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Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni
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Articolo di |
Camuzzi Nautica Engineering
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La Camuzzi Nautica Engineering lavora per tutte le realtà produttive del Gruppo Camuzzi, quindi per la produzione dei Cantieri Baglietto, di Varazze e di La Spezia, e dei Cantieri di Pisa, ma anche per le più recenti acquisizioni del Gruppo Camuzzi: i cantieri tunisini General Bateaux - cantiere storicamente subappaltatore per conto di altri brand europei, per la realizzazioni di parti, componenti o interi scafi che oggi invece lavora quasi esclusivamente per le esigenze del gruppo - e WMagic - dove vengono realizzati i Wally Tender e dove è prevista la realizzazione di moduli costruttivi uniformati per tutto il Gruppo.
"I motivi che hanno portato il Gruppo Camuzzi ad avere un proprio centro Engineering - ci spiega il Direttore Generale della Camuzzi Nautica Engineering, Ing. Massimo Ragone - sono fondamentalmente legati alla necessità di poter controllare in prima persona il progetto fin dalla fasi preliminare e iniziale, a stretto contatto con il commerciale e con il cliente. Ciò permette a noi di essere in grado di soddisfare in pieno le richieste del committente, definendole con precisione fin dallo studio di fattibilità, cosa che, in una produzione rigorosamente "custom" come quella di Baglietto e Cantieri di Pisa, rappresenta una filosofia produttiva che si è rivelata vincente. Inoltre, questo consente di ottimizzare alcuni aspetti sia della progettazione che della produzione, come ad esempio il poter equilibrare e uniformare alcune scelte tecniche e progettuali sui prodotti dei vari brand, a seguito di una fase di studio e ricerca più approfondita e mirata, permettendo così sia di risparmiare in termini di costi e pesi di bordo che di aumentare le sinergie tra i brand. Altro aspetto importante, che il controllo completo del progetto permette, riguarda l'applicazione più puntuale ed efficace delle normative tecniche, oggi sempre più complesse e vincolanti. Trattandosi, per quel che riguarda la quasi totalità della produzione del gruppo, di vere e proprie navi sotto il profilo sia tecnico che normativo, queste unità devono avere requisiti di sicurezza tali da soddisfare le specifiche norme tecniche previste dai Registri Tecnici di Classificazione (come R.I.Na, ABS, Bureau Veritas, DNV e altri, a seconda delle richieste specifiche del committente) o da accordi internazionali (per esempio la Convenzione per la salvaguardia della vita umana in mare - SOLAS). Su yacht da diporto di questo livello - ha aggiunto Ragone - è poi una scelta obbligata il rispetto degli standard di sicurezza previsti dal Large Commercial Yacht Code, un'ulteriore raccolta di norme e prescrizioni appositamente elaborata per le navi da diporto con uso commerciale, cioè charter, dalla Britannica Maritime & Coastguard Agency (MCA). Infine, aspetto per nulla trascurabile, un centro di Engineering centralizzato permette di creare un data base in cui confluiscono tutte le conoscenze e le esperienze del gruppo che, oltre a rimanere patrimonio esclusivo, permettono una crescita tecnica e produttiva maggiore e più uniforme del Gruppo Camuzzi nel suo complesso.
Ovviamente la Camuzzi Nautica Engineering non sostituisce gli uffici tecnici che ogni singolo cantiere possiede per seguire e sorvegliare la costruzione e risolvere i piccoli e grandi problemi legati alla costruzione di una nave."
Ma cosa si fa in concreto all'interno della Camuzzi Nautica Engineering?
Le professionalità presenti all'interno del centro - ha risposto l'Ing. Ragone - permettono il controllo completo del progetto CAD mentre per la parte CAM - Computer-Aided Manufacturing, cioè quella parte di software che permette la gestione e il controllo di una macchina utensile a controllo numerico computerizzato, per il taglio delle lamiere o per la fresatura di modelli per gli stampi nelle costruzioni in vetroresina - ci si avvale di società specializzate o delle capacità delle stesse ditte che possiedono le macchine a Controllo Numerico. Per quanto riguarda il progetto delle strutture, nel centro si eseguono dimensionamenti a calcolo diretto o applicando le regole dei Registri di classificazione, oppure, a seconda delle necessità e delle valutazioni specifiche, si utilizzano software FEM per il calcolo strutturale ad elementi finiti, che consentono una più precisa definizione degli stress e dei carichi sulle strutture. Ne consegue un dimensionamento più mirato e un conseguente risparmio di peso a bordo. Un ulteriore strumento di progettazione che si intende acquisire e sviluppare è la CFD, cioè la Computational Fluid Dynamics, tecnica che permette lo studio dei problemi di fluidodinamica e quindi permette di prevedere il comportamento e le prestazioni di uno scafo, mediante l'utilizzo del computer e senza ricorrere alle prove in vasca navale. Ma, come sottolinea l'Ing. Ragone, questo della CFD è uno strumento da utilizzare con la dovuta cautela, sia perché oneroso in termini di specifiche capacità professionali richieste, come tempo necessario per la preparazione e l'esecuzione del calcolo, sia perché i risultati non sono ancora completamente affidabili. Ed ecco allora che le prove sui modelli in vasca navale per la Camuzzi Nautica Engineering restano un importante verifica del progetto di una carena.
Naturalmente la Camuzzi Nautica Engineering si avvale anche di autorevoli e prestigiose collaborazioni di professionisti esterni, a volte al fine di soddisfare carichi di lavoro particolarmente onerosi, ma soprattutto per avere la migliore risposta tecnica disponibile al momento alla soluzione del problema progettuale. Ecco allora che la Camuzzi Nautica Engineering si avvale di collaborazioni con professionisti che garantiscono risposte d'eccellenza e soluzioni d'avanguardia per quanto riguarda, ad esempio, i problemi e le tecniche di insonorizzazione oppure per la propulsione. Ma si avvale dell'apporto delle grandi firme dello yacht design, come Spadolini o Paszkowski, operando in questo caso un'importante funzione di collegamento e coordinamento tra le esigenze dell'armatore, l'estro e la genialità del designer e i problemi pratici di ingegnerizzazione e di budget. D'altra parte gli yacht prodotti dal gruppo, che siano dei Baglietto o Cantieri di Pisa, con le loro differenze di stile e tipologiche, sono sempre e comunque imbarcazioni assolutamente esclusive, custom, diverse una dall'altra, ciascuna un pezzo unico che può affrontare il tempo senza subire le mode e senza perdere la sua bellezza. E il centro Engineering garantisce allora che, anche in presenza di particolari scelte di allestimento dell'acquirente o per la creatività di nuovi designer, lo stile preciso e inconfondibile di uno yacht Baglietto o Cantieri di Pisa rimanga lo stesso."
Allo stesso tempo il centro è dunque in grado di produrre un progetto completo, come nel caso del 58 metri Baglietto di cui abbiamo parlato, oppure può eseguire in prima persona una parte del progetto e, al contempo, coordinare e gestire il rapporto con vari professionisti e designer, come nel caso della nuova navetta semidislocante da 41 metri Baglietto, ora in avanzata fase di progettazione, di cui due esemplari saranno consegnati nel 2008. Questa navetta rappresenta una novità per la produzione Baglietto, attestata sulla produzione di scafi con significative prestazioni velocistiche: si tratta di un vero e proprio banco di prova dove riuscire a coniugare nuove caratteristiche, nuove linee e nuove esigenze nella tradizione e nella continuità dello stile Baglietto. Si tratta di una navetta in cui il design è stato curato dall'architetto Francesco Paszkowski mentre la parte ingegneristica, carena, motorizzazione, impianti, strutture, sono appunto del centro Engineering. Si tratta, come detto, di uno yacht semidislocante, cioè di una carena dislocante con velocità che vanno oltre il range tipico per questa tipologia. Infatti, nonostante le 210 tonnellate di dislocamento, con due motori MTU 12V 4000 da 2040 Kw, la nave arriva a 23 nodi grazie allo studio e all'ottimizzazione per il diporto, effettuata da parte degli ingegneri del centro, di particolari forme di carena chiamate in gergo "high speed round bilge", utilizzate generalmente per scopi militari (pattugliatori, corvette). Dal punto di vista idrodinamico, ad esempio, anche con l'ausilio di diverse prove eseguite in vasca navale, nel centro è stato anche studiato e definito un bulbo che permette di ottimizzare la velocità di crociera, nello specifico pari a 20 nodi, rendendola molto prossima alla velocità massima.
La Camuzzi Nautica Engineering è dunque in grado di gestire totalmente il progetto dello yacht, ma naturalmente tra le sue attività c'è anche quella di guardare al futuro, alla ricerca, allo sviluppo e alla sperimentazione di nuove tecnologie, nuove soluzioni estetiche e/o funzionali. Ecco allora che il centro si sta muovendo per acquisire collaborazioni e partecipazioni in alcuni progetti di ricerca della Comunità Europea o con università ed Enti di Ricerca. In futuro sarà molto importante l'attività di studio e sperimentazione delle novità che il mercato offre, sia in termini di materiali e tecnologie che in termini di nuovi prodotti o apparati da installare a bordo, in modo così da operare una sorta di filtro per le realtà produttive del gruppo che, prima di applicare o installare la "novità", avranno la garanzia del loro corretto funzionamento e della loro reale efficacia.
Il luogo il cui la Camuzzi Nautica Engineering opera è quindi la storica sede dei Cantieri Baglietto di Varazze, da dove sono uscite alcune delle barche più significative e prestigiose della nautica italiana, dai primi motoscafi veloci da competizione dei primi anni del '900 ai MAS, le motosiluranti della I e II Guerra Mondiale, dalle mitiche motovedette agli splendidi e rivoluzionari yacht della serie Ischia ecc. Negli imponenti edifici di Varazze, che risalgono alla fine degli anni trenta e dove in passato hanno lavorato fin quasi 700 persone, si respira la storia stessa della nautica italiana. Nella vecchia "sala a tracciare", oggi un magazzino, a terra si vedono ancora incise le linee delle dime per la costruzione degli Ischia. Quindi non solo foto, vecchi modelli di motovedette o di yacht, ma gli antichi strumenti dei carpentieri navali e le antiche attrezzature, accanto alle più moderne tecnologie per la lavorazione e il trattamento dell'alluminio, e a una produzione attuale che vede il cantiere già impegnato full time per i prossimi tre anni. Il direttore del Cantiere di Varazze, Edoardo Ratto, ci illustra nel dettaglio questo programma a partire dal 44 metri semidislocante da 210 tonnellate di dislocamento e 30 nodi di velocità massima, la cui consegna è prevista per aprile 2007. Poi, sempre entro il 2007, è prevista l'uscita dal cantiere di altri 3 superyacht veloci: un 42 metri e due 34 metri. Entro il 2008 è prevista la consegna delle due navette semidislocanti e di un 34 metri "hard top, mentre entro il 2009 saranno pronti un nuovo 44 metri, due 42 metri, ed un altro 34 metri. Per adeguarsi alle dimensioni di questa produzione il cantiere ha allargato la banchina di alaggio e si è dotato di un nuovo imponente travel lift da 300 tonnellate, tra i più grandi presenti nel Mediterraneo. Questi adeguamenti permetteranno al cantiere di sviluppare ulteriormente anche la parte dedicata alla manutenzione e al "refitting", servizi oggi indispensabili per offrire agli armatori un'assistenza completa. I dipendenti diretti del cantiere sono circa 40, ma sono tra le 200 e le 250 le persone che, fra tecnici, operai, saldatori, falegnami, impiantisti, etc., giornalmente lavorano nei 20.000 m2 di superficie, coperta e scoperta, di cui dispone il cantiere Baglietto di Varazze, dando vita a barche da sogno.
A breve tutto il cantiere sarà totalmente ristrutturato, per adeguarlo alle nuove esigenze nell'ambito della riqualificazione dell'intera area del porto di Varazze, che ha già visto la creazione della Marina. Una parte di esso sarà trasformato in hotel di lusso ed un'altra parte accoglierà un museo dedicato alla nautica di Varazze e alla storia dei cantieri Baglietto.
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