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SUPERYACHT #530
Giugno 2006

Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici, ultime notizie e novità dal mercato


Sommario

Annuario
della nautica


Impressioni
di navigazione


Barche usate

Boatshow

Video Nautica

Articolo di
Fabio Petrone

FIPA ITALIANA YACHTS
MAIORA 43

Il successo del marchio Fipa, la fama sempre più internazionale di cui il brand gode, si è basato finora su una gamma articolata di motoryacht in vetroresina, da 20 a 38 metri di lunghezza, che per eleganza, contenuti tecnici e allestimenti impeccabili, ha saputo conquistare tanti estimatori. Con questo Maiora 43, che con i suoi quasi 43 metri di lunghezza diviene anche l'ammiraglia del cantiere viareggino, Fipa entra prepotentemente nel segmento delle costruzioni in metallo e lo fa proponendo un superyacht sviluppato su quattro ponti, con carena semidislocante in acciaio e sovrastrutture in alluminio, capace di misurarsi con i competitor più agguerriti e blasonati presenti in questo specifico segmento.

 

SCHEDA TECNICA
Lunghezza f.t.: m 43,00
Larghezza: m 8,80
Immersione: m 2,10
Dislocamento: kg 320.000
Capacità serbatoio carburante: 80.000 litri
Capacità serbatoio acqua: 13.000 litri
Velocità massima dichiarata: 16,5 nodi
Velocità di crociera dichiarata: 15 nodi
Autonomia alla velocità di 12 nodi: 7.000 mn.

Per informazioni: Fipa Italiana Yachts; via Sarzanese; 55054 Massarosa (LU); tel. +39 584 93353; fax +39 584 93118 oppure via Tetrarca 14; 55049 Viareggio (LU); tel. +39 584 388330; fax +39 584 388974; sito web www.maiora.net; e mail info@maiora.net

 
La tradizione proiettata al futuro. Un lead che sembra calzare a pennello pensando a questo recente 43 metri prodotto dal cantiere Fipa, una barca di grandi contenuti, che si pone ai vertici della gamma Maiora, ben rappresentando l'essenza stessa di questo marchio, che ha sempre espresso qualità. Barche progettate e realizzate utilizzando ogni possibile sviluppo messo a disposizione dalla tecnologia, ma dove la manualità del singolo artigiano crea un valore aggiunto in grado di caratterizzare ciascun esemplare.

Il Maiora 43, dunque, con il suo livello di personalizzazione massima, conferitogli innanzi tutto dal materiale con cui è costruito, si propone nel segmento delle imbarcazioni totalmente custom, specificamente in quello dei long range cruiser, scafi destinati alle lunghe crociere ma anche capaci di restare a lungo in rada, perfettamente autonomi anche se lontani dal porto. Per esaltare questo tipo di doti, la barca è stata dotata di una carena semidislocante, progettata, utilizzando know how proveniente dal settore del naviglio commerciale, per essere performante - raggiunge infatti i 16,5 nodi di massima e può navigare stabilmente attorno ai 15 - e con seakeeping sicuro e confortevole, anche con mare formato. Pure gli standard costruttivi sono ai massimi livelli, da vera e propria nave utilizzabile anche per il charter, visto che oltre a fregiarsi della più alta classificazione RINA - la Croce di Malta 100 1.1 - questo superyacht risponde anche alle complesse e severe disposizioni della normativa inglese MCA, specifica per gli scafi per i quali è prevista la charterizzazione. La presenza a bordo di una robusta riserva di carburante, ben 80.000 litri, di acqua, 13.000 litri, di tre generatori - due CAT da 85kW più un Kohler da 33 kW - e del dissalatore Tecnicomar da 700 l/h, rendono poi ancora più chiara l'essenza di grande viaggiatrice propria di questa barca.

A firmare il progetto è stato l'Arch. Roberto del Re, cui si deve la paternità di altri modelli del brand toscano, il quale ha cercato di infondere anche a questo Maiora quei tratti slanciati che hanno reso facilmente distinguibile l'intera gamma. Compito non facile, visto che si tratta comunque di una barca con tre ponti interni più sun deck e quindi dal generoso sviluppo verticale, ma che diremmo riuscito specialmente nelle sezioni poppiere, dove il family feeling Maiora è più evidente. Ne scaturisce un insieme proporzionato, nonostante i volumi interni siano molto generosi, con la murata caratterizzata non solo dalla presenza dei tanti oblò che portano luce al ponte inferiore, ma anche dalle grandi vetrature rettangolari che si vedono all'altezza del main deck, verso prua, dove il progettista ha collocato la owner's area. In questa porzione del ponte è stata utilizzata una soluzione tipo wide body, ovvero con tuga a tutta larghezza e quindi senza i passavanti, proprio per enfatizzare il dimensionamento dei locali padronali. Grande enfasi è stata data anche agli spazi esterni, che consentono di vivere comodamente "en plein air", come accade ampiamente nel pozzetto (allestito con un grande living e un altrettanto vasto tavolo ovale con relative poltroncine, utilizzabile come area pranzo) nel ponte superiore (la parte esterna, a poppa, parzialmente sovrastata e protetta dalla struttura del sun deck, è allestita con una dinette semicircolare molto accogliente) ma soprattutto nel ponte più alto, dove c'è davvero di tutto per godere una giornata di sole. Mini piscina con idromassaggio, chaise longue, prendisole, zona pranzo esterna servita da mobile cucina con barbecue, zona conversazione ma anche un comodo locale bagno con doccia, ricavato sulla sinistra, accanto al montante del roll bar, fanno infatti parte dell'allestimento di questo ponte.

All'interno, come detto, lo scafo gode pienamente dei grandi volumi di cui è dotato, mostrando ambienti ariosi e ampi, per di più arredati e rifiniti in maniera impeccabile. Emblematico è il primo vano che si incontra entrando dal pozzetto, il salone principale, dotato di tre grandi divani contrapposti in pelle - dei quali due laterali e uno centrale, posizionato per madiere - che creano un living oltremodo conviviale e ben integrato con la sala da pranzo che segue a pruavia. I due ambienti sono separati idealmente dalla presenza di un mobile in legno atto a contenere una grande TV al plasma, completamente a scomparsa. Nella dinning area campeggia un tavolo circolare, circondato da otto poltroncine, poi ci sono ancora due divani, posizionati lateralmente, e tanto legno utilizzato per il rivestimento dei pavimenti, con liste di ulivo chiaro posate a "tolda di nave", ma anche per le pareti e per i mobili, che sono invece di un'essenza più scura, il mogano, con finiture in ebano. Belli anche i pannelli che stanno in fondo alla sala, lavorati a effetto prisma, che celano le porte di accesso alla zona di prua. Aprendo quella di sinistra, accanto a una pantry accessibile anche dal passavanti esterno, grazie alla presenza di una massiccia porta stagna, troviamo la cucina di bordo, un'area vasta e allestita di tutto punto per far fronte alle lunghe crociere, quindi con cambusa, frigo e ghiacciaie sovradimensionati. Un ambiente molto tecnico ma anche bello da vedere, dove al legno chiaro del mobilio si contrappone il nero del granito, qui largamente utilizzato, acceso dalla lucentezza di lavello ed elettrodomestici, che sono in acciaio. Dalla cucina, tramite una scala, si scende ai locali equipaggio, dove troviamo quattro cabine doppie, tutte con bagno, una dinette pranzo, una seconda cucina di servizio e un locale lavanderia che potremmo definire professionale. Una soluzione, questa, che rende totalmente indipendente l'attività del personale di bordo rispetto a quella di armatore e ospiti, e dunque in grado di garantire un ottimo livello di privacy.

Dal salone, aprendo la porta di dritta, si ha invece accesso a una lobby, dove spicca il pavimento in marmo forrest green e dove si trovano gli accessi alla toilet diurna, in quarzite, e al ponte inferiore, tramite una scala che porta al disimpegno sul quale affacciano i locali della zona notte ospiti. Le quattro cabine presenti in questa porzione prodiera del lower deck, due matrimoniali e le altre con letti affiancati più terzo letto a scomparsa, tutte con locale bagno dedicato, con grande box doccia.

Tornando al ponte principale, proseguendo sulla dritta, entriamo nella owner's area, incontrando prima uno studio dedicato e poi la suite armatoriale. Questa, oltre che per il matrimoniale di grandi dimensioni, si caratterizza per la presenza di un divano, collocato a dritta, di un mobile vanity, sul lato opposto, ed è servita da un guardaroba percorribile e da un bagno davvero ampio. Qui oltre al doppio lavello e ai servizi separati, troviamo infatti la doccia e una vasca Jacuzzi.

Il ponte superiore, nella zona che guarda a poppa, consta di una grande sala da pranzo panoramica dove, oltre a due divanetti, troviamo un tavolo ovale estensibile, che può accogliere fino a 18 commensali. Al centro di questo ponte troviamo ancora una pantry, collegata a quella sottostante da un montavivande, un secondo bagno diurno, posizionato a sinistra mentre sulla dritta c'è la cabina del comandante, con matrimoniale per madiere, locale bagno proprio con grande box doccia. A pruavia c'è la plancia di comando, un vano ampio, con posto di pilotaggio decentrato a dritta, poltrona copilota sul lato opposto e un divano semicircolare collocato alle spalle di entrambi, per gli eventuali ospiti che vogliano godersi la navigazione. Esternamente, sempre a prua, il ponte offre un'area conversazione all'aperto abbastanza raccolta, dalla quale, tramite una scala, si scende all'area di ormeggio prodiera.

Due sono i tender ricoverabili nell'ampio hangar che sta a poppa, uno da metri 5,7 e l'altro da 4,8, un vano anch'esso vasto, collegato direttamente alla sala macchine, dove sono installati i due Caterpillar, per complessivi 2.600 HP, che spingono la nave.


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