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SUPERYACHT #7
Winter 2006

Article selected from our quarterly magazine dedicated to the largest and most luxurious boats with information, interviews, technical articles, images and yachting news


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Articolo di
Lino Pastorelli


MOTORYACHTS IMPERIA 2005

Nel settembre incerto dell'equinozio, Imperia dalle due anime ospita questo bel raduno di motoryachts classici; strano destino quello della città ponentina, da sempre unita e divisa, la cui interminabile dicotomia è marcata dal solco del torrente Impero e contrappone a poca distanza caselli autostradali, dialetti, santi e filosofie differenti: voi avete S. Maurizio? Noi abbiamo S.Giovanni! Voi avete le Vele d'Epoca? Beh, noi abbiamo i motoryacht! Quale è yin, quale yang? La virile selva di alberi con il promontorio proteso verso il cielo o la calata tiepida e accogliente sulla sponda opposta? E così via, lasciando aperto il dibattito; l'importante è che il flusso energetico contrapposto generi un flusso turistico, così, anche un pò fuori stagione, e il relativo seguito di "palanche"; non male se anche la cultura di chi guarda oltre il glittering di legni e ottoni ne riceve un input e gli sponsor un buon rientro d'immagine.

 

IL NUOVO CLASSICO
Ci si può chiedere cosa spinga qualche cantiere a costruire scafi "fuori dal coro", utilizzando materiali o progetti desueti rispetto agli attuali; la banchina di Imperia è un buon posto per incrociarne qualcuno. I Glisenti del lago di Como espongono il loro Asso, un runaboat di 7 metri dalla linea un pòretrò: chiglia e ordinate in rovere, fasciame in mogano incollato con tecniche particolari, dettagli accuratissimi, motore ipervitaminico: la passione per creare un capostipite di pezzi unici! A bordo del Langoustine (costruita nel 2003) incontriamo invece Luigi Mostes, progettista e costruttore di questa elegante aragostiera di 19 metri "...ho visitato la costa del New Jersey, verso Atlantic City, e tutte le sue lobsterboats; le avevano già scoperte negli anni '30 i ricchi newyorkesi, spinti sulla costa da un'epidemia di tubercolosi che aveva colpito la loro città; le locali lobster boat, marine, veloci , rappresentavano il mezzo ideale per raggiungere l'ufficio e ritornare velocemente in luoghi più salubri. Non c'è motivo di non costruirle in legno, se il costo non rappresenta un problema: miglior distribuzione dei pesi, termicità, assenza di emanazioni, rigidità e, non ultimo, avere un pezzo unico. Questa è la nostra seconda aragostiera; la prima, Leontine, naviga tranquillamente ormai da diversi anni."

Divertente l'iniziativa collaterale alla manifestazione di un piccolo mercato d'antiquariato

 

Non sono arrivate tutte le barche che si erano iscritte, almeno settanta, il meteo non lo ha permesso, ma una cinquantina tra le più audaci, o forse le più vicine, si sono ormeggiate nella calata Anselmi di Oneglia. Alcune rientrano a buon diritto nella categoria dei superyacht, lo erano già ai tempi del loro varo, si intende, altre sono rudi ex-barche da lavoro con lunghi trascorsi di navigazioni e rischio, e non mancano certo i motoscafi che hanno segnato la dolce vita nei luoghi del bel mondo giù sulla costa, a est di St.Tropez, i famosi Riva e ancora i piccoli scafi rompicollo delle gare nautiche, i "tre punti" e quant'altro. Insomma, a voler leggere una variegata tranche di storia nautica, il raduno segna benissimo un buon punto a favore degli onegliesi! Diamo una rapida scorsa a queste belle barche esposte: Meltemi, suo malgrado, è diventata un pò la symbol boat del raduno, con quel troneggiare sull'affiche; sotto le mentite spoglie di raffinato yacht edoardiano si nasconde una vera nave costruita con criteri oceanici che dal giorno del varo al cantiere, nel 1931, ha circumnavigato il pianeta, attraversato innumerevoli volte l'Atlantico, partecipato alla seconda guerra mondiale come pattugliatore e nave ospedale, affondata e poi recuperata e nei suoi infiniti vagabondaggi tra gli anni '80 e 90' ha ospitato a bordo pure il cantante Elton John, il cui estro compositivo pare si esprimesse al meglio al pianoforte della music-room, sul ponte principale; Meltemi raggiunge velocità notevoli grazie alla finezza delle sue linee: i due Caterpillar da 480 HP lo spingono a 12 nodi di crociera, 14 di massima. Il Dionea è invece un piccolo liner del 1962 cresciuto a traghettare istriani sulle coste dell'altro mare, tra Venezia, Trieste e le coste slave e completamente ristrutturato nel 2002 a Genova; ora, nei 51 metri di lunghezza che ospitavano all'epoca fino a 320 passeggeri, 12 danarosi ospiti godono di un servizio di prim'ordine, con a disposizione tre aree pranzo, suites varie, salone bar, sun deck e addirittura un comandante camogliese. La croce di Malta sventola a poppa di una navetta non proprio slanciatissima di una ventina di metri, il Noneta; varata nel 1935 al cantiere inglese S.White & C. questo m/y vanta il numero uno sul registro del naviglio da diporto maltese e, come molte unità inglesi dell'epoca, si fregia della targa di "Dunkirk boat" per i servigi resi su quelle spiaggie; ora è comunque restaurata completamente, dalle lamiere ai motori e agli interni in stile.

È stato un peccato che il meteo inclemente abbia impedito a molti Riva di effettuare il previsto raid da Villefranche sur Mer, dove aveva appena avuto luogo il loro raduno, a qui: i pochi convenuti hanno fornito comunque convincenti prove della loro marinità nella gita lungocosta, fino a Marina di Aregai, con un discreto mare mosso; perchè alla fine, l'atmosfera rilassata del raduno di Oneglia consiste proprio in questo: gite, concorsi culinari, di eleganza, no race! Nessuno deve conquistare pole position per un'improbabile Valencia d'epoca e tutti vanno a casa contenti e senza danni, come è giusto che sia. Red, un bel m/y inglese dislocante, del 1947, dalle mille vicissitudini e base navigante del presidente della Riva Historical Society, Piero Maria Gibellini, funge comunque da club house per lo sparuto numero degli arditi drivers; ricordiamo che la RHS e l'ASDEC hanno il patrocinio tecnico di questo evento. Anche qualche capostipite naviga nelle acque imperiesi: PiGio Per Sempre, ad esempio, un Admiral 19 del 1974, esemplare unico con nel DNA le linee dei moderni superyacht lavagnesi che un proprietario dalla ferrea passione tiene a mò di gioiello, oppure le due Portofino Pilot o ancora il Roberta, Baglietto del '66 appartenente alla flotta di Ugo Baravalle, uno dei grandi collezionisti del Mediterraneo. Il charter e Imperia mantengono rapporti molto stretti ed è normale; se i grandi motoryacht attuali navigano un mese con l'armatore e per il resto dell'anno con ospiti, perchè non lo devono fare quelli d'epoca? Stella II, Five Star, Dionea, El Bravo (noto per la frequentazione a bordo di Gheddaffi), tutte barche annì70 per charter di lusso, fanno presagire anche uno sviluppo dell'evento in questa direzione. Due scafi abbastanza simili e affiancati in banchina si fanno notare per la loro eleganza: La Ghibellina e Langoustine; lo stile è quello delle aragostiere e la loro costruzione recente, insomma un bell'esempio di nuovo classico. A questo proposito abbiamo anche scambiato quattro chiacchere con il progettista di Langoustine, Ing.Mostes (vedi box). Non può mancare, tra barriti e nuvole di vapore, il Pietro Micca, rimorchiatore del 1895 alimentato sia a carbone che a olio pesante: ha lavorato ininterrotamente fino al 1993, con come ultimo compito la fornitura di vapore alla flotta USA di stanza a Napoli: ora il vecchio gladiatore, gestito dall'"Associazione Amici delle Navi a Vapore G.B.Spinelli" di Fiumicino, si gode, riverito e coccolato, il meritato riposo presenziando ai vari eventi. Oltre che in acqua, anche in banchina Oneglia merita una visita; tra le varie attività di banchina a sfondo ligustico-mangereccio, peraltro sempre interessanti, e la mostra dei racer, un mercato d'antiquariato marinaro attira l'attenzione: sono due ragazze genovesi, Barbara e Angela, le organizzatrici e se è solo la casa d'aste Cambi ad avere realmente nel suo stand una scelta di notevoli pezzi nautici, anche se poi ogni espositore qualcosina ha, si rimane incantati dal contrasto tra la location archeo-industriale del vecchio Deposito Franco e la bellezza e leziosità dei pezzi esposti. Non si può non citare la presenza a Imperia della nave Argo, definita unità della Marina Militare, in servizio di rappresentanza per le alte cariche dello Stato: costruita in mogano e iroko dai cantieri Italcraft nel 1971 per un incarico di assistenza sommergibili, lunga 24 metri e piuttosto veloce, appare oggi come un elegante motoryacht dai layout classici e un pò severi. Il C.F. Giovanni Maggio, comandante della barca, ci guida nella visita: fa una certa impressione pensare che nelle stesse cabine dove mi muovo veloce con il treppiede per scattare qualche foto, si muove anche il Numero Uno della Repubblica nei suoi relax, forse in calzoncini da bagno! Vicino al Lady Rose, caicco di costruzione turca, rimarchevole non fosse altro che per l'alcova armatoriale circondata dai letti delle concubine, sono all'ormeggio due navette annì30 in perfette condizioni di restauro. Una, il Poseidonia, in acciaio, di scuola olandese, dall'aspetto compassato e indistruttibile, restaurata qualche anno fà a Sanremo; l'altra, di costruzione inglese, in legno e lunga 35 metri, recuperata in condizioni disastrose, ha passato due anni al cantiere Mondomarine di Savona. Poi, nel luglio 2004, con la voce di Judy Garland che intonava "Over the rainbow" è scesa in acqua; Jean- Michel Folon, artista belga,è stato gentile a inviarla a Imperia, forse è il suo ultimo ringraziamento al Mediterraneo, al mare che tante nuances di colore gli ha offerto. Questo raduno ha visto il rientro nella stanza di regia di Giorgio Marziano, decano dell'Assonautica imperiese e nel novero dei "padri storici"delle Vele d'Epoca "...Cassa di Risparmio di Genova e Imperia, Olio Carli, orologi Panerai, i main sponsor insomma, non possono essere che soddisfatti e l'azione sinergica dei due raduni presagisce solo sviluppi favorevoli per tutti...". E i motoryacht se ne vanno, se ne vanno sulle note di un Vivaldi offerto dalla Filarmonica di Torino e dal suo splendido flauto solista, con appuntamento al settembre 2007. Per i velisti invece ci si vede l'anno prossimo nell'altra darsena, a Porto Maurizio.