTS "PARAISO"
Definire il paradiso non è semplice, soprattutto se si
intende farlo evitando di passare per preconcetti di natura
religiosa, ma volendo prendere per buona l'ipotesi che l'eden di
ognuno di noi è anche in terra, di sicuro potremmo
immaginarlo frequentato dalle persone e dalle cose che più
amiamo. Per l'armatore di questo yacht la sua barca spinta dal
vento mentre naviga con la famiglia al completo è
sicuramente meritevole di portare sullo specchio di poppa il nome "Paraiso".
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SCHEDA TECNICA
Lunghezza f.t.: m 32,97
lunghezza al galleggiamento: m 25,03
larghezza massima: m 8,0
pescaggio minimo: m 2,15
pescaggio massimo: m 5,7
dislocamento: T 178
classificazione: Lloyds Register of Shipping X100 A1 SSC Yacht
Mono G6 LMC CCS
superficie randa: mq 301
superficie genoa: mq 310
superficie stay sail: mq 93
motorizzazione: 2x300 HP Lugger diesel
velocità di crociera: nodi 10
velocità massima a motore: nodi 12,5
capacità serbatoio carburante: litri 12.000
capacità serbatoio acqua: litri 6.000
eliche di manovra: 2 da 40 e 38 HP, rispettivamente a prua e poppa
capacità produzione acqua dolce: 8.000 litri/giorno.
Per ulteriori informazioni è possibile contattare
Alloy Yachts; PO Box 21480; Henderson - Auckland; tel. +64 9 838
7350; fax +64 9 838 7393; e mail mailbox@alloyyachts.co.nz; sito
web www.alloyyachts.com.

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L'idea del progetto "Paraiso" è nata in seguito
a una vacanza che la famiglia ora proprietaria di questo sloop ha
trascorso a bordo di uno yacht a vela in occasione di un charter
lungo le coste irlandesi, evento che scatenò la
volontà di girare il mondo a bordo di una barca a vela di
proprietà. "Paraiso" è la barca più grande
che la famiglia in questione ha mai posseduto, ma ciò
nonostante si tratta di persone impegnate da tempo in regate e
crociere vissute a bordo di un 65' prima e di un 105' poi. Le
richieste che l'armatore ha avanzato al cantiere neozelandese
durante le prime fasi di ideazione del progetto, sono state: buone
performance veliche, abitabilità consona all'intenzione di
navigare con moglie e figlio adolescente oltre a eventuali ospiti,
semplicità di gestione delle manovre, scafo di dimensioni
adeguate per poter andare ovunque ma non troppo grande da
precludere la possibilità di raggiungere luoghi nei quali
il pescaggio, per esempio, sia eccessivo. Queste le linee guida
che Ted Fontaine, progettista di "Paraiso", ha dovuto tenere in
mente nello sviluppo di questo progetto che alla fine si esprime
in uno sloop di 108', dotato di chiglia pivoettante e piano velico
potente ma gestibile da un equipaggio ridotto. Per soddisfare le
richieste dell'armatore relative all'abitabilità, Fontaine
ha ritenuto opportuno sviluppare una pilothouse di dimensioni
generose nella quale è presente un ampio divano a U che
gira intorno a un tavolo, che può all'occorrenza essere
ribassato per trasformare l'area in un vero e proprio cinema.
Dall'interno della pilothouse si riesce a tenere sotto controllo
tutta la coperta della barca e l'orizzonte sui 360°, il che
ne agevola l'impiego anche durante la navigazione e le soste in
rada. Sempre all'interno dell'ampia tuga troviamo su un ponte
leggermente ribassato una zona living con divano a C, contrapposta
alla cucina con bancone e sedute perimetrali, a proravia della
quale si trova la plancia sviluppata sull'intera larghezza della
struttura e dotata di zona governo e carteggio in posizione
privilegiata per poter avere il pieno controllo delle manovre e
dell'orizzonte. Sempre sul ponte di coperta, ma a poppavia della
sovrastruttura, troviamo la doppia timoneria esterna che permette
di gestire la navigazione avendo sempre sotto controllo totale
tutte le manovre e il piano velico. Procedendo ancora verso poppa
troviamo un pozzetto nel quale è presente una zona relax
con sedute perimetrali e tavolo centrale, che all'occorrenza
può essere protetto da un tendalino con struttura in inox.
Il prolungamento prodiero della tuga sul ponte principale
comprende un incasso per il tender, che in questo modo non
ostacola la movimentazione della grande vela di prua o dello stay
sail. Come abbiamo detto in precedenza, tra le richieste
dell'armatore il piano velico oltre a potente doveva anche poter
essere facilmente gestibile, elemento che ha portato i progettisti
allo sviluppo di un armo a sloop con randa dotata di stecche "full
batten" issata su albero in carbonio con quattro ordini di
crocette e boma dello stesso materiale, elementi questi ultimi
realizzati appositamente dalla Southern Spars, mentre lo sviluppo
del rig è opera della Navtec Rod Rigging. Per la
semplificazione delle manovre sono stati installati winch
motorizzati raggiunti da scotte e drizze che viaggiano tutte
all'interno di intercapedini presenti sul piano di coperta,
inoltre, issare o ammainare una vela è un'operazione
eseguibile mediante la semplice pressione di un pulsante. Per
quanto riguarda il materiale di costruzione il cantiere ha scelto
naturalmente l'alluminio, materiale che predilige e con cui riesce
a gestire i pesi in maniera ottimale, grazie alla totale assenza
di stampi e alla libertà che lascia ai progettisti di
disporre le masse esclusivamente in funzione della loro
collocazione ottimale. Gli interni sono caratterizzati dalla
presenza di tre cabine, delle quali l'armatoriale a poppa
sviluppata sull'intera larghezza dello scafo e dotata di accesso
indipendente dalla coperta, letto matrimoniale sulla sinistra,
angolo ufficio, zona vanity, locali armadi, bagno en suite con
locale vasca separato e secondo accesso dal corridoio sul quale si
affacciano anche le cabine ospiti. Queste ultime, una sul lato
dritto l'altra sul sinistro verso la zona maestra, sono
rispettivamente dotate una di letto matrimoniale, divano, armadi e
bagno riservato con locale dedicato alla vasca attiguo, l'altra
invece, di due cuccette in piano poste per chiglia, che grazie
all'adozione di ulteriori due letti a pullman possono portare a
quattro i posti disponibili, bagno riservato con locale doccia
separato e vani di contenimento. A proravia della zona maestra si
trovano il salone e la zona pranzo al coperto, locali realizzati
in un unico ambiente che occupa l'intera larghezza offerta dallo
scafo e accessibili dalla tuga mediante una scaletta centrale. Il
quartiere dedicato all'equipaggio e ai servizi si trova nella
sezione prodiera dello scafo e comprende cucina con zona mensa e
angolo relax, due cabine delle quali una matrimoniale e l'altra
con con letti sovrapposti, entrambe dotate di bagno riservato.
Questo è il terzo progetto realizzato da Fontaine con il
cantiere neozelandese, anche in questo caso la scelta delle linee
d'acqua è caduta sulla carena denominata Delta Hull e
sviluppata dallo stesso Fontaine e da Ted Hood oltre vent'anni fa,
ma che continua a riscuotere consensi sia per le prestazioni che
è in grado di esprimere sia per i volumi offerti. Proprio
grazie agli ampi volumi interni Fontaine Design Group ha potuto
sviluppare a bordo di "Paraiso" interni lussuosi e accoglienti,
che rispondono efficacemente alle richieste iniziali dell'armatore
relative la possibilità di trascorrere lunghi periodi a
bordo nel massimo comfort.
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