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SUPERYACHT #533 Settembre 2006
Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni
più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici,
ultime notizie e novità dal mercato

Sommario

Annuario della nautica

Impressioni di navigazione

Barche usate

Boatshow

Video Nautica

Articolo di Angelo Colombo
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BLOEMSMA & VAN BREEMEN GRIFFIOEN
Griffioen è il nome del nuovo superyacht realizzato presso
il cantiere olandese Bloemsma & Van Breemen e progettato da De
Vries Lentsch Design che ne ha curato anche l'architettura navale.
Si tratta di una navetta di poco più di 27 metri concepita
e sviluppata secondo le richieste del suo armatore, il quale ha
bisogno di un mezzo dotato di grande autonomia e che per ingombri
possa transitare in canali e stretti per i quali l'altezza in
particolare, non deve superare sei metri.
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SCHEDA TECNICA
lunghezza f.t.: m 27,50
larghezza massima: m 7,40
pescaggio massimo: m 2,50
dislocamento: t 140
propulsione: elica a passo variabile Hundested VP9
velocità massima: nodi 12
velocità di crociera: nodi 11
autonomia alla velocità di crociera: 4.800 NM
capacità serbatoi carburante: litri 26.000
sistema di stabilizzazione: Najad Marine con sistema di
stabilizzazione all'ancora
eliche di manovra: a poppa e a prora Hydromar.
Per ulteriori informazioni è possibile contattare
Bloemsma & Van Breemen Shipyard; Stranwei 30; 8754 HA Makkum; The
Netherlands; tel. +31 (0)515 231785/231789; fax +31 (0)515 231844;
sito web www.bloemsma-vanbreemen.nl; e mail werf@bloemsma-vanbreemen.nl.

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A tutto questo si deve
aggiungere il comfort necessario durante le navigazioni a lungo
raggio sia per gli ospiti sia per i quattro membri di equipaggio,
in questo caso la matita dalla quale nascono gli interni è
quella di Felix Buytenijk. Linee classiche che danno luogo a un
layout che a una prima osservazione sembra provenire dal passato,
ma che se analizzato attentamente lascia trasparire tutta la sua
modernità in termini di soluzioni tecnologiche. Proprio
grazie a un'ingegneria navale moderna e a criteri di costruzione
altrettanto d'avanguardia nonostante le forme, Griffioen risponde
ai requisiti necessari per le certificazioni Lloyds ed MCA. Ma tra
le soluzioni adottate dal cantiere per poter rispondere a tutti i
requisiti richiesti dall'armatore troviamo per esempio i due
alberetti realizzati in carbonio movimentabili mediante meccanismi
idraulici, grazie ai quali per questa nave da diporto è
possibile transitare nei canali con ponti che abbiano una luce di
almeno sei metri. Per un mezzo simile non sono certo le
prestazioni velocistiche a rappresentare un elemento di interesse,
infatti, trattandosi di uno scafo che naviga costantemente a
dislocamento e sul quale per scelta è stata adottata una
motorizzazione singola la sua velocità non supera i 12
nodi, ma grazie a questi parametri di configurazione la
velocità di crociera è di 11 nodi e i consumi sono
contenuti al punto che l'autonomia è di circa 4.800 miglia
nautiche. Ma gli elementi di innovazione tecnologica e di attento
studio li riscontriamo anche in ciò che pur non
appartenendo strutturalmente a Griffioen gli appartiene in quanto
realizzato appositamente per questo yacht, ci riferiamo in
particolare a uno dei due tender presenti nella zona prodiera
della coperta. Infatti, si tratta di un mezzo molto particolare
realizzato appositamente dal medesimo cantiere che ha realizzato
lo yacht, seguendo anche in questo caso le specifiche richieste
dell'armatore, che voleva un mezzo veloce, particolarmente robusto
per poter affrontare anche atterraggi in zone impervie, facile da
condurre ma potente, adeguato anche a passeggiate sotto il sole e
dunque dotato di una parziale copertura della zona prodiera
realizzata con un tendalino avente struttura in acciaio.
Ovviamente si tratta di un mezzo dal peso non certo contenuto, per
questo il cantiere ha dotato Griffioen di una gruetta di
movimentazione per i tender particolarmente robusta e dotata di
braccio mobile a scomparsa. Anche in questo caso il lavoro di
ingegneria è stato tutt'altro che semplice, in quanto
bisogna tenere conto della disposizione delle masse e di fattori
necessari a garantire sempre un assetto ottimale, cosa che il
cantiere ha saputo fare con maestria ottenendo un mezzo in grado
di affrontare in sicurezza qualsiasi tipo di condizione. Tra le
particolarità che è possibile riscontrare
all'esterno notiamo la grande impavesata di prora, grazie alla
quale anche durante la navigazione si riesce a godere di piacevoli
momenti di relax sul divanetto realizzato proprio su questa
porzione di scafo, anche se, ovviamente, questa scelta strutturale
è dettata dalla volontà di rendere Griffoen idoneo
anche a navigazioni oceaniche impegnative. Passiamo a descrivere
gli interni, partendo però, dalla sala macchine che ospita
in posizione centrale il motore Kelvin TBSC8 da 535 HP e i due
generatori Northern Lights da 25 e 33 KW, il tutto in un ampio
locale facilmente ispezionabile ovunque e dove troviamo anche
tutti gli altri impianti di bordo controllati mediante ausili
elettronici e allarmi ripetuti in plancia. La posizione della sala
macchine e impianti è leggermente a poppavia della zona
maestra con motore centrale e impianti distribuiti all'interno del
locale per assicurare sempre un assetto ottimale. Ovviamente la
possibilità di distribuire i pesi in maniera adeguata
è stata anche agevolata dalla costruzione dello scafo e
delle sovrastrutture in alluminio, potendo così posizionare
ogni singolo elemento senza limiti imposti da vincoli strutturali
e compensando le masse quando necessario in maniera agevole. Per
quanto riguarda gli interni, il ponte inferiore ospita a poppa la
grande cabina armatoriale sviluppata sull'intera larghezza dello
scafo e dotata di letto matrimoniale in posizione centrale, bagno
completo e armadi proporzionati alle possibilità del mezzo.
Questa cabina gode di accesso indipendente dal salone e da qui
è possibile accedere anche alla sala macchine mediante una
porta di sicurezza, anche in questo caso si tratta di una scelta
dell'armatore. A proravia del locale tecnico si sviluppano due
cabine delle quali una matrimoniale e l'altra con letti in piano,
entrambe dotate di bagno riservato e accessibili da una scala che
collega il salone con questi locali. Verso propra si trovano i
locali equipaggio, che comprendono due cabine e due bagni e una
zona mensa e relax. Evidente che l'armatore ha pensato anche al
benessere dell'equipaggio, probabilmente proprio in previsione di
effettuare navigazioni impegnative. Questo ponte si caratterizza
per la presenza di numerosi oblò a murata, grazie ai quali
la luminosità naturale è garantita. Il ponte
principale ospita il grande salone che comprende zona pranzo,
divani con tavoli e poltrone e nella zona prodiera opportunamente
separata la cucina e un tavolo con sedute, ambiente questo che
gode dello spettacolo offerto dalle finestrature perimetrali della
sovrastruttura verso prora. La plancia si trova sul ponte
superiore, in pratica è un locale unico molto ampio che
gode di visuale sui 360° e nel quale sono presenti impianti
per il governo del mezzo di ultima generazione, come la timoneria
elettroidraulica comandabile anche da un comando a leva
orizzontale tipo joystick, la poltrona ergonomica in posizione
centrale dotata di rinvii degli organi di manovra principali e
vista totale su esterno e strumentazione. A poppavia di questa
zona, che per quanto tecnica rappresenta anche uno dei luoghi
ideali dai quali godere della navigazione, si trova un'area pranzo
all'aperto protetta lateralmente e sul cielo dal prolungamento
della pilot house, procedendo ancora verso poppa troviamo due
tavoli con poltrone e spazio appropriato ai momenti di relax sotto
al sole. Uno yacht evidentemente sviluppato in concorso con un
armatore che ha le idee chiare su cosa intende fare con la propria
barca, che ama navigare e che, viste alcune scelte specifiche,
intende comandare la propria barca gestendone ogni cosa
personalmente pur disponendo di un equipaggio preparato.
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