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SUPERYACHT #536 Dicembre 2006
Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni
più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici,
ultime notizie e novità dal mercato

Sommario

Annuario della nautica

Impressioni di navigazione

Barche usate

Boatshow

Video Nautica

Articolo di Fabio Petrone
Foto di Neil Rabinowiz e Martin Fine
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DELTA MARINE HAPPY DAYS
Quella che vi presentiamo in queste pagine, Happy Days, con i suoi
50 metri di lunghezza è la nave da diporto in composito
più grande mai varata in America. Il merito di averla
costruita va a Delta Marine - sede a Seattle, sulle rive del fiume
Duwamish - brand di grande fama, considerato da molti uno dei
migliori cantieri nordamericani e probabilmente al mondo.
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SCHEDA TECNICA
Lunghezza f.t. m 50
larghezza m 10,39
immersione m 2,86
dislocamento a medio carico t 560,8
motorizzazione 2x1.650 CAT 3512
velocità massima nodi 16,8
velocità di crociera nodi 14
riserva carburante l 82.900
riserva acqua l 13.230
generatori 2 Northern Lights da 130 kW
Stabilizzatori Quantum QC 1800 Zero Speed
Certificazione ABS Croce di Malta A1 Yachting Service Maltese.
Per ulteriori informazioni: Delta Marine Industries - 1608
South 96th Street - Seattle, Washington 98108 USA - tel
206.763.2383 - fax 206.762.2627 - web www.deltamarine.com - e-mail
info@deltamarine.com

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Delta Marine deve la sua notorietà presso il grande
pubblico per aver costruito una serie di superyacht davvero molto
belli, è indubbio, ma la sua storia, iniziata nei primi
anni '60, lo vede esordire come produttore di barche veloci, da
diporto, e in breve tempo affermarsi soprattutto per la
costruzione di barche da pesca professionali. Da quelle barche
adatte ai mari "tosti", robuste, affidabili, di facile
manutenzione, da quel modo di progettare e di costruire Delta
ricavò grande fama, successo, e questo lo portò poi
a crescere parecchio anche nelle strutture, fino a raggiungere le
dimensioni di una vera industria nautica. Dopo i primi successi
ottenuti anche nel settore del diporto, dal 1980 la famiglia
Jones, da sempre al timone di Delta, decise di orientare la
produzione verso il comparto dei luxury yacht, costruendo in
acciaio, in alluminio e in composito. E proprio a rappresentare
quest'ultima tipologia di imbarcazioni, abbiamo scelto Happy Days,
la nave dislocante che con i suoi 50 metri di lunghezza si fregia
di essere l'ammiraglia del brand in composito, "flagship" della
produzione d'oltre oceano ma anche la più grande di una
minigamma di quattro barche di cui fa parte, recentemente varate.
Happy Days rispetto alle altre è più lunga ma per
poter essere quanto più larga, dieci metri e 40, nel senso
che le sue misure sono cresciute, quasi zoommate, esclusivamente
perché l'armatore voleva una barca ancora più
spaziosa, con grandi volumi. I quasi 700 mq di superficie di cui
possono godere gli ospiti in navigazione, ne sono una
testimonianza. Tutto il progetto si deve al Delta Design Group,
una struttura articolata e appositamente creata del cantiere, che
firma gli esterni, gli interni ma anche la carena, a dislocamento
pieno. Un gruppo di lavoro che ha operato a stretto contatto con
l'armatore e con chi si è occupato dell'arredamento, del
decor dell'imbarcazione, indubbiamente originale e ricco di spunti
che vanno dai richiami al Modernismo dei primi '900, alla
più recente Pop Art.. Una barca per arrivare ovunque,
grande, comoda, impreziosita da opere d'arte e da un arredamento
che contribuisce a rendere l'insieme molto personale, accogliente
e lussuoso. Originale è l'uso contenuto di legno alle
pareti, mentre è esteso quello del vetro, che a bordo
è presente a tonnellate. Basti pensare che, oltre a delle
splendide porte, ai parapetti della scala interna, alle porte dei
box doccia e a tutto ciò che normalmente ci può
essere di vetro a bordo, oltre a complementi d'arredo e lampade
realizzate come pezzi d'arte, nella sala da pranzo di bordo,
quella di rappresentanza che sta sul ponte principale, c'è
un tavolo rettangolare, circa 3,6 metri per 1,2, composto da
cinque grandi lastre trasparenti, create da maestri vetrai, che
pesano 90 chili l'una. Attorno a esso ci sono dodici poltroncine,
ciascuna rivestita in pelle di diversi colori, e poi una grande
parete a effetto muro, il mobilio e le porte con lavorazioni
geometriche. Finte ordinate, utilizzate anche nelle cabine, che in
realtà fanno parte di un sofisticato sistema di
illuminazione, sono anch'esse un cenno, stavolta all'epoca dei
grandi viaggi, anni '30, e a quelle grandi "macchine" che li
resero possibili. Simbolicamente, l'omaggio è agli interni
dei Pan Am Flying Boats, grandi idrovolanti di linea, comodi,
lussuosi e long range proprio come Happy Days, che portavano i
loro ospiti in America Latina ma anche in Asia. Richiami alle
ordinate e illuminazione che ritroviamo anche nel salone
principale, esteso a poppavia, caratterizzato dalla presenza di
due aree living con tappezzerie e mobilio diversi che, assieme al
rivestimento del pavimento, accendono di colore l'ambiente. Fuori,
ma comunque completamente chiudibile e climatizzabile, la zona di
poppa offre una cocktail area molto ampia, composta da divano per
sei e poltrone.
Verso prua, a babordo, troviamo dapprima la cucina, molto ampia e
accessoriatissima, e quindi la dinette di servizio, entrambe ben
collegate con l'esterno e con la zona notte equipaggio, che si
trova sul lower deck e offre 10 posti letto in 5 cabine. Ancora
più in basso, Happy Days dispone di un mezzo ponte tecnico
destinato allo stoccaggio Per gli ospiti sono state invece create
sei cabine, della quali quattro sempre sul lower deck - si tratta
di due matrimoniali e due con letti separati - e due, VIP per
allestimento e spazio, che si trovano a pruavia del ponte
principale, attigue a un locale adibito a palestra e a un ampio
disimpegno adibito a biblioteca.
I locali riservati all'armatore sono in alto, sul ponte superiore,
e ne occupano tutta la porzione poppiera. Camera da letto a tutto
baglio, con nuance di colore e mobilio di stile caraibico, bagno
con box doccia e vasca idromassaggio, ma soprattutto accesso
esclusivo al ponte esterno, anch'esso comunque chiudibile, che
diventa una vera e propria terrazza padronale. A mezza nave
l'upper deck, raggiungibile dal ponte principale anche con
l'ascensore che collega i quattro ponti della nave, offre il
classico sky lounge. Questo si caratterizza per il doppio affaccio
su altrettanti balconi esterni e per la presenza di un pianoforte
che fa da corollario a un bar e a un ennesimo living. Ancora verso
prua troviamo la cabina riservata al comandante, un bagno diurno,
e poi la wheelhouse, con ancora legni chiari contrapposti al blu
delle stoffe e della pelle che riveste tutto, anche la plancia di
guida, piena di schermi da cui controllare ogni parte, ogni
macchina, ogni apparato di bordo.
Il sun deck, che sta ancora sopra, per oltre la metà
è protetto da un hard top sul quale svettano l'alberotto e
le varie antenne di bordo, in modo da creare un'area sottostante
sempre godibile, ben adatta a party e feste. Anche qui ci sono
bar, zona pranzo e living ma c'è pure una mini piscina
circolare, un'area solarium allestita da lettini e l'alloggiamento
di un piccolo tender e di una moto d'acqua. Il tender di servizio
principale, si trova invece a poppavia della sala macchine, in un
apposito garage sommergibile, che si trova fra due locali tecnici:
l'officina e la control room di bordo.
Parliamo ora di prestazioni: spinta da 2 Caterpillar 3512 che
erogano ciascuno 1.650 HP, Happy Days sfiora i 17 nodi di
velocità massima e naviga a una velocità di crociera
di 14 nodi. Grazie agli 82.900 litri di riserva carburante, la
nave a 13 nodi di velocità raggiunge un'autonomia di 5.000
miglia nautiche.
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