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Superyacht
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SUPERYACHT #530
Giugno 2006

Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici, ultime notizie e novità dal mercato


Sommario

Annuario
della nautica


Impressioni
di navigazione


Barche usate

Boatshow

Video Nautica

Articolo di
Angelo Colombo

CNB 117 HAMILTON II

Circa quattro anni addietro, George Nicholson contattò il cantiere CNB per lo sviluppo di un progetto commissionato dai suoi amici il principe e la principessa Sadruddin Aga Ghan. Il cantiere si sentì onorato di tale attenzione e dedicò da subito tutte le energie di cui disponeva allora e delle quali tuttora dispone, per garantire la totale soddisfazione dei futuri armatori. Dopo un incontro iniziale fu avviata la realizzazione dei disegni che furono affidati a Philippe Briand, giunto con questo yacht al diciottesimo progetto per CNB. In seguito alla scomparsa del principe il cantiere decise di portare comunque avanti la realizzazione dello yacht che egli con tanta passione aveva commissionato, scelta che il management del cantiere ritenne opportuno fare per onorarne la memoria.

 

SCHEDA TECNICA
Cantiere costruttore: CNB
Architetto: Philippe Briand
Materiale di costruzione: composito carbonio/balsa
Interior designer: Andrew Winch
Lunghezza f.t.: 35.12 m
Lunghezza al galleggiamento: 31.50 m
Baglio massimo: 7.94 m
Chiglia: 30 t
Pescaggio: 3.50/5.00 m
Dislocamento: 97 t
Altezza albero: 42.25 m
Superficie velica: randa+solent 571 mq
Motorizzazione: 1x430 HP MTU
Riserva carburante: litri 7.750
Riserva acqua e zavorra: litri 4.000.

Per ulteriori informazioni è possibile contattare Construction Navale Bordeaux - 162; quai de Brazza; 33100 Bordeaux; France; tel: +33 (0) 557 80 85 50; fax: +33 (0) 557 80 85 51; sito web www.cnb.fr; email cnb@cnb.fr.

 
Oggi Hamilton II è realtà navigante e in seguito ad alcuni cambiamenti è uno yacht destinato al charter. Si tratta di uno dei più importanti progetti realizzati dal cantiere francese, che dopo aver stabilito un record con la costruzione del CNB Only Now di 104' mediante la tecnica dell'infusione, utilizzata sia per lo scafo sia per la coperta con materiali quali il carbonio, la resina vinilstere e il sandwich di balsa, ha stabilito un nuovo record utilizzando la medesima tecnica anche per Hamilton II. Uno yacht decisamente unico nel suo genere, come del resto si conviene a navi da diporto di tale importanza, che nonostante ospiti al suo interno qualsiasi tipo di comfort utile nel corso di lunghe crociere si mette in evidenza anche per le prestazioni, grazie alle quali è idoneo tanto alle traversate transoceaniche quanto alle regate. Le prestazioni sono il frutto del contenimento dei pesi ottenuto mediante la tecnica dell'infusione con l'adozione di materiali leggeri e resistenti come il carbonio, in combinazione con una chiglia retrattile dotata di bulbo da 30 tonnellate, il tutto per un dislocamento totale al di sotto delle 100 tonnellate e una superficie velica superiore ai 570 mq. Il suo piano velico e lo scafo garantiscono navigazioni in assoluta sicurezza in qualsiasi condizione di mare e di vento, in quanto Hamilton II è stata concepita per poter navigare in qualsiasi mare del mondo e in qualsiasi periodo dell'anno. Andrew Winch Designs e Phlippe Briand, rispettivamente impegnati nella realizzazione degli interni e nell'architettura navale, nello sviluppo del progetto hanno dovuto risolvere numerosi problemi di natura tecnica, in quanto le richieste dell'armatore comprendevano tanto l'abitabilità quanto le prestazioni a fronte di pescaggio ridotto. Per mantenere il peso nei valori prestabiliti i progettisti hanno fatto ricorso a diverse soluzioni, tra le quali alcune adottate anche in ambito aeronautico grazie alle quali a bordo è presente qualsiasi tipo di accessorio dedicato al comfort, pur essendo riusciti a mantenere il peso globale su valori prestabiliti per poter assicurare prestazioni di rilievo anche in condizioni di vento leggero. Indubbiamente Hamilton II rappresenta uno degli ultimi esempi dello sviluppo del concetto di cruiser-racer, barche che fanno proprio della loro capacità di essere comode e accoglienti per lunghi periodi unitamente a prestazioni molto elevate la loro caratteristica fondamentale. Come per altri esemplari prodotti su questa filosofia anche in questo caso non si tratta di un compromesso, ma della realizzazione di un progetto sviluppato secondo ricerche nelle quali convergono esperienze da più settori, come nel caso dei materiali impiegati in ambito aeronautico che permettono di contenere ulteriormente i pesi, potendo anche distribuire le masse in ragione delle proprietà nautiche che la barca dovrà esprimere al meglio. Anche la coperta esprime nelle sue forme la bivalenza di questo yacht, infatti, pur essendo dotata di una pilot house nella zona maestra, questa si caratterizza per un profilo basso che lascia ampi spazi ai passaggi laterali, inoltre, la zona poppiera comprende una doppia timoneria dalla quale è possibile tenere sotto controllo il piano velico a qualsiasi andatura. Per quanto riguarda gli interni questi comprendono un'ampia cabina poppiera sviluppata sull'intera larghezza dello scafo in questa sezione, dotata di due bagni completi, due letti e un angolo ufficio. A proravia di questa zona si sviluppa sulla sinistra un'ulteriore cabina, dotata di letto singolo e bagno privato. La zona maestra è interamente occupata dalla generosa dinette sulla dritta e dalla zona divani sulla sinistra, area questa, che beneficia dell'altezza e della luminosità naturale conferitagli dalla tuga. A proravia di questa zona si sviluppano altre due cabine speculari con letti in piano e bagno riservato. La zona prodiera è interamente dedicata all'equipaggio, comprende cucina con zona mensa, cabina matrimoniale per il comandante con bagno privato e scrivania, due cabine con letti sovrapposti e accesso a un ulteriore bagno. Per quanto riguarda il tender questo è ospitato all'interno del generoso garage che si trova a poppa, si tratta di un Zodiac Projet con motore da 80HP al quale si aggiunge un mezzo compatto ospitato sulla zona prodiera della coperta, un pram della Zodiac. Inutile dire che a bordo di Hamilton II sono presenti numerosi sistemi audiovisivi di ultima generazione oltre a sistemi elettronici dedicati alla navigazione che rappresentano l'attuale punto di arrivo della ricerca in questo campo. Anche per quanto riguarda la gestione dell'imponente piano velico osserviamo la presenza di sistemi automatizzati in grado di ridurre il numero di persone di equipaggio e soprattutto di rendere la navigazione piacevole a fronte di prestazioni di tutto rilievo sia a vela sia a motore. Il motore è un MTU 6R183 TE82 da 430 HP. Il rig si avvale di albero e boma in carbonio realizzati dalla Hall Spars, l'albero presenta quattro ordini di crocette e la sua altezza è di 42,25 m, l'armo è a sloop a 9/10 e la superficie velica totale con randa e genoa è di 571 mq circa. Per quanto riguarda le attrezzature di coperta queste sono realizzate dalla Lewmar e comprendono otto winch idraulici e due Magic Trim per la randa, questi realizzati da Cariboni. Anche le vele rispondono agli elevati standard tecnologici riscontrabili su tutto quanto è presente a bordo di Hamilton II, infatti, nel caso di randa, solent jib e staysail si tratta di vele D4 Vectram/Carbon, alle quali si aggiungono uno storm jib in dacron, uno spinnaker asimmetrico Airx 900 e uno spinnaker contenuto all'interno di una calza opportunamente riposta sotto il piano di coperta. Indubbiamente un mezzo votato alle prestazioni a vela in qualsiasi condizione di vento, ma caratterizzato da un design classico e da interni molto accoglienti e spaziosi.


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