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SUPERYACHT #539 Marzo 2007
Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni
più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici,
ultime notizie e novità dal mercato

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Articolo di Corradino Corbò
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CODECASA 62 MONEIKOS
In una nave da diporto, la magnificenza in sé non fa notizia.
Neppure la preziosità di ogni minimo dettaglio può
meravigliare. Ciò che rende speciale il Moneikos è
dunque la capacità di emanare, nonostante il lusso,
un'atmosfera che mantiene qualcosa di intimamente familiare.
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SCHEDA TECNICA
Progetto: Studio tecnico cantiere (direzione e coordinamento); Studio Dellarole (esterni); Studio Dedalo (interni)
Costruttore: Cantieri Navali Ugo Codecasa, via Amendola, 55049 Viareggio (Lu). Tel. +39 0584 383221; fax +39 0584 383531. Sito Web www.codecasayachts.com; E-Mail info@codecasayachts.com
Lunghezza f.t. m 62,00
Larghezza: m 11,20
Immersione: m 3,70
Dislocamento a pieno carico: t 890
Cabine passeggeri: 1 suite armatoriale; 3 matrimoniali; 4 doppie
Cabine equipaggio: 1 alloggio comandante; 1 alloggio direttore di macchina; 7 cabine doppie
Motorizzazione: Caterpillar 3516B 2 x 2.450 hp
Eliche: Schaffran a 6 pale "S Class"
Velocità massima: nodi 17
Velocità di crociera economica: nodi 14
Riserva carburante: litri 160.000
Riserva acqua: litri 30.000
Generatori: n.3 Genset Caterpillar da 145 kW ciascuno; n.1 Caterpillar da 84 kW di emergenza
Categoria di progettazione: Lloyd's Register, 100 A1 SSC "Yacht" Mono G6 LMC Rina 100-A-1.1 "Y" - MCA Compliant..
Per ulteriori informazioni: Cantieri Navali Ugo Codecasa, Via
Amendola, 55049 Viareggio (Lu). Tel. +39 0584 383221; fax +39 0584
383531. Website www.codecasayachts.com; email info@codecasayachts.com

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Nella più diffusa mentalità dei diportisti, due anni di costruzione costituiscono un'attesa insopportabile. Ma per chi pratica la nautica dei superyacht, quei 24 mesi sono il lampo che annuncia la realizzazione di un sogno, proprio come nella favola della Lampada di Aladino. Per rendersene conto, basta immaginare una nave di 62 metri che prenda compiutamente forma al ritmo di 8 centimetri e mezzo al giorno. Ma non hanno bisogno di ricorrere a questa immaginazione le maestranze del cantiere Codecasa, che, proprio con quella costanza, sono riuscite a realizzare quel trionfo di design che è il motoryacht Moneikos.
Tutto è nato dall'armatore di un 50 metri dello stesso cantiere viareggino, che, volendo più spazio e più comfort per sé e per i suoi ospiti, ha commissionato a Codecasa la realizzazione di un 62 metri. Il passo successivo, strategicamente fondamentale, si è compiuto nelle sale di progettazione, dove gli ingegneri del cantiere hanno lavorato a stretto contatto con gli architetti dello Studio Dellarole, particolarmente per gli esterni, e con quelli dello Studio Dedalo, per quanto riguarda gli interni.
L'alone di riservatezza che ha protetto la gestazione del progetto e tutta la fase di realizzazione della costruzione - denominata "C 112" - si è dissolto il 7 giugno 2006, quando lo scafo è scivolato in acqua per la prima volta, offrendosi alla vista estasiata degli invitati alla cerimonia del varo.
Per quanto innovativo, il design del Moneikos porta a compimento un percorso stilistico iniziato già da tempo. Ricordiamo, per esempio, l'altro 62 metri "Ipogee" del quale ripropone l'esuberante slancio prodiero, l'andamento delle impavesate e l'elegante progressione delle parti aggettanti dei ponti superiori, sul prolungamento della grande poppa spiovente. Su questa sperimentata base architettonica, ecco comparire nel Moneikos le fasce scure che nascondono nello stesso cromatismo le ampie finestrature rettangolari e che, nello stesso tempo, scandiscono le quote della sovrastruttura conferendole una vaga impronta da ziqqurat. Significativo dell'esigenza di un grande volume abitativo, il fatto che il ponte sole si presenti coperto per circa il 60 per cento della sua superficie: una soluzione che permette di defilare completamente la plancia, assegnandole peraltro il punto che gode di maggiore visuale, e la cabina del comandante, nonché di ricavare un ampio spazio per lo spettacolare gymnasium, senza sacrificare nulla degli ambienti privati o di maggiore rappresentanza che si sviluppano sui ponti sottostanti. Attraverso due ampi portelli scorrevoli, la palestra apre direttamente sull'ampia zona prendisole che si sviluppa intorno alla piscina, dotata di un generatore di flusso continuo che consente di nuotare restando perfettamente fermi. A proposito di privacy, è sul ponte superiore - cioè quello che si trova subito sotto il sundeck - che si articola l'ampia suite amatoriale. L'ambiente è stato reso estremamente funzionale, per una vita familiare che possa svolgersi - volendo - in modo assolutamente autonomo rispetto al resto della nave. Il che si riflette coerentemente anche sugli altri ambienti dello stesso ponte, come nel caso della sala da pranzo principale che, pur nella sua sontuosità - può ospitare fino a 16 persone - offre un'atmosfera di particolare intimità, resa suggestivamente anche dai microspot in fibra ottica che fanno apparire il soffitto come una volta stellata. Le pietanze, che vengono preparate nella grande cucina professionale che si trova a livello del sottostante ponte di coperta, vi giungono attraverso un silenzioso montacarichi. Eccoci dunque al ponte principale, il più ampio, il più frequentato. Qui, il grande salone che accoglie gli ospiti al loro imbarco trova il suo punto focale in una preziosa coppia di divani a semicerchio. Per quanto lussuoso e volutamente spettacolare, l'ambiente resta disinvolto, giovanile. Da mezzanave a prua, il quartiere è suddiviso in tre cabine ospiti, una cabina per la baby sitter, una sala da pranzo e una sala relax entrambe riservate ai bambini, una lavanderia. La maggior parte delle cabine del personale e la sala da pranzo ad esso riservata si trova sul ponte inferiore, separata dalla seconda zona ospiti che, a sua volta, è articolata in quattro comode cabine con servizi privati. Su questo stesso livello, ma con accesso dai locali tecnici e dalla plancetta di poppa, si trova l'ampio garage che ospita due raffinati tender Novurania: uno agile, da 5,40 metri, e uno più impegnativo, da 7,40 metri.
A proposito di accessi, la transitabilità verticale attraverso i quattro ponti è assicurata da una serie di scale opportunamente dislocate - tra le quali spicca la bella scala a chiocciola posta a mezzanave - e da un ascensore che percorre tutti i livelli.
La sala macchine, cuore tecnologico del Codecasa 62, ospita una coppia di Caterpillar 3516B da 2.450 hp ciascuno, capaci di spingere il Moneikos alla velocità massima di 17 nodi e di garantirgli una velocità di crociera economica di 14 nodi, per un'autonomia di ben 6.000 miglia. Autonomia che, al di là del tipico rapporto tra riserva di carburante e consumo orario, è garantita anche dalle macchine che producono energia elettrica (3 Genset Caterpillar da 145 kW ciascuno, più un quarto di emergenza da 84 kW) e dal sistema di dissalazione, che permette di mantenere pressoché costante la riserva di 30.000 litri d'acqua potabile.
Altrettanto raffinato è il repertorio dei materiali impiegati per la costruzione, per l'allestimento e per i complementi. Per lo scafo è stato utilizzato un acciaio AH36, mentre per le sovrastrutture si è ricorsi al più leggero alluminio 5083; l'accoppiamento tra i due metalli è stato affidato a speciali giunti che ne consentono l'assoluta compatibilità. Quindi essenze pregiate, come l'africano wengé - di colore scuro e leggermente venato di giallo - per i pavimenti; acero chiaro per i rivestimenti delle pareti; lacca a mano per i soffitti. I bagni, rigorosamente monocromi, si distinguono l'uno dall'altro per il diverso colore pastello che contrasta con il prezioso cristallo retrolaccato, utilizzato per le superfici orizzontali.
Si tratta di dettagli che non concorrono come gli altri a rendere conforme il Codecasa 62 alle normative Lloyd's, Rina e Mca, ma che rendono questa unità un nuovo modello di capacità artigianale tutta italiana.
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